Associazione Radioamatori Italiani

Sezione A.R.I. di Ovada (Al)

Gazzetta Ufficiale N. 214 del 15 Settembre 2003

DECRETO LEGISLATIVO 1 agosto 2003, n.259
Codice delle comunicazioni elettroniche.

 
 
                           TITOLO I
                DISPOSIZIONI GENERALI E COMUNI
                            Capo I
                     DISPOSIZIONI GENERALI
 
                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
 
    Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
    Vista  la  legge    agosto  2002,  n.  166, ed, in particolare,
l'articolo 41;
    Vista  la  direttiva  2002/19/CE  del  Parlamento  europeo  e del
Consiglio,  del  7 marzo  2002,  relativa  all'accesso  alle  reti di
comunicazione    elettronica    e    alle    risorse   correlate,   e
all'interconnessione delle medesime (direttiva accesso);
    Vista  la  direttiva  2002/20/CE  del  Parlamento  europeo  e del
Consiglio, del 7 marzo 2002, relativa alle autorizzazioni per le reti
e i servizi di comunicazione elettronica (direttiva autorizzazioni);
    Vista  la  direttiva  2002/21/CE  del  Parlamento  europeo  e del
Consiglio,  del  7 marzo  2002,  che  istituisce  un quadro normativo
comune  per  le  reti  ed  i  servizi  di  comunicazione  elettronica
(direttiva quadro);
    Vista  la  direttiva  2002/22/CE  del  Parlamento  europeo  e del
Consiglio,  del  7 marzo  2002,  relativa al servizio universale e ai
diritti degli utenti in materia di reti e di servizi di comunicazione
elettronica (direttiva servizio universale);
    Vista la direttiva 2002/77/CE della Commissione, del 16 settembre
2002,  relativa alla concorrenza nei mercati delle reti e dei servizi
di comunicazione elettronica;
    Visto il codice della navigazione;
    Vista la legge 5 giugno 1962, n. 616;
    Vista la legge 11 febbraio 1971, n. 50;
    Visto  il  decreto del Presidente della Repubblica 29 marzo 1973,
n. 156;
    Vista  la  Convenzione  internazionale  per la salvaguardia della
vita  umana  in  mare  (SOLAS),  firmata  a  Londra  nel  1974 e resa
esecutiva   con   legge  23 maggio  1980,  n.  313,  e  i  successivi
emendamenti;
    Vista  la  legge  21 giugno  1986,  n.  317,  come modificata dal
decreto legislativo 23 novembre 2000, n. 427;
    Visto il decreto del Presidente della Repubblica 8 novembre 1991,
n. 435;
    Visto il decreto legislativo 9 febbraio 1993, n. 55;
    Visto il decreto legislativo 2 maggio 1994, n. 289;
    Visto il decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 103;
    Visto  il  decreto  del  Presidente  della Repubblica 4 settembre
1995, n. 420;
    Vista la legge 31 gennaio 1996, n. 61;
    Visto il decreto legislativo 11 febbraio 1997, n. 55;
    Vista la legge 1° luglio 1997, n. 189;
    Vista la legge 31 luglio 1997, n. 249;
    Visto  il  decreto  del  Presidente della Repubblica 19 settembre
1997, n. 318;
    Visto il decreto legislativo 17 maggio 1999, n. 191;
    Visto il decreto legislativo 15 novembre 2000, n. 373;
    Visto il decreto legislativo 23 novembre 2000, n. 427;
    Visto il decreto del Presidente della Repubblica 11 gennaio 2001,
n. 77;
    Vista  la  legge  20 marzo  2001,  n.  66,  ed,  in  particolare,
l'articolo 2-bis, comma 10;
    Visto il decreto legislativo 9 maggio 2001, n. 269;
    Vista la legge 3 agosto 2001, n. 317;
    Visto  il decreto del Presidente della Repubblica 5 ottobre 2001,
n. 447;
    Visto  il  Regolamento  delle radiocomunicazioni (edizione 2001),
dell'Unione internazionale delle telecomunicazioni (UIT), che integra
le  disposizioni  della  costituzione  e  della convenzione dell'UIT,
adottata  a  Ginevra  il  22 dicembre  1992,  e  ratificata con legge
31 gennaio 1996, n. 313;
    Visto il decreto legislativo 4 marzo 2002, n. 21;
    Vista  la  decisione  n. 676/2002/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio  del  7 marzo  2002, relativa ad un quadro normativo per la
politica   in  materia  di  spettro  radio  nella  Comunita'  europea
(Decisione spettro radio);
    Visto   il  Piano  nazionale  di  ripartizione  delle  frequenze,
approvato  con  decreto  ministeriale  8 luglio  2002,  e  successive
modificazioni;
    Visto il decreto legislativo 4 settembre 2002, n. 198;
    Vista la legge 27 dicembre 2002, n. 289;
    Vista   la  legge  16 gennaio  2003,  n.  3,  ed  in  particolare
l'articolo 41;
    Vista la legge 8 luglio 2003, n. 172;
    Viste  le  preliminari  deliberazioni  del Consiglio dei Ministri
adottate nelle riunioni del 23 maggio e 19 giugno 2003;
    Acquisito  il  parere del Consiglio superiore delle comunicazioni
in data 16 luglio 2003;
    Acquisito,  sui  Titoli  I  e  II,  il  parere  della  Conferenza
Unificata,  di  cui  all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto
1997, n. 281, espresso nella seduta del 3 luglio 2003;
    Acquisiti  i pareri delle competenti Commissioni della Camera dei
deputati e del Senato della Repubblica;
    Vista  la deliberazione del Consiglio dei Ministri adottata nella
riunione del 31 luglio 2003;
    Sulla  proposta  del  Ministro delle comunicazioni e del Ministro
per le politiche comunitarie, di concerto con i Ministri degli affari
esteri, della giustizia, dell'economia e delle finanze, della difesa,
delle  attivita' produttive, della salute, delle infrastrutture e dei
trasporti,   dell'ambiente   e   della  tutela  del  territorio,  per
l'innovazione e le tecnologie, e per gli affari regionali;
 
                              E m a n a
                  il seguente decreto legislativo:
               CODICE DELLE COMUNICAZIONI ELETTRONICHE
                               Art. 1
                             Definizioni
 
    1. Ai fini del presente Codice si intende per:
    a)  abbonato:  la  persona fisica o giuridica che sia parte di un
contratto  con  il  fornitore di servizi di comunicazione elettronica
accessibili al pubblico, per la fornitura di tali servizi;
    b)  accesso: il fatto di rendere accessibili risorse o servizi di
un  operatore  a  determinate  condizioni,  su  base  esclusiva o non
esclusiva,  per la fornitura di servizi di comunicazione elettronica;
comprende,  tra  l'altro,  l'accesso: agli elementi della rete e alle
risorse   correlate,   che   puo'   comportare   la   connessione  di
apparecchiature  con  mezzi  fissi  o  non  fissi,  ivi  compreso  in
particolare  l'accesso  alla  rete  locale  nonche' alle risorse e ai
servizi  necessari  per  fornire  servizi  tramite  la  rete  locale;
all'infrastruttura  fisica,  tra  cui  edifici, condotti e piloni; ai
pertinenti sistemi software, tra cui i sistemi di supporto operativo;
ai servizi di traduzione del numero o a sistemi che svolgano funzioni
analoghe; alle reti fisse e mobili, in particolare per il roaming tra
operatori mobili; ai sistemi di accesso condizionato per i servizi di
televisione digitale; ai servizi di rete privata virtuale;
    c) apparato radio elettrico: un trasmettitore, un ricevitore o un
ricetrasmettitore  destinato  ad  essere  applicato  in  una stazione
radioelettrica.   In   alcuni  casi  l'apparato  radioelettrico  puo'
coincidere con la stazione stessa.
    d)  apparecchiature  digitali  televisive  avanzate: i sistemi di
apparecchiature   di   decodifica   destinati   al  collegamento  con
televisori  o  sistemi  televisivi  digitali  integrati  in  grado di
ricevere i servizi della televisione digitale interattiva;
    e)  Application Programming Interface (API): interfaccia software
fra applicazioni rese disponibili da emittenti o fornitori di servizi
e  le  risorse delle apparecchiature digitali televisive avanzate per
la televisione e i servizi radiofonici digitali;
    f)  Autorita'  nazionale  di regolamentazione: l'Autorita' per le
garanzie nelle comunicazioni, di seguito denominata Autorita';
    g) autorizzazione generale: il regime giuridico che disciplina la
fornitura di reti o di servizi di comunicazione elettronica, anche ad
uso  privato,  ed  i  relativi  obblighi  specifici  per  il  settore
applicabili a tutti i tipi o a tipi specifici di servizi e di reti di
comunicazione elettronica, conformemente al Codice;
    h)  chiamata:  la connessione istituita da un servizio telefonico
accessibile  al  pubblico che consente la comunicazione bidirezionale
in tempo reale;
    i)  Codice:  il  "Codice  delle  comunicazioni  elettroniche" per
quanto concerne le reti e i sevizi di comunicazione elettronica;
    j)  consumatore:  la  persona  fisica che utilizza un servizio di
comunicazione  elettronica  accessibile  al  pubblico  per  scopi non
riferibili  all'attivita'  lavorativa,  commerciale  o  professionale
svolta;
    l)  fornitura  di  una  rete  di  comunicazione  elettronica:  la
realizzazione, la gestione, il controllo o la messa a disposizione di
una siffatta rete;
    m)  interconnessione:  il collegamento fisico e logico delle reti
pubbliche  di comunicazione utilizzate dal medesimo operatore o da un
altro  per  consentire  agli utenti di un operatore di comunicare con
gli  utenti  del  medesimo  o di un altro operatore, o di accedere ai
servizi  offerti  da  un  altro  operatore.  I servizi possono essere
forniti  dalle  parti  interessate o da altre parti che hanno accesso
alla rete. L'interconnessione e' una particolare modalita' di accesso
tra operatori della rete pubblica di comunicazione;
    n)   interferenze   dannose:  interferenze  che  pregiudicano  il
funzionamento  di  un servizio di radionavigazione o di altri servizi
di  sicurezza o che deteriorano gravemente, ostacolano o interrompono
ripetutamente   un   servizio   di   radiocomunicazione   che   opera
conformemente alle normative comunitarie o nazionali applicabili;
    o)    larga   banda:   l'ambiente   tecnologico   costituito   da
applicazioni,  contenuti,  servizi  ed  infrastrutture,  che consente
l'utilizzo   delle   tecnologie   digitali   ad  elevati  livelli  di
interattivita';
    p)  libero  uso:  la  facolta'  di  utilizzo  di dispositivi o di
apparecchiature   terminali   di   comunicazione   elettronica  senza
necessita' di autorizzazione generale;
    q)  mercati  transnazionali:  mercati  individuati  conformemente
all'articolo  18,  che  comprendono  l'Unione europea o un'importante
parte di essa;
    r) Ministero: il Ministero delle comunicazioni;
    s)  numero  geografico:  qualsiasi  numero del piano nazionale di
numerazione  nel  quale  alcune  delle  cifre  fungono  da indicativo
geografico  e  sono  utilizzate  per  instradare  le  chiamate  verso
l'ubicazione fisica del punto terminale di rete;
    t) numero non geografico: qualsiasi numero del piano nazionale di
numerazione  che  non  sia un numero geografico; include i numeri per
servizi  di comunicazioni mobili e personali assegnati agli operatori
titolari  di  reti  mobili,  i numeri di chiamata gratuita e i numeri
relativi ai servizi a tariffazione specifica;
    u)  operatore:  un'impresa  che e' autorizzata a fornire una rete
pubblica di comunicazioni, o una risorsa correlata;
    v)  punto  terminale di rete: il punto fisico a partire dal quale
l'abbonato  ha accesso ad una rete pubblica di comunicazione; in caso
di  reti  in  cui abbiano luogo la commutazione o l'instradamento, il
punto  terminale  di  rete  e' definito mediante un indirizzo di rete
specifico  che  puo'  essere  correlato  ad un numero o ad un nome di
utente finale. Per il servizio di comunicazioni mobili e personali il
punto  terminale di rete e' costituito dall'antenna fissa cui possono
collegarsi  via  radio  le apparecchiature terminali utilizzate dagli
utenti del servizio;
    z) rete locale: il circuito fisico che collega il punto terminale
della  rete  presso  il domicilio dell'abbonato al permutatore o a un
impianto equivalente nella rete telefonica fissa;
    aa)  rete  pubblica  di  comunicazione: una rete di comunicazione
elettronica  utilizzata  interamente  o  prevalentemente  per fornire
servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico;
    bb)   rete   telefonica   pubblica:  una  rete  di  comunicazione
elettronica  utilizzata per fornire servizi telefonici accessibili al
pubblico;  la  rete  telefonica pubblica consente il trasferimento di
comunicazioni  vocali  e  altre  forme  di  comunicazione,  quali  il
facsimile e la trasmissione di dati, tra punti terminali di rete;
    cc) rete televisiva via cavo: ogni infrastruttura prevalentemente
cablata   installata   principalmente   per   la   diffusione   o  la
distribuzione di segnali radiofonici o televisivi al pubblico;
    dd)  reti di comunicazione elettronica: i sistemi di trasmissione
e, se del caso, le apparecchiature di commutazione o di instradamento
e  altre  risorse che consentono di trasmettere segnali via cavo, via
radio,  a  mezzo di fibre ottiche o con altri mezzi elettromagnetici,
comprese  le  reti  satellitari,  le reti terrestri mobili e fisse, a
commutazione  di  circuito  e  a  commutazione di pacchetto, compresa
Internet,   le  reti  utilizzate  per  la  diffusione  circolare  dei
programmi  sonori  e  televisivi,  i  sistemi  per il trasporto della
corrente   elettrica,  nella  misura  in  cui  siano  utilizzati  per
trasmettere i segnali, le reti televisive via cavo, indipendentemente
dal tipo di informazione trasportato;
    ee)  risorse  correlate:  le  risorse  correlate  ad  una rete di
comunicazione   elettronica   o   ad  un  servizio  di  comunicazione
elettronica  che  permettono  o  supportano  la  fornitura di servizi
attraverso  tale  rete  o servizio, ivi compresi i sistemi di accesso
condizionato e le guide elettroniche ai programmi;
    ff)  servizio  di  comunicazione  elettronica  ad uso privato: un
servizio   di   comunicazione   elettronica   svolto   esclusivamente
nell'interesse  proprio  dal  titolare  della relativa autorizzazione
generale;
    gg)  servizio di comunicazione elettronica: i servizi, forniti di
norma a pagamento, consistenti esclusivamente o prevalentemente nella
trasmissione   di  segnali  su  reti  di  comunicazione  elettronica,
compresi  i  servizi di telecomunicazioni e i servizi di trasmissione
nelle reti utilizzate per la diffusione circolare radiotelevisiva, ad
esclusione dei servizi che forniscono contenuti trasmessi utilizzando
reti  e  servizi  di  comunicazione  elettronica  o che esercitano un
controllo  editoriale  su  tali  contenuti;  sono  inoltre  esclusi i
servizi della societa' dell'informazione di cui all'articolo 2, comma
1,  lettera  a),  del  decreto  legislativo 9 aprile 2003, n. 70, non
consistenti  interamente  o  prevalentemente  nella  trasmissione  di
segnali su reti di comunicazione elettronica;
    hh)  servizio  telefonico  accessibile  al  pubblico: un servizio
accessibile  al  pubblico  che  consente  di  effettuare  e  ricevere
chiamate  nazionali  ed  internazionali  e  di accedere ai servizi di
emergenza  tramite  uno  o  piu'  numeri,  che  figurano  in un piano
nazionale  o  internazionale  di  numerazione, e che puo' inoltre, se
necessario,  includere  uno o piu' dei seguenti servizi: l'assistenza
di  un  operatore;  servizi  di  elenco  abbonati e consultazione; la
fornitura di telefoni pubblici a pagamento; la fornitura del servizio
a  condizioni  specifiche;  la  fornitura  di  apposite risorse per i
consumatori   disabili  o  con  esigenze  sociali  particolari  e  la
fornitura di servizi non geografici;
    ii)  servizio  televisivo  in  formato  panoramico:  un  servizio
televisivo  che si compone esclusivamente o parzialmente di programmi
prodotti  ed editati per essere visualizzati su uno schermo a formato
panoramico.  Il rapporto d'immagine 16:9 e' il formato di riferimento
per i servizi televisivi in formato panoramico;
    ll)  servizio  universale:  un  insieme  minimo di servizi di una
qualita'  determinata,  accessibili  a tutti gli utenti a prescindere
dalla  loro  ubicazione  geografica  e, tenuto conto delle condizioni
nazionali specifiche, offerti ad un prezzo accessibile;
    mm)  sistema  di  accesso condizionato: qualsiasi misura o intesa
tecnica  secondo  la  quale  l'accesso  in  forma intelligibile ad un
servizio  protetto di diffusione radiotelevisiva e' subordinato ad un
abbonamento   o  ad  un'altra  forma  di  autorizzazione  preliminare
individuale;
    nn)   stazione   radioelettrica,   uno  o  piu'  trasmettitori  o
ricevitori  o  un insieme di trasmettitori e ricevitori, ivi comprese
le  apparecchiature  accessorie,  necessari  in  una data postazione,
anche   mobile   o   portatile,   per   assicurare   un  servizio  di
radiocomunicazione   o  per  il  servizio  di  radioastronomia.  Ogni
stazione   viene  classificata  sulla  base  del  servizio  al  quale
partecipa in materia permanente o temporanea;
    oo)   telefono   pubblico   a  pagamento:  qualsiasi  apparecchio
telefonico   accessibile  al  pubblico,  utilizzabile  con  mezzi  di
pagamento  che  possono  includere  monete  o  carte  di credito o di
addebito  o  schede  prepagate,  comprese  le  schede  con  codice di
accesso;
    pp)  utente:  la persona fisica o giuridica che utilizza o chiede
di utilizzare un servizio di comunicazione elettronica accessibile al
pubblico;
    qq)  utente  finale: un utente che non fornisce reti pubbliche di
comunicazione  o  servizi di comunicazione elettronica accessibili al
pubblico.
 
      
                  Avvertenza:
              Il  testo delle note qui pubblicato e' stato redatto ai
          sensi  dell'art.  10,  commi  2  e  3 del testo unico delle
          disposizioni     sulla     promulgazione    delle    leggi,
          sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica
          e  sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
          approvato  con  D.P.R.  28 dicembre  1985, n. 1092, al solo
          fine  di  facilitare la lettura delle disposizioni di legge
          modificate  o  alle  quali  e'  operato  il rinvio. Restano
          invariati  il  valore  e l'efficacia degli atti legislativi
          qui trascritti.
              - Per  le  direttive CEE vengono forniti gli estremi di
          pubblicazione  nella  Gazzetta  Ufficiale  delle  Comunita'
          europee (GUCE).
 
          Note alle premesse:
              - Si  riporta  il  testo  degli  articoli 76 e 87 della
          Costituzione:
              «Art.  76. - L'esercizio della funzione legislativa non
          puo'  essere  delegato al Governo se non con determinazione
          di  principi  e  criteri  direttivi  e  soltanto  per tempo
          limitato e per oggetti definiti.».
              «Art.  87.  - Il Presidente della Repubblica e' il Capo
          dello Stato e rappresenta l'unita' nazionale.
              Puo' inviare messaggi alle Camere.
              Indice  le  elezioni  delle  nuove Camere e ne fissa la
          prima riunione.
              Autorizza  la  presentazione alle Camere dei disegni di
          legge di iniziativa del Governo.
              Promulga  le  leggi ed emana i decreti aventi valore di
          legge e i regolamenti.
              Indice  il  referendum popolare nei casi previsti dalla
          Costituzione.
              Nomina,  nei  casi  indicati  dalla legge, i funzionari
          dello Stato.
              Accredita   e   riceve  i  rappresentanti  diplomatici,
          ratifica i trattati internazionali, previa, quando occorra,
          l'autorizzazione delle Camere.
              Ha il comando delle Forze armate, presiede il Consiglio
          supremo  di difesa costituito secondo la legge, dichiara lo
          stato di guerra deliberato dalle Camere.
              Presiede il Consiglio superiore della magistratura.
              Puo' concedere grazia e commutare le pene.
              Conferisce le onorificenze della Repubblica.».
              - L'art. 41 della legge 1° agosto 2002, n. 166 recante:
          «Disposizioni  in  materia  di infrastrutture e trasporti»,
          pubblicata  nella  Gazzetta  Ufficiale  n. 181 del 3 agosto
          2002, supplemento ordinario n. 158, cosi' recita:
              «Art. 41 (Riassetto in materia di telecomunicazioni). -
          1.  Il Governo e' delegato ad adottare, entro un anno dalla
          data  di entrata in vigore della presente legge, uno o piu'
          decreti  legislativi,  previa acquisizione dei pareri delle
          Commissioni  parlamentari  competenti,  da  rendersi  entro
          quarantacinque  giorni dal ricevimento della richiesta, per
          il  riassetto  delle  disposizioni  vigenti  conseguenti al
          recepimento   delle   direttive   2002/19/CE,   2002/20/CE,
          2002/21/CE  e  2002/22/CE,  del  Parlamento  europeo  e del
          Consiglio,  del 7 marzo 2002, nonche' delle altre approvate
          entro il termine di esercizio della delega, riguardanti:
                a) l'istituzione di un quadro normativo comune per le
          reti ed i servizi di comunicazione elettronica;
                b) le  autorizzazioni  per  le  reti  e  i servizi di
          comunicazione elettronica;
                c) l'accesso alle reti di comunicazione elettronica e
          alle risorse correlate e l'interconnessione alle medesime;
                d) il servizio universale;
                e) i  diritti  degli  utenti  e la sicurezza dei dati
          personali nelle comunicazioni elettroniche.
              2.  Nell'esercizio  della  delega di cui al comma 1, il
          Governo   si   attiene   ai  seguenti  principi  e  criteri
          direttivi:
                a) adozione   di   un   codice   delle   disposizioni
          legislative     e     regolamentari     in    materia    di
          telecomunicazioni, secondo i seguenti criteri:
                  1)  garanzia  di  accesso al mercato con criteri di
          obiettivita',    trasparenza,    non    discriminazione   e
          proporzionalita';
                  2)  utilizzazione  efficiente  dello spettro radio,
          ferme  restando  le  disposizioni  vigenti  in  materia  di
          radiodiffusione   sonora  e  televisiva,  anche  attraverso
          l'attribuzione  della facolta' di trasferimento del diritto
          d'uso  delle  radiofrequenze, previa notifica all'Autorita'
          per  le  garanzie  nelle comunicazioni e al Ministero delle
          comunicazioni, senza distorsioni della concorrenza;
                  3)   previsione   di   procedure   tempestive,  non
          discriminatorie   e  trasparenti  per  la  concessione  del
          diritto  di  installazione di infrastrutture e ricorso alla
          condivisione  delle  strutture,  anche con riferimento, ove
          compatibili,  ai  principi della legge 21 dicembre 2001, n.
          443;
                  4)  riduzione  dei  termini  per la conclusione dei
          procedimenti  amministrativi,  nonche' regolazione uniforme
          dei  medesimi  procedimenti  anche  con  riguardo  a quelli
          relativi al rilascio di autorizzazioni per la installazione
          delle  infrastrutture  di  reti  mobili,  in conformita' ai
          principi di cui alla legge 7 agosto 1990, n. 241;
                  5)   interoperabilita'   dei   servizi  in  tecnica
          digitale;
                  6)  affidamento all'Autorita' per le garanzie nelle
          comunicazioni  delle  funzioni  di  vigilanza,  controllo e
          garanzia     sull'attuazione     delle     politiche     di
          regolamentazione  del  Ministero delle comunicazioni, fatte
          salve  le  competenze  di cui alla legge 31 luglio 1997, n.
          249,   e   successive   modificazioni,   al   decreto-legge
          23 gennaio 2001, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla
          legge  20 marzo  2001, n. 66, ed al decreto-legge 12 giugno
          2001,  n.  217,  convertito, con modificazioni, dalla legge
          3 agosto 2001, n. 317;
                  7)    disciplina    flessibile    dell'accesso    e
          dell'interconnessione    avendo   riguardo   alle   singole
          tipologie  di  servizi,  in  modo  da garantire concorrenza
          sostenibile,  innovazione,  interoperabilita' dei servizi e
          vantaggi per i consumatori;
                  8)    garanzia   della   fornitura   del   servizio
          universale, senza distorsioni della concorrenza;
                b) previsione,    per   le   successive   correzioni,
          modificazioni  o  integrazioni  in futuro occorrenti, anche
          sulla  base  di  direttive europee, dell'applicazione della
          procedura  prevista  dall'art.  17,  comma  2,  della legge
          23 agosto  1988,  n.  400,  con il parere delle Commissioni
          parlamentari  competenti  per  materia,  secondo i medesimi
          criteri e principi direttivi stabiliti nel presente comma;
                c) depenalizzazione  delle  fattispecie  disciplinate
          dall'art.   195   del   testo   unico   delle  disposizioni
          legislative   in   materia  postale,  di  bancoposta  e  di
          telecomunicazioni,  di  cui al decreto del Presidente della
          Repubblica  29 marzo 1973, n. 156, escluse quelle aventi ad
          oggetto   impianti   per   la   radiodiffusione   sonora  e
          televisiva,  sulla base dei seguenti criteri e comunque con
          previsione  di sanzioni pecuniarie di importo non inferiore
          a quello attualmente vigente:
                  1)   individuazione   degli   illeciti   di  natura
          amministrativa  riguardanti  la  competenza  del  Ministero
          delle  comunicazioni e dell'Autorita' per le garanzie nelle
          comunicazioni;
                  2)  fissazione  delle  sanzioni  amministrative  da
          applicare  per le singole fattispecie in equo rapporto alla
          gravita' degli illeciti;
                  3)  determinazione  delle modalita' di accertamento
          degli illeciti;
                  4)  fissazione  delle  sanzioni  amministrative per
          fattispecie  costituenti  contravvenzioni  da  1.500 euro a
          50.000  euro e per fattispecie costituenti delitti da 2.500
          euro a 250.000 euro;
                  5)  previsione,  nei  casi  piu'  gravi,  ovvero in
          ipotesi   di   reiterazione  per  piu'  di  due  volte  nel
          quinquennio   di  illeciti  della  medesima  natura,  della
          sanzione  accessoria  della sospensione da uno a sei mesi o
          della  revoca  della concessione, autorizzazione o licenza,
          nel rispetto del principio di proporzionalita';
                d) espressa  abrogazione  di  tutte  le  disposizioni
          incompatibili.».
              - La  direttiva 2002/19/CE del Parlamento europeo e del
          Consiglio, del 7 marzo 2002, relativa all'accesso alle reti
          di  comunicazione  elettronica  e alle risorse correlate, e
          all'interconnessione  delle medesime (direttiva accesso) e'
          pubblicata nella Gazzetta ufficiale delle Comunita' europee
          n. L 108 del 24 aprile 2002.
              - La direttiva 2002/20/CE, del Parlamento europeo e del
          Consiglio,  del  7 marzo 2002, relativa alle autorizzazioni
          per  le  reti  e  i  servizi  di  comunicazione elettronica
          (direttiva  autorizzazioni)  e'  pubblicata  nella Gazzetta
          ufficiale  delle  Comunita'  Europee n. L 108 del 24 aprile
          2002.
              - La direttiva 2002/21/CE, del Parlamento europeo e del
          Consiglio,  del  7 marzo  2002,  che  istituisce  un quadro
          normativo  comune per le reti ed i servizi di comunicazione
          elettronica (direttiva quadro) e' pubblicata nella Gazzetta
          ufficiale  delle  Comunita'  europee n. L 108 del 24 aprile
          2002.
              - La direttiva 2002/22/CE, del Parlamento europeo e del
          Consiglio,   del   7 marzo   2002,   relativa  al  servizio
          universale  e  ai diritti degli utenti in materia di reti e
          di servizi di comunicazione elettronica (direttiva servizio
          universale)  e'  pubblicata  nella Gazzetta ufficiale delle
          Comunita' europee n. L 108 del 24 aprile 2002.
              - La   direttiva  2002/77/CE,  della  Commissione,  del
          16 settembre  2002,  relativa  alla concorrenza nei mercati
          delle  reti  e dei servizi di comunicazione elettronica, e'
          pubblicata nella Gazzetta ufficiale delle Comunita' europee
          n. L 249 del 17 settembre 2002.
              - La  legge  5 giugno  1962,  n.  616, reca: «Sicurezza
          della  navigazione  e  della  vita  umana  in  mare»  ed e'
          pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 5 luglio 1962, n. 168.
              - La  legge 11 febbraio 1971, n. 50, reca: «Norme sulla
          navigazione  da  diporto»  ed  e' pubblicata nella Gazzetta
          Ufficiale 18 marzo 1971, n. 69.
              - Il  decreto  del Presidente della Repubblica 29 marzo
          1973,  n.  156,  reca:  «Approvazione del testo unico delle
          disposizioni  legislative in materia postale, di bancoposta
          e  di  telecomunicazioni»  ed e' pubblicato nel supplemento
          ordinario  alla  Gazzetta  Ufficiale  del 3 maggio 1973, n.
          113.
              - La  legge  21 giugno  1986,  n.  317, reca «Procedura
          d'informazione  nel  settore delle norme e regolamentazioni
          tecniche  e delle regole relative ai servizi della societa'
          dell'informazione  in  attuazione  della direttiva 98/34/CE
          del  Parlamento europeo e del Consiglio del 22 giugno 1998,
          modificata  dalla direttiva 98/48/CE del Parlamento europeo
          e  del Consiglio del 20 luglio 1998» ed e' pubblicata nella
          Gazzetta Ufficiale 2 luglio 1986, n. 151.
              -  Il  decreto  legislativo  23 novembre  2000, n. 427,
          reca  «Modifiche ed integrazioni alla legge 21 giugno 1986,
          n.  317,  concernenti  la  procedura  di  informazione  nel
          settore  delle  norme  e  regolamentazioni tecniche e delle
          regole     relative     ai     servizi    della    societa'
          dell'informazione, in attuazione delle direttive 98/34/CE e
          98/48/CE»  ed  e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 19
          del 24 gennaio 2001.
              - Il decreto del Presidente della Repubblica 8 novembre
          1991,  n.  435,  reca: «Approvazione del regolamento per la
          sicurezza  della navigazione e della vita umana in mare» ed
          e'  pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 22 gennaio 1992, n.
          17, supplemento ordinario.
              - Il  decreto  legislativo 9 febbraio 1993, n. 55 reca:
          «Attuazione    della   direttiva   90/387/CEE   concernente
          istituzione   del  mercato  interno  per  i  servizi  delle
          telecomunicazioni mediante la realizzazione della fornitura
          di  una  rete aperta di telecomunicazioni» ed e' pubblicato
          nella Gazzetta Ufficiale 9 marzo 1993, n. 56.
              - Il  decreto  legislativo  2 maggio 1994, n. 289 reca:
          «Attuazione    della    direttiva   92/44/CEE   concernente
          l'applicazione  della  fornitura  di  una  rete  aperta  di
          telecomunicazioni (Open Network Provision - ONP) alle linee
          affittate»   ed  e'  pubblicato  nella  Gazzetta  Ufficiale
          16 maggio 1994, n. 112.
              - Il  decreto  legislativo 17 marzo 1995, n. 103, reca:
          «Recepimento   della  direttiva  90/388/CEE  relativa  alla
          concorrenza  nei  mercati dei servizi di telecomunicazioni»
          ed e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 6 aprile 1995, n.
          81.
              - Il    decreto   del   Presidente   della   Repubblica
          4 settembre   1995,  n.  420,  reca:  «Regolamento  recante
          determinazione  delle  caratteristiche e delle modalita' di
          svolgimento   dei   servizi  di  telecomunicazioni  di  cui
          all'art. 2, comma 1, del decreto legislativo 17 marzo 1995,
          n.   103»   ed   e'  pubblicato  nella  Gazzetta  Ufficiale
          13 ottobre 1995, n. 240.
              - Il  decreto legislativo 11 febbraio 1997, n. 55, reca
          «Attuazione   della  direttiva  94/46/CE  che  modifica  le
          direttive 88/301/CEE e 90/388/CEE nella parte relativa alle
          comunicazioni   via   satellite»  ed  e'  pubblicato  nella
          Gazzetta Ufficiale n. 60 del 13 marzo 1997.
              - La  legge  1° luglio 1997, n. 189, reca: «Conversione
          in  legge,  con  modificazioni, del decreto-legge 1° maggio
          1997,   n.   115,   recante  disposizioni  urgenti  per  il
          recepimento  della  direttiva  96/2/CE  sulle comunicazioni
          mobili   e  personali»  ed  e'  pubblicata  nella  Gazzetta
          Ufficiale 1° luglio 1997, n. 151.
              - La  legge  31 luglio  1997, n. 249, reca «Istituzione
          dell'Autorita'  per le garanzie nelle comunicazioni e norme
          sui  sistemi  delle telecomunicazioni e radiotelevisivo» ed
          e' pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 177 del 31 luglio
          1997, supplemento ordinario.
              - Il    decreto   del   Presidente   della   Repubblica
          19 settembre   1997,   n.   318,   reca:  «Regolamento  per
          l'attuazione  di  direttive  comunitarie  nel settore delle
          telecomunicazioni»   ed   e'   pubblicato   nella  Gazzetta
          Ufficiale 22 settembre 1997, n. 221, supplemento ordinario.
              - Il  decreto  legislativo 17 maggio 1999, n. 191, reca
          «Attuazione   della   direttiva   95/47/CE  in  materia  di
          emissione  di  segnali  televisivi»  ed e' pubblicato nella
          Gazzetta  Ufficiale  n.  145  del 23 giugno 1999 (Rettifica
          Gazzetta Ufficiale n. 161 del 12 luglio 1999).
              - Il decreto legislativo 15 novembre 2000, n. 373, reca
          «Attuazione  della  direttiva  98/84/CE  sulla  tutela  dei
          servizi  ad  accesso  condizionato e dei servizi di accesso
          condizionato»  ed e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.
          292 del 15 dicembre 2000.
              - Il  decreto  legislativo  23 novembre  2000,  n. 427,
          reca: «Modifiche ed integrazioni alla legge 21 giugno 1986,
          n.  317,  concernenti  la  procedura  di  informazione  nel
          settore  delle  norme  e  regolamentazioni tecniche e delle
          regole     relative     ai     servizi    della    societa'
          dell'informazione, in attuazione delle direttive 98/34/CE e
          98/48/CE»  ed  e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 19
          del 24 gennaio 2001.
              - Il decreto del Presidente della Repubblica 11 gennaio
          2001,   n.  77,  reca:  «Regolamento  di  attuazione  delle
          direttive    97/51/CE    e    98/10/CE    in   materia   di
          telecomunicazioni»   ed   e'   pubblicato   nella  Gazzetta
          Ufficiale 29 marzo 2001, n. 74.
              - L'art. 2-bis, comma 10, della legge 20 marzo 2001, n.
          66,  recante  «Conversione in legge, con modificazioni, del
          decreto-legge  23 gennaio  2001, n. 5, recante disposizioni
          urgenti  per  il  differimento  di  termini  in  materia di
          trasmissioni radiotelevisive analogiche e digitali, nonche'
          per  il risanamento di impianti radiotelevisivi» pubblicata
          nella  Gazzetta  Ufficiale  n.  70 del 24 marzo 2001, cosi'
          recita:
              «2-bis   (Trasmissioni   radiotelevisive   digitali  su
          frequenze  terrestri. Sistemi audiovisivi terrestri a larga
          banda). - (Omissis).
              10.  All'art.  3, comma 11, della legge 31 luglio 1997,
          n.  249,  le  parole:  «il  Ministero  delle  comunicazioni
          adotta»   sono   sostituite  dalle  seguenti:  «l'Autorita'
          adotta».  Le  autorizzazioni  e  le  licenze  di  cui  agli
          articoli 2,  comma  13,  e  4,  commi  1  e  3, della legge
          31 luglio 1997, n. 249, sono rilasciate dal Ministero delle
          comunicazioni  che  esercita  la  vigilanza  e il controllo
          sull'assolvimento  degli obblighi derivanti anche da quelle
          rilasciate    dall'Autorita'    per   le   garanzie   nelle
          comunicazioni.
              (Omissis).».
              - Il  decreto  legislativo 9 maggio 2001, n. 269, reca:
          «Attuazione   della   direttiva  1999/5/CE  riguardante  le
          apparecchiature  radio,  le  apparecchiature  terminali  di
          telecomunicazione ed il reciproco riconoscimento della loro
          conformita»  ed  e'  pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.
          156 del 7 luglio 2001, supplemento ordinario n. 177.
              - La legge 3 agosto 2001, n. 317, reca: «Conversione in
          legge, con modificazioni, del decreto-legge 12 giugno 2001,
          n.   217,  recante  modificazioni  al  decreto  legislativo
          30 luglio  1999, n. 300, nonche' alla legge 23 agosto 1988,
          n.  400,  in  materia  di organizzazione del Governo» ed e'
          pubblicata  nella  Gazzetta  Ufficiale  n. 181 del 6 agosto
          2001.
              - La legge 23 maggio 1980, n. 313, reca: «Adesione alla
          convenzione  internazionale  del  1974  per la salvaguardia
          della vita umana in mare, con allegato, aperta alla firma a
          Londra il 1° novembre 1974, e sua esecuzione» e' pubblicata
          nella   Gazzetta   Ufficiale   12 luglio   1980,   n.  190,
          supplemento ordinario.
              - Il  decreto del Presidente della Repubblica 5 ottobre
          2001,  n.  447,  reca: «Regolamento recante disposizioni in
          materia di licenze individuali e di autorizzazioni generali
          per  i  servizi  di telecomunicazione ad uso privato» ed e'
          pubblicato  nella Gazzetta Ufficiale n. 300 del 28 dicembre
          2001.
              - Il  decreto  legislativo  4 marzo  2002, n. 21, reca:
          «Attuazione  della  direttiva  1999/64/CE,  che modifica la
          direttiva    90/388/CEE,    in    materia    di   reti   di
          telecomunicazioni   e  reti  televisive  via  cavo»  ed  e'
          pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 56 del 7 marzo 2002.
              - La  decisione n. 676/2002/CE del Parlamento europeo e
          del  Consiglio  del  7 marzo  2002,  relativa  ad un quadro
          normativo per la politica in materia di spettro radio nella
          Comunita'  europea (Decisione spettro radio); e' pubblicata
          nella  Gazzetta  ufficiale delle Comunita' europee n. L 108
          del 24 aprile 2002.
              - Il   decreto   ministeriale   8 luglio  2002  recante
          «approvazione  del  piano  nazionale  di ripartizione delle
          frequenze» e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 20 luglio
          2002, n. 169, supplemento ordinario.
              - Il  decreto  legislativo  4 settembre  2002,  n. 198,
          reca:  «Disposizioni  volte  ad accelerare la realizzazione
          delle  infrastrutture  di telecomunicazioni strategiche per
          la  modernizzazione  e  lo  sviluppo  del  Paese,  a  norma
          dell'art. 1, comma 2, della legge 21 dicembre 2001, n. 443»
          ed  e'  pubblicato  nella  Gazzetta  Ufficiale  n.  215 del
          13 settembre 2002.
              - La    legge   27 dicembre   2002,   n.   289,   reca:
          «Disposizioni  per  la  formazione  del  bilancio annuale e
          pluriennale  dello  Stato  (legge  finanziaria 2003)» ed e'
          pubblicata  nella Gazzetta Ufficiale n. 305 del 31 dicembre
          2002, supplemento ordinario n. 240.
              - L'art. 41 della legge 16 gennaio 2003, n. 3, recante:
          «Disposizioni   ordinamentali   in   materia   di  pubblica
          amministrazione», pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 15
          del  20 gennaio  2003,  supplemento  ordinario  n. 5, cosi'
          recita :
              «Art.   41   (Tecnologie  delle  comunicazioni).  -  1.
          Nell'ambito     dell'attivita'    del    Ministero    delle
          comunicazioni  nel  campo  dello  sviluppo delle tecnologie
          delle  comunicazioni  e  dell'informazione,  nonche'  della
          sicurezza  delle  reti  e della tutela delle comunicazioni,
          l'Istituto superiore delle comunicazioni e delle tecnologie
          dell'informazione, organo tecnico-scientifico del Ministero
          delle  comunicazioni, continua a svolgere compiti di studio
          e  ricerca scientifica, anche mediante convenzioni con enti
          ed  istituti  di  ricerca  specializzati  nel settore delle
          poste  e  delle  comunicazioni,  di  predisposizione  della
          normativa  tecnica,  di certificazione e di omologazione di
          apparecchiature  e sistemi, di formazione del personale del
          Ministero  e  di  altre  organizzazioni pubbliche e private
          sulla   base   dell'art.  12,  comma  1,  lettera  b),  del
          decreto-legge  1° dicembre  1993,  n.  487, convertito, con
          modificazioni,  dalla  legge 29 gennaio 1994, n. 71. Presso
          l'Istituto superiore delle comunicazioni e delle tecnologie
          dell'informazione    opera    la    Scuola   superiore   di
          specializzazione  in  telecomunicazioni  ai sensi del regio
          decreto    19 agosto    1923,   n.   2483,   e   successive
          modificazioni.
              2.  Per  un  efficace  ed  efficiente  svolgimento  dei
          compiti  di  cui  al  comma 1, all'Istituto superiore delle
          comunicazioni   e  delle  tecnologie  dell'informazione  e'
          attribuita     autonomia     scientifica,    organizzativa,
          amministrativa  e  contabile  nei  limiti  stabiliti  dalla
          legge. I finanziamenti che l'Istituto riceve per effettuare
          attivita'  di ricerca sono versati all'entrata del bilancio
          dello  Stato  per  essere  successivamente riassegnati, con
          decreto  del  Ministro  dell'economia e delle finanze, allo
          stato  di  previsione  del  Ministero delle comunicazioni -
          centro    di   responsabilita'   amministrativa   "Istituto
          superiore    delle   comunicazioni   e   delle   tecnologie
          dell'informazione"   e   destinati  all'espletamento  delle
          attivita' di ricerca. L'Istituto e' sottoposto al controllo
          della Corte dei conti, ai sensi dell'art. 3, comma 4, della
          legge 14 gennaio 1994, n. 20, e successive modificazioni, e
          al  potere  di  indirizzo  e  vigilanza del Ministero delle
          comunicazioni.
              3. Dalla data di entrata in vigore della presente legge
          il   Consiglio   superiore  tecnico  delle  poste  e  delle
          telecomunicazioni  acquista  la  denominazione di Consiglio
          superiore  delle  comunicazioni  ed  assume  tra le proprie
          attribuzioni   quelle  riconosciute  in  base  all'art.  1,
          comma 24,  della  legge  31 luglio  1997,  n. 249, al Forum
          permanente  per  le  comunicazioni, che e' conseguentemente
          soppresso  e  nella  cui dotazione finanziaria il Consiglio
          succede.  Trascorsi  trenta giorni dalla data di entrata in
          vigore  della  presente  legge,  i componenti del Consiglio
          cessano   dalla   carica.   Il  Consiglio  superiore  delle
          comunicazioni  e'  organo  consultivo  del  Ministero delle
          comunicazioni  con  compiti  di  proposta  nei  settori  di
          competenza  del Ministero. Con regolamento da emanare entro
          quattro mesi dalla data di entrata in vigore della presente
          legge,  su  proposta  del  Ministro delle comunicazioni, di
          concerto  con il Ministro dell'economia e delle finanze, ai
          sensi dell'art. 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n.
          400, si provvede al riordinamento del Consiglio.
              4. Il Ministero delle comunicazioni, anche attraverso i
          propri  organi  periferici, esercita la vigilanza sui tetti
          di  radiofrequenze  compatibili con la salute umana anche a
          supporto  degli  organi  indicati  dall'art. 14 della legge
          22 febbraio  2001,  n. 36, ferme restando le competenze del
          Ministero della salute.
              5.   La   Fondazione   Ugo   Bordoni   e'  riconosciuta
          istituzione  privata  di alta cultura ed e' sottoposta alla
          vigilanza  del Ministero delle comunicazioni. La Fondazione
          elabora  e  propone strategie di sviluppo del settore delle
          comunicazioni,  da  poter  sostenere nelle sedi nazionali e
          internazionali   competenti,   coadiuva  operativamente  il
          Ministero  delle  comunicazioni nella soluzione organica ed
          interdisciplinare delle problematiche di carattere tecnico,
          economico, finanziario, gestionale, normativo e regolatorio
          connesse  alle  attivita'  del  Ministero. Al finanziamento
          della   Fondazione   lo   Stato  contribuisce  mediante  un
          contributo  annuo per ciascuno degli anni 2002, 2003 e 2004
          di  5.165.000  euro per spese di investimento relative alle
          attivita'   di  ricerca.  Al  relativo  onere  si  provvede
          mediante   corrispondente   riduzione   dello  stanziamento
          iscritto,   ai   fini  del  bilancio  triennale  2002-2004,
          nell'ambito  dell'unita'  previsionale  di  base  di  conto
          capitale  «Fondo  speciale»  dello  stato di previsione del
          Ministero  dell'economia  e  delle finanze per l'anno 2002,
          allo   scopo   parzialmente   utilizzando  l'accantonamento
          relativo  al  Ministero delle comunicazioni. Prosegue senza
          soluzione  di  continuita', rimanendo confermato, il regime
          convenzionale  tra  il  Ministero  delle comunicazioni e la
          Fondazione  Ugo  Bordoni, di cui all'atto stipulato in data
          7 marzo   2001,  recante  la  disciplina  delle  reciproche
          prestazioni  relative alle attivita' di collaborazione e la
          regolazione   dei   conseguenti   rapporti.  Nell'interesse
          generale alla tutela dell'ambiente e della salute pubblica,
          la  Fondazione  Ugo  Bordoni  realizza  altresi' la rete di
          monitoraggio   dei  livelli  di  campo  elettromagnetico  a
          livello  nazionale,  a valere sui fondi di cui all'art. 112
          della  legge 23 dicembre 2000, n. 388, secondo le modalita'
          stabilite da apposita convenzione.
              6.  Lo  statuto,  l'organizzazione  e  i ruoli organici
          della  Fondazione  Ugo  Bordoni sono ridefiniti in coerenza
          con  le  attivita'  indicate al comma 5. I dipendenti della
          Fondazione   risultanti  in  esubero  in  base  alla  nuova
          organizzazione,  e  comunque  fino ad un massimo di ottanta
          unita',  possono  chiedere  di  essere  immessi,  anche  in
          soprannumero,   nel  ruolo  dell'Istituto  superiore  delle
          comunicazioni  e  delle  tecnologie dell'informazione e del
          Ministero   delle  comunicazioni,  al  quale  accedono  con
          procedure  concorsuali,  secondo  criteri  e  modalita'  da
          definire  con  decreto del Ministro delle comunicazioni, di
          concerto  con il Ministro per la funzione pubblica. Al loro
          inquadramento  si  provvede  nei  posti e con le qualifiche
          professionali  analoghe  a  quelle  rivestite. Al personale
          immesso  compete  il  trattamento  economico spettante agli
          appartenenti  alla  qualifica  in cui ciascun dipendente e'
          inquadrato, senza tenere conto dell'anzianita' giuridica ed
          economica  maturata  con  il  precedente  rapporto.  Per le
          finalita' di cui al presente comma, e' autorizzata la spesa
          annua massima di 4.648.000 euro a decorrere dall'anno 2002,
          cui  si  provvede  mediante  corrispondente riduzione dello
          stanziamento  iscritto,  ai  fini  del  bilancio  triennale
          2002-2004,  nell'ambito dell'unita' previsionale di base di
          parte  corrente  «Fondo speciale» dello stato di previsione
          del  Ministero  dell'economia  e  delle  finanze per l'anno
          2002,  allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento
          relativo al Ministero delle comunicazioni. I dipendenti che
          hanno  presentato  domanda  di inquadramento possono essere
          mantenuti   in   servizio  presso  la  Fondazione  fino  al
          completamento delle procedure concorsuali.
              7.   Al   fine   di   incentivare   lo  sviluppo  della
          radiodiffusione televisiva in tecnica digitale su frequenze
          terrestri,   in   aggiunta   a  quanto  gia'  previsto  dal
          decreto-legge   23 gennaio  2001,  n.  5,  convertito,  con
          modificazioni,   dalla  legge  20 marzo  2001,  n.  66,  il
          Ministero   delle   comunicazioni   promuove  attivita'  di
          sperimentazione   di   trasmissioni   televisive   digitali
          terrestri   e   di  servizi  interattivi,  con  particolare
          riguardo   alle   applicazioni   di   carattere  innovativo
          nell'area  dei  servizi  pubblici  e dell'interazione tra i
          cittadini  e  le  amministrazioni  dello Stato, avvalendosi
          della  riserva  di  frequenze  di  cui all'art. 2, comma 6,
          lettera  d),  della  legge  31 luglio  1997,  n.  249. Tali
          attivita' sono realizzate, sotto la vigilanza del Ministero
          delle  comunicazioni e dell'Autorita' per le garanzie nelle
          comunicazioni, con la supervisione tecnica della Fondazione
          Ugo  Bordoni  attraverso  convenzioni  da  stipulare tra la
          medesima    Fondazione    e    soggetti    abilitati   alla
          sperimentazione  ai sensi del citato decreto-legge n. 5 del
          2001,  convertito, con modificazioni, dalla legge n. 66 del
          2001,  e  della deliberazione n. 435/01/CONS dell'Autorita'
          per  le  garanzie nelle comunicazioni del 15 novembre 2001,
          pubblicata   nel   supplemento   ordinario   alla  Gazzetta
          Ufficiale  n.  284  del  6 dicembre  2001,  sulla  base  di
          progetti da questi presentati. Fino alla data di entrata in
          vigore del provvedimento previsto dall'art. 29 della citata
          deliberazione  n. 435/01/CONS, per le predette attivita' di
          sperimentazione    sono    utilizzate,    su    base    non
          interferenziale, le frequenze libere o disponibili.
              8.   All'art.   2-bis,   comma  10,  del  decreto-legge
          23 gennaio 2001, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla
          legge   20 marzo   2001,  n.  66,  dopo  le  parole:  "sono
          rilasciate dal Ministero delle comunicazioni" sono aggiunte
          le  seguenti:  "che  esercita  la  vigilanza e il controllo
          sull'assolvimento  degli obblighi derivanti anche da quelle
          rilasciate    dall'Autorita'    per   le   garanzie   nelle
          comunicazioni".
              9. Le imprese di radiodiffusione sonora e televisiva in
          ambito  locale  che  alla  data  di entrata in vigore della
          presente   legge   risultino   debitrici   per   canoni  di
          concessione per l'esercizio di attivita' di radiodiffusione
          dovuti fino al 31 dicembre 1999 possono definire la propria
          posizione   debitoria,  senza  applicazione  di  interessi,
          mediante  pagamento  di quanto dovuto, da effettuarsi entro
          novanta  giorni  dalla  comunicazione  alle  interessate da
          parte   del  Ministero  delle  comunicazioni,  in  un'unica
          soluzione  se  l'importo e' inferiore ad euro 5.000, ovvero
          in  un  numero  massimo di cinque rate mensili di ammontare
          non  inferiore  ad  euro  2.000, con scadenza a partire dal
          trentesimo giorno successivo alla data di ricevimento della
          comunicazione,  se  l'importo  e'  pari o superiore ad euro
          5.000.».
              - La  legge  8 luglio 2003, n. 172, reca: «Disposizioni
          per  il  riordino  e il rilancio della nautica da diporto e
          del turismo nautico» e' pubblicata nella Gazzetta Ufficiale
          14 luglio 2003, n. 161.
              - L'art.  8  del decreto legislativo 28 agosto 1997, n.
          281,    recante:    «Definizione   ed   ampliamento   delle
          attribuzioni della Conferenza permanente per i rapporti tra
          lo  Stato,  le  regioni  e le province autonome di Trento e
          Bolzano  ed  unificazione,  per  le materie ed i compiti di
          interesse  comune  delle  regioni,  delle  province  e  dei
          comuni,   con   la  Conferenza  Stato-citta'  ed  autonomie
          locali»,  pubblicato  nella  Gazzetta  Ufficiale  30 agosto
          1997, n. 202, cosi' recita:
              «Art.  8 (Conferenza Stato-citta' ed autonomie locali e
          Conferenza  unificata).  - 1. La Conferenza Stato-citta' ed
          autonomie  locali  e' unificata per le materie ed i compiti
          di  interesse  comune  delle  regioni,  delle province, dei
          comuni   e  delle  comunita'  montane,  con  la  Conferenza
          Stato-regioni.
              2.  La  Conferenza  Stato-citta' ed autonomie locali e'
          presieduta dal Presidente del Consiglio dei Ministri o, per
          sua  delega,  dal  Ministro dell'interno o dal Ministro per
          gli  affari  regionali; ne fanno parte altresi' il Ministro
          del tesoro e del bilancio e della programmazione economica,
          il Ministro delle finanze, il Ministro dei lavori pubblici,
          il  Ministro della sanita', il presidente dell'Associazione
          nazionale   dei  comuni  d'Italia  -  ANCI,  il  presidente
          dell'Unione  province  d'Italia  -  UPI  ed  il  presidente
          dell'Unione  nazionale  comuni, comunita' ed enti montani -
          UNCEM. Ne fanno parte inoltre quattordici sindaci designati
          dall'ANCI e sei presidenti di provincia designati dall'UPI.
          Dei   quattordici   sindaci   designati   dall'ANCI  cinque
          rappresentano  le  citta'  individuate  dall'art.  17 della
          legge  8 giugno  1990, n. 142. Alle riunioni possono essere
          invitati  altri  membri del Governo, nonche' rappresentanti
          di amministrazioni statali, locali o di enti pubblici.
              3.  La  Conferenza  Stato-citta' ed autonomie locali e'
          convocata  almeno ogni tre mesi, e comunque in tutti i casi
          il  presidente ne ravvisi la necessita' o qualora ne faccia
          richiesta il presidente dell'ANCI, dell'UPI o dell'UNCEM.
              4.  La  Conferenza  unificata  di  cui  al  comma  1 e'
          convocata  dal  Presidente  del  Consiglio dei Ministri. Le
          sedute  sono  presiedute  dal  Presidente del Consiglio dei
          Ministri  o,  su  sua  delega,  dal Ministro per gli affari
          regionali  o,  se  tale  incarico  non  e'  conferito,  dal
          Ministro dell'interno.».
          Nota all'art. 1:
              -   L'art.   2,   comma  1,  lettera  a),  del  decreto
          legislativo  9 aprile  2003,  n.  70,  recante: «Attuazione
          della   direttiva  2000/31/CE  relativa  a  taluni  aspetti
          giuridici  dei servizi della societa' dell'informazione, in
          particolare il commercio elettronico, nel mercato interno»,
          pubblicato  nella  Gazzetta  Ufficiale  n. 87 del 14 aprile
          2003, supplemento ordinario n. 61, cosi' recita :
              «Art.  2  (Definizioni).  -  1.  Ai  fini  del presente
          decreto si intende per:
                a) "servizi  della  societa'  dell'informazione":  le
          attivita'  economiche  svolte  in linea -on line- nonche' i
          servizi  definiti  dall'art.  1, comma 1, lettera b), della
          legge 21 giugno 1986, n. 317, e successive modificazioni;».
 
      
 
                               Art. 2
                          Campo di applicazione
    1. Formano oggetto del Codice le disposizioni in materia di:
    a)  reti  e servizi di comunicazione elettronica ad uso pubblico,
ivi  comprese  le  reti  utilizzate  per  la  diffusione circolare di
programmi sonori e televisivi e le reti della televisione via cavo;
    b) attivita' di comunicazione elettronica ad uso privato;
    c)   tutela   degli   impianti   sottomarini   di   comunicazione
elettronica;
    d) servizi radioelettrici.
    2. Non formano oggetto del Codice le disposizioni in materia di:
    a)  servizi che forniscono contenuti trasmessi utilizzando reti e
servizi  di  comunicazione  elettronica o che comportano un controllo
editoriale su tali contenuti;
    b)  apparecchiature  contemplate dal decreto legislativo 9 maggio
2001, n. 269, che attua la direttiva 1999/5/CE del Parlamento europeo
e  del  Consiglio,  del  9 marzo 1999, fatte salve le apparecchiature
utilizzate dagli utenti della televisione digitale;
    c)  disciplina  dei  servizi  della  societa'  dell'informazione,
definiti  dalla  legge  21  giugno  1986, n. 317, come modificata dal
decreto  legislativo  23  novembre  2000,  n. 427, e disciplinati dal
decreto legislativo 9 aprile 2003, n. 70.
    3.  Rimangono ferme e prevalgono sulle disposizioni del Codice le
norme  speciali  in  materia  di  reti  utilizzate  per la diffusione
circolare di programmi sonori e televisivi.
 
      
                  Note all'art. 2:
              - Per  il decreto legislativo 9 maggio 2001, n. 269, si
          vedano le note alle premesse.
              - Per  la legge 21 giugno 1986, n. 317 e per il decreto
          legislativo  23 novembre  2000,  n.  427, si vedano le note
          alle premesse.
              - Per  il  decreto legislativo 9 aprile 2003, n. 70, si
          veda la nota all'art. 1.
 
      
 
                               Art. 3
                            Principi generali
    1.  Il Codice garantisce i diritti inderogabili di liberta' delle
persone  nell'uso  dei mezzi di comunicazione elettronica, nonche' il
diritto  di  iniziativa  economica  ed  il suo esercizio in regime di
concorrenza, nel settore delle comunicazioni elettroniche.
    2.  La  fornitura di reti e servizi di comunicazione elettronica,
che  e'  di  preminente  interesse  generale,  e' libera e ad essa si
applicano le disposizioni del Codice.
    3.  Sono  fatte  salve le limitazioni derivanti da esigenze della
difesa  e della sicurezza dello Stato, della protezione civile, della
salute  pubblica  e della tutela dell'ambiente e della riservatezza e
protezione  dei  dati  personali, poste da specifiche disposizioni di
legge o da disposizioni regolamentari di attuazione.
 
      
 
                               Art. 4
    Obiettivi   generali  della  disciplina  di  reti  e  servizi  di
                      comunicazione elettronica
    1.   La   disciplina   delle  reti  e  servizi  di  comunicazione
elettronica  e'  volta  a  salvaguardare,  nel rispetto del principio
della  libera  circolazione  delle  persone  e  delle cose, i diritti
costituzionalmente garantiti di:
    a) liberta' di comunicazione;
    b)   segretezza   delle   comunicazioni,   anche   attraverso  il
mantenimento   dell'integrita'   e  della  sicurezza  delle  reti  di
comunicazione elettronica;
    c)  liberta' di iniziativa economica e suo esercizio in regime di
concorrenza, garantendo un accesso al mercato delle reti e servizi di
comunicazione    elettronica   secondo   criteri   di   obiettivita',
trasparenza, non discriminazione e proporzionalita'.
    2.  A garanzia dei diritti di cui al comma 1, gli obblighi per le
imprese  che  forniscono reti e servizi di comunicazione elettronica,
disposti  dal  Codice,  sono imposti secondo principi di trasparenza,
non    distorsione   della   concorrenza,   non   discriminazione   e
proporzionalita'.
    3.   La   disciplina   delle  reti  e  servizi  di  comunicazione
elettronica e' volta altresi' a:
    a)  promuovere la semplificazione dei procedimenti amministrativi
e  la  partecipazione  ad  essi  dei soggetti interessati, attraverso
l'adozione di procedure tempestive, non discriminatorie e trasparenti
nei  confronti  delle  imprese  che  forniscono  reti  e  servizi  di
comunicazione elettronica;
    b)  garantire  la  trasparenza, pubblicita' e tempestivita' delle
procedure   per   la  concessione  dei  diritti  di  passaggio  e  di
installazione   delle   reti   di   comunicazione  elettronica  sulle
proprieta' pubbliche e private;
    c)  garantire l'osservanza degli obblighi derivanti dal regime di
autorizzazione  generale  per l'offerta al pubblico di reti e servizi
di comunicazione elettronica;
    d)  garantire la fornitura del servizio universale, limitando gli
effetti distorsivi della concorrenza;
    e)  promuovere  lo sviluppo in regime di concorrenza delle reti e
servizi  di  comunicazione  elettronica,  ivi compresi quelli a larga
banda  e  la  loro diffusione sul territorio nazionale, dando impulso
alla coesione sociale ed economica anche a livello locale;
    f)  garantire  in  modo flessibile l'accesso e l'interconnessione
per  le  reti  di  comunicazione  elettronica  a  larga banda, avendo
riguardo  alle  singole  tipologie di servizio, in modo da assicurare
concorrenza sostenibile, innovazione e vantaggi per i consumatori;
    g)  garantire  la  convergenza,  la  interoperabilita' tra reti e
servizi di comunicazione elettronica e l'utilizzo di standard aperti;
    h)   garantire   il   rispetto   del   principio  di  neutralita'
tecnologica,   inteso   come   non  discriminazione  tra  particolari
tecnologie,  non  imposizione  dell'uso di una particolare tecnologia
rispetto   alle   altre  e  possibilita'  di  adottare  provvedimenti
ragionevoli  al  fine  di promuovere taluni servizi indipendentemente
dalla tecnologia utilizzata.
    4.   La   disciplina   della  fornitura  di  reti  e  servizi  di
comunicazione  elettronica  tiene conto delle norme e misure tecniche
approvate  in  sede  comunitaria, nonche' dei piani e raccomandazioni
approvati da organismi internazionali cui l'Italia aderisce in virtu'
di convenzioni e trattati.
 
      
 
                               Art. 5
                         Regioni ed Enti locali
    1.  Lo  Stato,  le  Regioni  e gli Enti locali, ferme restando le
competenze legislative e regolamentari delle Regioni e delle Province
autonome, operano in base al principio di leale collaborazione, anche
mediante  intese  ed  accordi. Lo Stato, le Regioni e gli Enti locali
concordano,  in  sede  di Conferenza Unificata, di cui all'articolo 8
del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281 (in seguito denominata
"Conferenza   Unificata"),  le  linee  generali  dello  sviluppo  del
settore,   anche   per   l'individuazione  delle  necessarie  risorse
finanziarie.  A  tal  fine e' istituito, nell'ambito della Conferenza
Unificata,  avvalendosi  della  propria  organizzazione e senza oneri
aggiuntivi  per  la  finanza pubblica, un Comitato paritetico, con il
compito  di  verificare  il  grado  di  attuazione  delle  iniziative
intraprese, di acquisire e scambiare dati ed informazioni dettagliate
sulla  dinamica  del settore e di elaborare le proposte da sottoporre
alla Conferenza.
    2. In coerenza con i principi di tutela dell'unita' economica, di
tutela   della  concorrenza  e  di  sussidiarieta',  nell'ambito  dei
principi   fondamentali  di  cui  al  Codice  e  comunque  desumibili
dall'ordinamento  della  comunicazione  stabiliti  dallo  Stato, e in
conformita'  con  quanto  previsto dall'ordinamento comunitario ed al
fine  di  rendere  piu'  efficace ed efficiente l'azione dei soggetti
pubblici  locali  e  di  soddisfare le esigenze dei cittadini e degli
operatori  economici, le Regioni e gli Enti locali, nell'ambito delle
rispettive  competenze  e  nel  rispetto dei principi di cui al primo
comma  dell'articolo  117 della Costituzione, dettano disposizioni in
materia di:
    a)  individuazione  di  livelli  avanzati  di  reti  e servizi di
comunicazione  elettronica  a  larga banda, da offrire in aree locali
predeterminate  nell'ambito  degli  strumenti  di pianificazione e di
sviluppo, anche al fine di evitare fenomeni di urbanizzazione forzata
ovvero di delocalizzazione di imprese;
    b)  agevolazioni  per  l'acquisto  di  apparecchiature  terminali
d'utente  e  per  la  fruizione  di  reti  e servizi di comunicazione
elettronica a larga banda;
    c)  promozione  di  livelli  minimi  di  disponibilita' di reti e
servizi  di  comunicazione elettronica a larga banda, nelle strutture
pubbliche localizzate sul territorio, ivi comprese quelle sanitarie e
di   formazione,   negli  insediamenti  produttivi,  nelle  strutture
commerciali ed in quelle ricettive, turistiche ed alberghiere;
    d)  definizione  di  iniziative  volte a fornire un sostegno alle
persone  anziane,  ai disabili, ai consumatori di cui siano accertati
un  reddito  modesto  o  particolari esigenze sociali ed a quelli che
vivono in zone rurali o geograficamente isolate.
    3.  L'utilizzo  di  fondi  pubblici, ivi compresi quelli previsti
dalla  normativa  comunitaria,  necessari  per il conseguimento degli
obiettivi  indicati  al  comma  2, lettere a) e b), deve avvenire nel
rispetto   dei   principi   di  trasparenza,  non  distorsione  della
concorrenza, non discriminazione e proporzionalita'.
    4.  Le  disposizioni  del Codice sono applicabili nelle Regioni a
statuto  speciale  e  nelle  Province autonome di Trento e di Bolzano
compatibilmente con i rispettivi statuti e norme di attuazione, anche
con  riferimento  alle  disposizioni  del  Titolo  V, parte II, della
Costituzione,  per  le parti in cui prevedono forme di autonomia piu'
ampia rispetto a quelle gia' attribuite.
 
      
                  Note all'art. 5:
              -   Per   l'art.  8  del  decreto  legislativo  decreto
          legislativo  28 agosto 1997, n. 281, si vedano le note alle
          premesse.
              - L'art. 117 della Costituzione cosi' recita :
              «Art.  117.  -  La  potesta'  legislativa e' esercitata
          dallo   Stato   e   dalle   regioni   nel   rispetto  della
          Costituzione,     nonche'     dei     vincoli     derivanti
          dall'ordinamento     comunitario     e    dagli    obblighi
          internazionali.
              Lo  Stato  ha  legislazione  esclusiva  nelle  seguenti
          materie:
                a) politica  estera  e  rapporti internazionali dello
          Stato;  rapporti  dello Stato con l'Unione europea; diritto
          di  asilo e condizione giuridica dei cittadini di Stati non
          appartenenti all'Unione europea;
                b) immigrazione;
                c) rapporti   tra  la  Repubblica  e  le  confessioni
          religiose;
                d) difesa  e  Forze  armate;  sicurezza  dello Stato;
          armi, munizioni ed esplosivi;
                e) moneta, tutela del risparmio e mercati finanziari;
          tutela   della   concorrenza;  sistema  valutario;  sistema
          tributario  e  contabile  dello  Stato;  perequazione delle
          risorse finanziarie;
                f) organi  dello  Stato  e relative leggi elettorali;
          referendum statali; elezione del Parlamento europeo;
                g) ordinamento  e organizzazione amministrativa dello
          Stato e degli enti pubblici nazionali;
                h) ordine  pubblico  e sicurezza, ad esclusione della
          polizia amministrativa locale;
                i) cittadinanza, stato civile e anagrafi;
                l) giurisdizione  e  norme  processuali;  ordinamento
          civile e penale; giustizia amministrativa;
                m) determinazione   dei   livelli   essenziali  delle
          prestazioni  concernenti  i  diritti  civili  e sociali che
          devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale;
                n) norme generali sull'istruzione;
                o) previdenza sociale;
                p) legislazione   elettorale,  organi  di  governo  e
          funzioni   fondamentali   di   comuni,  province  e  citta'
          metropolitane;
                q) dogane,   protezione   dei   confini  nazionali  e
          profilassi internazionale;
                r) pesi,   misure   e   determinazione   del   tempo;
          coordinamento informativo statistico e informatico dei dati
          dell'amministrazione  statale,  regionale  e  locale; opere
          dell'ingegno;
                s) tutela  dell'ambiente,  dell'ecosistema e dei beni
          culturali.
              Sono   materie   di   legislazione  concorrente  quelle
          relative  a: rapporti internazionali e con l'Unione europea
          delle  regioni;  commercio con l'estero; tutela e sicurezza
          del lavoro; istruzione, salva l'autonomia delle istituzioni
          scolastiche  e  con  esclusione  della  istruzione  e della
          formazione  professionale; professioni; ricerca scientifica
          e  tecnologica  e  sostegno  all'innovazione  per i settori
          produttivi; tutela della salute; alimentazione; ordinamento
          sportivo;  protezione civile; governo del territorio; porti
          e   aeroporti   civili;  grandi  reti  di  trasporto  e  di
          navigazione;  ordinamento  della comunicazione; produzione,
          trasporto    e    distribuzione   nazionale   dell'energia;
          previdenza  complementare e integrativa; armonizzazione dei
          bilanci  pubblici  e coordinamento della finanza pubblica e
          del sistema tributario; valorizzazione dei beni culturali e
          ambientali  e  promozione  e  organizzazione  di  attivita'
          culturali;  casse  di  risparmio,  casse rurali, aziende di
          credito  a carattere regionale; enti di credito fondiario e
          agrario   a   carattere   regionale.   Nelle   materie   di
          legislazione  concorrente  spetta  alle regioni la potesta'
          legislativa,  salvo  che per la determinazione dei principi
          fondamentali, riservata alla legislazione dello Stato.
              Spetta   alle   regioni   la  potesta'  legislativa  in
          riferimento  ad  ogni  materia  non espressamente riservata
          alla legislazione dello Stato.
              Le  regioni  e  le  province  autonome  di  Trento e di
          Bolzano, nelle materie di loro competenza, partecipano alle
          decisioni  dirette  alla  formazione  degli  atti normativi
          comunitari  e  provvedono  all'attuazione  e all'esecuzione
          degli  accordi  internazionali  e  degli  atti  dell'Unione
          europea, nel rispetto delle norme di procedura stabilite da
          legge dello Stato, che disciplina le modalita' di esercizio
          del potere sostitutivo in caso di inadempienza.
              La  potesta'  regolamentare  spetta  allo  Stato  nelle
          materie   di  legislazione  esclusiva,  salva  delega  alle
          regioni.  La  potesta' regolamentare spetta alle regioni in
          ogni  altra  materia.  I  comuni,  le  province e le citta'
          metropolitane  hanno  potesta' regolamentare in ordine alla
          disciplina  dell'organizzazione  e  dello svolgimento delle
          funzioni loro attribuite.
              Le   leggi   regionali   rimuovono  ogni  ostacolo  che
          impedisce la piena parita' degli uomini e delle donne nella
          vita  sociale,  culturale  ed  economica  e  promuovono  la
          parita'   di  accesso  tra  donne  e  uomini  alle  cariche
          elettive.
              La legge regionale ratifica le intese della regione con
          altre  regioni  per  il  migliore  esercizio  delle proprie
          funzioni, anche con individuazione di organi comuni.
              Nelle   materie  di  sua  competenza  la  regione  puo'
          concludere accordi con Stati e intese con enti territoriali
          interni   ad   altro   Stato,  nei  casi  e  con  le  forme
          disciplinati da leggi dello Stato.».
 
      
 
                               Art. 6
                           Misure di garanzia
    1.  Lo  Stato, le Regioni e gli Enti locali, o loro associazioni,
non  possono  fornire  reti  o  servizi  di comunicazione elettronica
accessibili  al  pubblico,  se  non attraverso societa' controllate o
collegate.
    2. Ai fini del presente articolo il controllo sussiste, anche con
riferimento  a  soggetti  diversi  dalle  societa', nei casi previsti
dall'articolo  2359,  commi  primo  e  secondo  del Codice civile. Il
controllo   si   considera   esistente   nella  forma  dell'influenza
dominante,   salvo  prova  contraria,  allorche'  ricorra  una  delle
situazioni  previste dall'articolo 2, comma 18, della legge 31 luglio
1997, n. 249.
    3.  Non sono consentite sovvenzioni o altre forme anche indirette
di  agevolazioni  alle  imprese, da parte dello Stato, delle Regioni,
degli  Enti  locali  e  di altri Enti pubblici, tali da distorcere le
condizioni  di  concorrenza e configurare aiuti di Stato ai sensi del
titolo  V  del trattato sull'Unione europea, se non nei limiti e alle
condizioni di cui al medesimo titolo V.
 
      
                  Note all'art. 6:
              - Si riporta il testo dell'art. 2359 del codice civile:
              «Art. 2359 (Societa' controllate e societa' collegate).
          - Sono considerate societa' controllate:
                1)  le  societa'  in  cui  un'altra societa', dispone
          della  maggioranza  dei  voti  esercitabili  nell'assemblea
          ordinaria;
                2)  le  societa'  in cui un'altra societa' dispone di
          voti  sufficienti  per  esercitare  un'influenza  dominante
          nell'assemblea ordinaria;
                3)  le societa' che sono sotto influenza dominante di
          un'altra   societa'   in   virtu'  di  particolari  vincoli
          contrattuali con essa.
              Ai  fini dell'applicazione dei numeri 1) e 2) del primo
          comma,  si  computano  anche  i  voti  spettanti a societa'
          controllate,  a societa' fiduciarie e a persona interposta;
          non si computano i voti spettanti per conto di terzi.
              Sono  considerate  collegate  le  societa'  sulle quali
          un'altra    societa'    esercita   un'influenza   notevole.
          L'influenza si presume quando nell'assemblea ordinaria puo'
          essere  esercitato  almeno  un  quinto  dei  voti ovvero un
          decimo se la societa' ha azioni quotate in borsa.».
              - L'art.  2,  comma  18, della legge 31 luglio 1997, n.
          249,  recante:  «Istituzione dell'Autorita' per le garanzie
          nelle    comunicazioni    e   norme   sui   sistemi   delle
          telecomunicazioni e radiotelevisivo» cosi' recita:
              «Art. 2 (Divieto di posizioni dominanti). - (Omissis).
              18.  Il  controllo  si  considera esistente nella forma
          dell'influenza  dominante, salvo prova contraria, allorche'
          ricorra una delle seguenti situazioni:
                a) esistenza  di  un  soggetto che, da solo o in base
          alla concertazione con altri soci, abbia la possibilita' di
          esercitare la maggioranza dei voti dell'assemblea ordinaria
          o   di   nominare   o   revocare   la   maggioranza   degli
          amministratori;
                b) sussistenza   di  rapporti,  anche  tra  soci,  di
          carattere  finanziario e organizzativo o economico idonei a
          conseguire uno dei seguenti effetti:
                  1) la trasmissione degli utili e delle perdite;
                  2) il coordinamento della gestione dell'impresa con
          quella  di  altre  imprese ai fini del perseguimento di uno
          scopo comune;
                  3)  l'attribuzione  di  poteri  maggiori rispetto a
          quelli derivanti dalle azioni o dalle quote possedute;
                  4)  l'attribuzione  a  soggetti  diversi  da quelli
          legittimati  in  base  all'assetto  proprietario  di poteri
          nella  scelta  degli  amministratori  e dei dirigenti delle
          imprese;
                c) l'assoggettamento  a  direzione  comune,  che puo'
          risultare   anche   in   base  alle  caratteristiche  della
          composizione   degli  organi  amministrativi  o  per  altri
          significativi e qualificati elementi.».
 
      
 
 
                            Capo II
 FUNZIONI DEL MINISTERO E DELL'AUTORITA' ED ALTRE DISPOSIZIONI
                            COMUNI
 
                               Art. 7
                          Ministero e Autorita'
    1.  Il  Ministero  esercita  le  competenze derivanti dal decreto
legislativo  30 luglio 1999, n. 300 come modificato dal decreto legge
12  giugno  2001,  n. 217, convertito con modificazioni dalla legge 3
agosto  2001,  n.  317,  dal  decreto  legge  2  gennaio  2001, n. 5,
convertito  con  modificazioni  dalla  legge  20 marzo 2001, n. 66, e
dalla legge 16 gennaio 2003, n. 3.
    2.  L'Autorita'  e'  Autorita'  nazionale  di regolamentazione ed
esercita  le  competenze  derivanti  dalla legge 14 novembre 1995, n.
481, non derogate da leggi successive, dalla legge 31 luglio 1997, n.
249,  come  modificata  dal  decreto  legge  2  gennaio  2001,  n. 5,
convertito  con  modificazioni  dalla  legge  20 marzo 2001, n. 66, e
dalla legge 16 gennaio 2003, n. 3.
    3.    L'Autorita',    in    quanto    Autorita'    nazionale   di
regolamentazione,   ed   il   Ministero,  per  la  parte  di  propria
competenza,  adottano  le  misure  espressamente  previste dal Codice
intese  a  conseguire  gli obiettivi di cui agli articoli 4 e 13, nel
rispetto  dei  principi  di  ragionevolezza  e  proporzionalita'.  Le
competenze  del  Ministero,  cosi'  come  quelle dell'Autorita', sono
notificate  alla  Commissione  europea  e  sono  rese  pubbliche  sui
rispettivi Bollettini ufficiali e siti Internet.
 
      
                  Note all'art. 7:
              - Il  decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, reca:
          «Riforma dell'organizzazione del Governo, a norma dell'art.
          11 della legge 15 marzo 1997, n. 59» ed e' pubblicato nella
          Gazzetta  Ufficiale  n. 203 del 30 agosto 1999, supplemento
          ordinario n. 163
              - Per la legge 3 agosto 2001, n. 317, vedi le note alle
          premesse.
              - La  legge  20 marzo 2001, n. 66 reca: «Conversione in
          legge,  con  modificazioni,  del  decreto-legge  23 gennaio
          2001,   n.   5,   recante   disposizioni   urgenti  per  il
          differimento   di   termini   in  materia  di  trasmissioni
          radiotelevisive  analogiche  e  digitali,  nonche'  per  il
          risanamento  di impianti radiotelevisivi.» ed e' pubblicato
          nella Gazzetta Ufficiale 24 marzo 2001, n. 70.
              - Per la legge 16 gennaio 2003, n. 3, si vedano le note
          alle premesse.
              - La  legge  14 novembre 1995, n. 481, reca: «Norme per
          la  concorrenza  e  la  regolazione dei servizi di pubblica
          utilita'.  Istituzione  delle  Autorita' di regolazione dei
          servizi   di  pubblica  utilita»  ed  e'  pubblicata  nella
          Gazzetta  Ufficiale  18 novembre  1995, n. 270, supplemento
          ordinario.
              - Per  la  legge  31 luglio  1997, n. 249, si vedano le
          note alla premesse.
 
      
 
                               Art. 8
    Cooperazione  tra il Ministero, l'Autorita' e l'Autorita' garante
                   della concorrenza e del mercato
    1.   Il   Ministero,  l'Autorita'  e  l'Autorita'  garante  della
concorrenza  e del mercato, ai fini di una reciproca cooperazione, si
scambiano le informazioni necessarie all'applicazione delle direttive
europee  sulle comunicazioni elettroniche. I soggetti che ricevono le
informazioni sono tenuti a rispettare lo stesso grado di riservatezza
cui sono vincolati i soggetti che le trasmettono.
    2.   Il   Ministero,  l'Autorita'  e  l'Autorita'  garante  della
concorrenza  e  del mercato adottano, entro novanta giorni dalla data
di   entrata   in  vigore  del  Codice,  nell'ambito  dei  rispettivi
ordinamenti,  anche  mediante  specifiche  intese, disposizioni sulle
procedure  di consultazione e di cooperazione reciproca nelle materie
di   interesse  comune.  Le  disposizioni  sono  rese  pubbliche  sui
rispettivi Bollettini ufficiali e siti Internet.
    3.   Il   Ministero,  l'Autorita'  e  l'Autorita'  garante  della
concorrenza  e  del mercato assicurano cooperazione e trasparenza tra
loro e nei riguardi della Commissione europea al fine di garantire la
piena applicazione delle disposizioni stabilite dal Codice.
 
      
 
                               Art. 9
      Ricorsi avverso provvedimenti del Ministero e dell'Autorita'
    1.   I   ricorsi   avverso   i   provvedimenti  del  Ministero  e
dell'Autorita' adottati sulla base delle disposizioni del Codice sono
devoluti  alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo. La
competenza  nei giudizi di primo grado e' attribuita in via esclusiva
ed  inderogabile  dalle  parti  al Tribunale amministrativo regionale
(TAR)  del  Lazio, con sede in Roma; ai giudizi si applica l'articolo
23   bis   della  legge  6  dicembre  1971,  n.  1034,  e  successive
modificazioni.
 
      
                  Nota all'art. 9:
              - L'art. 23-bis della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, e
          successive modificazioni, cosi' recita:
              «Art.  23-bis.  - 1. Le disposizioni di cui al presente
          articolo si  applicano  nei  giudizi davanti agli organi di
          giustizia amministrativa aventi ad oggetto:
                a) i    provvedimenti   relativi   a   procedure   di
          affidamento  di  incarichi  di progettazione e di attivita'
          tecnico-amministrative ad esse connesse;
                b) i   provvedimenti   relativi   alle  procedure  di
          aggiudicazione,   affidamento   ed   esecuzione   di  opere
          pubbliche  o  di pubblica utilita', ivi compresi i bandi di
          gara  e  gli  atti  di  esclusione dei concorrenti, nonche'
          quelli   relativi   alle  procedure  di  occupazione  e  di
          espropriazione delle aree destinate alle predette opere;
                c) i   provvedimenti   relativi   alle  procedure  di
          aggiudicazione,   affidamento   ed  esecuzione  di  servizi
          pubblici  e  forniture,  ivi compresi i bandi di gara e gli
          atti di esclusione dei concorrenti;
                d) i    provvedimenti    adottati   dalle   autorita'
          amministrative indipendenti;
                e) i   provvedimenti   relativi   alle  procedure  di
          privatizzazione   o   di  dismissione  di  imprese  o  beni
          pubblici,   nonche'   quelli  relativi  alla  costituzione,
          modificazione   o   soppressione  di  societa',  aziende  e
          istituzioni  ai  sensi  dell'art.  22  della legge 8 giugno
          1990, n. 142;
                f) i   provvedimenti   di   nomina,  adottati  previa
          delibera  del  Consiglio  dei Ministri ai sensi della legge
          23 agosto 1988, n. 400;
                g) i  provvedimenti di scioglimento degli enti locali
          e   quelli   connessi   concernenti   la  formazione  e  il
          funzionamento degli organi.
              2.  I  termini  processuali  previsti sono ridotti alla
          meta', salvo quelli per la proposizione del ricorso.
              3.  Salva l'applicazione dell'art. 26, quarto comma, il
          tribunale  amministrativo regionale chiamato a pronunciarsi
          sulla  domanda  cautelare,  accertata  la  completezza  del
          contraddittorio ovvero disposta l'integrazione dello stesso
          ai  sensi dell'art. 21, se ritiene ad un primo esame che il
          ricorso  evidenzi l'illegittimita' dell'atto impugnato e la
          sussistenza  di  un pregiudizio grave e irreparabile, fissa
          con  ordinanza la data di discussione nel merito alla prima
          udienza  successiva  al termine di trenta giorni dalla data
          di deposito dell'ordinanza. In caso di rigetto dell'istanza
          cautelare  da parte del tribunale amministrativo regionale,
          ove  il  Consiglio  di  Stato  riformi l'ordinanza di primo
          grado,  la  pronunzia  di appello e' trasmessa al tribunale
          amministrativo  regionale per la fissazione dell'udienza di
          merito.  In  tale  ipotesi,  il  termine  di  trenta giorni
          decorre  dalla  data di ricevimento dell'ordinanza da parte
          della segreteria del tribunale amministrativo regionale che
          ne da' avviso alle parti.
              4.  Nel  giudizio  di  cui  al comma 3 le parti possono
          depositare  documenti  entro  il termine di quindici giorni
          dal  deposito  o  dal ricevimento delle ordinanze di cui al
          medesimo   comma  e  possono  depositare  memorie  entro  i
          successivi dieci giorni.
              5.  Con  le  ordinanze  di  cui  al comma 3, in caso di
          estrema  gravita'  ed  urgenza, il tribunale amministrativo
          regionale  o  il  Consiglio  di  Stato  possono disporre le
          opportune misure cautelari, enunciando i profili che, ad un
          sommario esame, inducono a una ragionevole probabilita' sul
          buon esito del ricorso.
              6.  Nei giudizi di cui al comma 1, il dispositivo della
          sentenza  e'  pubblicato  entro  sette  giorni  dalla  data
          dell'udienza, mediante deposito in segreteria.
              7.  Il termine per la proposizione dell'appello avverso
          la   sentenza   del   tribunale   amministrativo  regionale
          pronunciata  nei  giudizi  di  cui  al comma 1 e' di trenta
          giorni  dalla  notificazione  e  di centoventi giorni dalla
          pubblicazione  della  sentenza.  La  parte puo', al fine di
          ottenere  la  sospensione  dell'esecuzione  della sentenza,
          proporre   appello  nel  termine  di  trenta  giorni  dalla
          pubblicazione  del  dispositivo, con riserva dei motivi, da
          proporre  entro  trenta giorni dalla notificazione ed entro
          centoventi  giorni  dalla comunicazione della pubblicazione
          della sentenza.
              8.  Le  disposizioni del presente articolo si applicano
          anche  davanti al Consiglio di Stato, in caso di domanda di
          sospensione della sentenza appellata.».
 
      
 
                               Art. 10
                      Comunicazione di informazioni
    1.  Le  imprese  che  forniscono  reti e servizi di comunicazione
elettronica  trasmettono  tutte  le  informazioni, anche di carattere
finanziario,  necessarie al Ministero e all'Autorita', per le materie
di  rispettiva  competenza, al fine di assicurare la conformita' alle
disposizioni  o  alle  decisioni  dagli  stessi adottate ai sensi del
Codice.  Tali  imprese devono fornire tempestivamente le informazioni
richieste,  nel  rispetto  dei  termini  e  del  grado  di  dettaglio
determinati,  rispettivamente,  dal  Ministero  e  dall'Autorita'. Le
richieste   di  informazioni  del  Ministero  e  dell'Autorita'  sono
proporzionate  rispetto  all'assolvimento  dello specifico compito al
quale la richiesta si riferisce e sono adeguatamente motivate.
    2.   Il  Ministero  e  l'Autorita'  forniscono  alla  Commissione
europea, su richiesta motivata, le informazioni che sono necessarie a
quest'ultima  per  assolvere i compiti che il Trattato le conferisce,
proporzionate rispetto all'assolvimento di tali compiti. Su richiesta
motivata,  le  informazioni  fornite  al  Ministero  e  all'Autorita'
possono   essere   messe   a   disposizione   di  un'altra  Autorita'
indipendente  nazionale  o di analoga Autorita' di altro Stato membro
dell'Unione europea, di seguito denominato Stato membro, ove cio' sia
necessario  per  consentire  l'adempimento delle responsabilita' loro
derivanti  in  base  al  diritto  comunitario. Se necessario, e salvo
richiesta contraria, espressa e motivata, dell'Autorita' che fornisce
le  informazioni, la Commissione mette le informazioni a disposizione
di  analoga  Autorita'  di  altro  Stato  membro.  Se le informazioni
trasmesse  alla  Commissione  europea  o  ad  altra analoga Autorita'
riguardano  informazioni  precedentemente  fornite  da  un'impresa su
richiesta  del  Ministero  ovvero  dell'Autor ita', tale impresa deve
esserne informata.
    3.   Qualora   le   informazioni  trasmesse  da  un'Autorita'  di
regolamentazione   di   altro  Stato  membro  siano  da  considerarsi
riservate, in conformita' con la normativa comunitaria e nazionale in
materia  di  riservatezza,  il  Ministero  e l'Autorita', nell'ambito
delle rispettive competenze, ne garantiscono la riservatezza.
    4.  Il  Ministero e l'Autorita' pubblicano le informazioni di cui
al  presente  articolo nella misura in cui contribuiscano a creare un
mercato libero e concorrenziale, nell'osservanza della legge 7 agosto
1990,  n.  241  e  successive  modificazioni  e  nel  rispetto  della
normativa comunitaria e nazionale in materia di riservatezza.
    5.  Il  Ministero  e  l'Autorita'  pubblicano,  entro e non oltre
novanta  giorni  dall'entrata  in  vigore del Codice, le disposizioni
relative  all'accesso  del  pubblico  alle  informazioni  di  cui  al
presente   articolo,  comprese  guide  e  procedure  dettagliate  per
ottenere  tale  accesso.  Ogni decisione di diniego dell'accesso alle
informazioni  deve  essere esaurientemente motivata e tempestivamente
comunicata alle parti interessate.
 
      
                  Nota all'art. 10:
              - La  legge 7 agosto 1990, n. 241 recante: «Nuove norme
          in  materia  di procedimento amministrativo e di diritto di
          accesso  ai  documenti amministrativi», e' pubblicata nella
          Gazzetta Ufficiale 18 agosto 1990, n. 192.
 
      
 
                               Art. 11
              Meccanismo di consultazione e di trasparenza
    1.  Fatti  salvi  i  casi che rientrano nel campo di applicazione
degli  articoli  12,  comma  6,  23 e 24, il Ministero e l'Autorita',
quando  intendono  adottare  provvedimenti in applicazione del Codice
che   abbiano  un  impatto  rilevante  sul  mercato  di  riferimento,
consentono   alle   parti   interessate   di  presentare  le  proprie
osservazioni  sulla  proposta  di  provvedimento entro un termine non
inferiore  a  trenta  giorni,  a  decorrere dalla notifica alle parti
interessate della proposta di provvedimento.
    2.  Il  Ministero e l'Autorita', entro e non oltre novanta giorni
dall'entrata  in  vigore  del  Codice,  nell'osservanza della legge 7
agosto 1990, n. 241 e successive modificazioni, rendono pubbliche sui
rispettivi  Bollettini  ufficiali e siti Internet la procedura che si
applica,  nell'ambito  dei  rispettivi  ordinamenti,  ai  fini  della
consultazione.   Se  i  documenti  ricevuti  contengono  informazioni
riservate   di   carattere   personale,  commerciale,  industriale  e
finanziario,  relative a persone ed imprese, il diritto di accesso e'
esercitato   nei   limiti  di  quanto  necessario  ad  assicurare  il
contraddittorio.
    3. Il provvedimento di apertura della procedura di consultazione,
la  proposta  di  provvedimento  ed  i  risultati  della procedura di
consultazione,  ad  eccezione  delle  informazioni riservate ai sensi
della normativa nazionale e comunitaria vigente, sono tempestivamente
pubblicati sui Bollettini ufficiali e sui siti Internet del Ministero
e dell'Autorita'.
 
      
                  Nota all'art. 11:
              - Per  la  legge 7 agosto 1990, n. 241, si veda la nota
          all'art. 10.
 
      
 
                               Art. 12
    Consolidamento   del   mercato   interno   per  le  comunicazioni
                            elettroniche
    1.  Il  Ministero e l'Autorita', nell'esercizio delle funzioni di
cui al Codice, tengono in massima considerazione gli obiettivi di cui
all'articolo  13, nella misura in cui concernono il funzionamento del
mercato interno.
    2.  L'Autorita'  coopera  in modo trasparente con le Autorita' di
regolamentazione  degli  altri  Stati  membri  e  con  la Commissione
europea  al  fine  di  assicurare la piena applicazione, in tutti gli
Stati membri, delle disposizioni delle direttive comunitarie recepite
con  il  Codice;  a  tale  scopo  l'Autorita'  si  adopera al fine di
pervenire   ad   un   accordo   preventivo   con   le   Autorita'  di
regolamentazione  degli  altri  Stati  membri  e  con  la Commissione
europea  sui  tipi  di  strumenti  e sulle soluzioni piu' adeguate da
utilizzare   nell'affrontare   determinati  tipi  di  situazioni  nel
contesto del mercato.
    3.  Oltre  alla  consultazione  di  cui  all'articolo 11, qualora
l'Autorita' intenda adottare un provvedimento che rientri nell'ambito
degli  articoli  18, 19, 42, 45 o 66 e influenzi gli scambi tra Stati
membri,  rende  accessibile,  fornendone  apposita documentazione, la
proposta  di  provvedimento, adeguatamente motivata, alla Commissione
europea  e  alle  Autorita'  di  regolamentazione  degli  altri Stati
membri.  L'Autorita' non puo' adottare il provvedimento prima che sia
decorso il termine di un mese dalla predetta informativa.
    4. La proposta di provvedimento di cui al comma 3 non puo' essere
adottata per ulteriori due mesi e l'Autorita' e' tenuta a rivedere la
proposta  di  provvedimento, qualora la Commissione europea ne faccia
richiesta entro tale termine, quando:
    a)  o  abbia  ad  oggetto  l'identificazione  di  un  mercato  di
riferimento differente da quelli di cui all'articolo 18;
    b)  o  abbia ad oggetto la designazione di imprese che detengono,
sia  individualmente  sia  congiuntamente  ad altre, un significativo
potere  di  mercato,  ai  sensi  dell'articolo  19, commi 4 , 5 o 7 e
influenzi  gli  scambi  tra  Stati  membri  e  la Commissione europea
ritenga  che  possa  creare  una  barriera al mercato unico europeo o
dubiti  della  sua  compatibilita'  con  il  diritto comunitario e in
particolare con gli obiettivi di cui all'articolo 13.
    5.  L'Autorita'  tiene  in massima considerazione le osservazioni
delle  Autorita'  di  regolamentazione  di altri Stati membri e della
Commissione  europea  e,  salvo nei casi di cui al comma 4, adotta il
provvedimento risultante e lo comunica alla Commissione europea.
    6.  In  circostanze  straordinarie  l'Autorita',  ove ritenga che
sussistano  motivi  di  urgenza,  in  deroga alla procedura di cui ai
commi  3  e 4, al fine di salvaguardare la concorrenza e tutelare gli
interessi   degli   utenti,   puo'  adottare  adeguati  provvedimenti
temporanei  cautelari  aventi  effetto  immediato, in coerenza con le
disposizioni  del  Codice.  L'Autorita'  comunica immediatamente tali
provvedimenti,  esaurientemente  motivati, alla Commissione europea e
alle  Autorita'  di  regolamentazione  degli  altri  Stati membri. La
decisione  dell'Autorita'  di  estendere  il periodo di efficacia dei
provvedimenti  cosi'  adottati  o  di renderli permanenti e' soggetta
alla procedura di cui ai commi 3 e 4.
 
      
 
                               Art. 13
         Obiettivi e principi dell'attivita' di regolamentazione
    1.  Nello  svolgere  le funzioni di regolamentazione indicate nel
Codice  e  secondo  le  procedure  in  esso contenute, il Ministero e
l'Autorita',  nell'ambito delle rispettive competenze, adottano tutte
le  misure  ragionevoli  e  proporzionate  intese  a  conseguire  gli
obiettivi  generali  di  cui  all'articolo 4 ed ai commi 4, 5 e 6 del
presente articolo.
    2. Il Ministero e l'Autorita' nell'esercizio delle funzioni e dei
poteri   indicati   nel  Codice  tengono  in  massima  considerazione
l'obiettivo  di  una  regolamentazione tecnologicamente neutrale, nel
rispetto   dei   principi   di   garanzia  della  concorrenza  e  non
discriminazione tra imprese.
    3.  Il  Ministero  e l'Autorita' contribuiscono nell'ambito delle
loro  competenze a promuovere la diversita' culturale e linguistica e
il pluralismo dei mezzi di comunicazione.
    4.  Il  Ministero  e  l'Autorita' promuovono la concorrenza nella
fornitura  delle  reti  e  dei  servizi di comunicazione elettronica,
nonche' delle risorse e servizi correlati:
    a)  assicurando  che gli utenti, compresi i disabili, ne traggano
il  massimo  beneficio  sul  piano  della  scelta, del prezzo e della
qualita';
    b)  garantendo  che  non  abbiano luogo distorsioni e restrizioni
della concorrenza nel settore delle comunicazioni elettroniche;
    c) incoraggiando investimenti efficienti e sostenibili in materia
di infrastrutture e promuovendo l'innovazione e lo sviluppo di reti e
servizi  di  comunicazione  elettronica,  ivi compresi quelli a larga
banda,  secondo  le  disposizioni  del  Codice  e tenendo conto degli
indirizzi contenuti nel documento annuale di programmazione economica
e finanziaria;
    d)  incoraggiando  un  uso  efficace  e  garantendo  una gestione
efficiente delle radiofrequenze e delle risorse di numerazione.
    5.  Il  Ministero  e  l'Autorita',  nell'ambito  delle rispettive
competenze, contribuiscono allo sviluppo del mercato:
    a)  rimuovendo  gli  ostacoli  residui  che  si  frappongono alla
fornitura  di reti di comunicazione elettronica, di risorse e servizi
correlati  e  di  servizi  di  comunicazione  elettronica  sul  piano
europeo;
    b)   adottando   una   disciplina   flessibile   dell'accesso   e
dell'interconnessione,   anche   mediante  la  negoziazione  tra  gli
operatori,  compatibilmente con le condizioni competitive del mercato
e  avendo riguardo alle singole tipologie di servizi di comunicazione
elettronica ed in particolare a quelli offerti su reti a larga banda,
in coerenza con gli obiettivi generali di cui all'articolo 4;
    c) incoraggiando l'istituzione e lo sviluppo di reti transeuropee
e l'interoperabilita' dei servizi;
    d)  garantendo  che  non vi siano discriminazioni nel trattamento
delle   imprese  che  forniscono  reti  e  servizi  di  comunicazione
elettronica;
    e)  collaborando con le Autorita' di regolamentazione degli altri
Stati  membri e con la Commissione europea in maniera trasparente per
garantire   lo   sviluppo   di   prassi   regolamentari   coerenti  e
l'applicazione coerente del Codice.
    6.  Il  Ministero  e  l'Autorita',  nell'ambito  delle rispettive
competenze, promuovono gli interessi dei cittadini:
    a)  garantendo  a  tutti  i  cittadini  un  accesso  al  servizio
universale, come definito dal Capo IV del Titolo II;
    b)  garantendo  un  livello elevato di protezione dei consumatori
nei  loro  rapporti  con  i  fornitori,  in particolare predisponendo
procedure  semplici  e poco onerose di risoluzione delle controversie
da parte di un organismo indipendente dalle parti in causa;
    c)  contribuendo a garantire un livello elevato di protezione dei
dati personali e della vita privata;
    d)   promuovendo   la   diffusione  di  informazioni  chiare,  in
particolare   garantendo   la   trasparenza  delle  tariffe  e  delle
condizioni   di   uso   dei   servizi  di  comunicazione  elettronica
accessibili al pubblico;
    e)  prendendo  in  considerazione  le  esigenze di gruppi sociali
specifici, in particolare degli utenti disabili;
    f)  garantendo  il mantenimento dell'integrita' e della sicurezza
delle reti pubbliche di comunicazione;
    g)   garantendo   il  diritto  all'informazione,  secondo  quanto
previsto dall'articolo 19 della Dichiarazione dei diritti dell'uomo.
    7. Nell'ambito delle proprie attivita' il Ministero e l'Autorita'
applicano  le  disposizioni di cui alla legge 7 agosto 1990, n. 241 e
successive modificazioni.
    8.  L'Autorita'  si  dota,  conformemente alle indicazioni recate
dalla  direttiva  del  Presidente  del  Consiglio dei Ministri del 27
marzo  2000,  attuativa  della  legge 8 marzo 1999, n. 50, di forme o
metodi di analisi dell'impatto della regolamentazione.
    9.  Ogni  atto  di  regolamentazione  dell'Autorita'  deve recare
l'analisi di cui al comma 8 ed essere conseguentemente motivato.
 
      
                  Note all'art. 13:
              - L'art.    19   della   «Dichiarazione   dei   diritti
          dell'uomo»,  adottata dall'Assemblea Generale delle Nazioni
          Unite il 10 dicembre 1948, cosi' recita.
              «Art.  19. - Ogni individuo ha il diritto alla liberta'
          di  opinione  e  di  espressione, incluso il diritto di non
          essere  molestato  per  la  propria  opinione  e  quello di
          cercare,   ricevere   e   diffondere  informazioni  e  idee
          attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere.»
              - Per  la  legge  7 agosto  1990,  n. 241, si veda nota
          all'art. 10.
              - La   direttiva   del  Presidente  del  Consiglio  dei
          Ministri del 27 marzo 2000 reca: «Analisi tecnico-normativa
          e  analisi  dell'impatto  e  della  regolamentazione» ed e'
          pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 23 maggio 2000, n. 118.
              - La legge 8 marzo 1999, n. 50 reca: «Delegificazione e
          testi    unici    di    norme    concernenti   procedimenti
          amministrativi  -  legge  di  semplificazione  1998»  ed e'
          pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 9 marzo 1999, n. 56.
 
      
 
                               Art. 14
    Gestione  delle  radiofrequenze  per  i  servizi di comunicazione
                             elettronica
    1.  Il  Ministero  e  l'Autorita',  nell'ambito  delle rispettive
competenze,  provvedono alla gestione efficiente delle radiofrequenze
per i servizi di comunicazione elettronica ai sensi dell'articolo 13.
La predisposizione dei piani di ripartizione, a cura del Ministero, e
dei  piani  di  assegnazione,  a  cura  dell'Autorita', e' fondata su
criteri obiettivi, trasparenti, non discriminatori e proporzionati.
    2.   Il   Ministero   promuove  l'armonizzazione  dell'uso  delle
radiofrequenze  nel  territorio  dell'Unione europea in modo coerente
con l'esigenza di garantirne un utilizzo effettivo ed efficiente e in
conformita' della decisione spettro radio n. 676/2002/CE.
    3.  Fermo  restando  quanto  stabilito  da  norme  di  legge o di
regolamento  in  materia  di  radiodiffusione  sonora e televisiva, i
diritti di uso delle frequenze con limitata disponibilita' di banda e
conseguentemente  assegnati ad un numero predeterminato di operatori,
possono  essere trasferiti su base commerciale dagli operatori che ne
hanno  legittima disponibilita' ad altri operatori gia' autorizzati a
fornire  una  rete con analoga tecnologia, con le modalita' di cui ai
commi  4  e 5. Per le altre frequenze il trasferimento dei diritti di
uso  e'  assoggettato alle disposizioni di cui all'articolo 25, comma
8.
    4.  L'intenzione  di  un operatore di trasferire i diritti di uso
delle   radiofrequenze   deve   essere   notificata  al  Ministero  e
all'Autorita'  ed il trasferimento di tali diritti e' efficace previo
assenso  del  Ministero  ed  e'  reso pubblico. Il Ministero, sentita
l'Autorita',  comunica,  entro  novanta  giorni  dalla notifica della
relativa  istanza  da  parte dell'impresa cedente, il nulla osta alla
cessione dei diritti ovvero i motivi che ne giustifichino il diniego.
    5. Il Ministero, all'esito della verifica, svolta dall'Autorita',
sentita  l'Autorita'  Garante della concorrenza e del mercato, che la
concorrenza  non  sia  falsata  in  conseguenza dei trasferimenti dei
diritti  d'uso,  puo'  apporre  all'autorizzazione, se necessario, le
specifiche condizioni proposte. Nel caso in cui l'utilizzazione delle
radiofrequenze  sia  stata  armonizzata mediante l'applicazione della
decisione  n.  676/2002/CE  o  di  altri  provvedimenti comunitari, i
trasferimenti   suddetti   non   possono  comportare  un  cambiamento
dell'utilizzo di tali radiofrequenze.
 
      
                  Nota all'art. 14:
              - Per   la  decisione  n.  676/2002/CE  del  Parlamento
          europeo e del Consiglio si vedano le note alle premesse.
 
      
 
                               Art. 15
      Numerazione, assegnazione dei nomi a dominio e indirizzamento
    1.  Il  Ministero  controlla  l'assegnazione  di tutte le risorse
nazionali  di  numerazione  e  la  gestione  del  piano  nazionale di
numerazione,  garantendo  che  a  tutti  i  servizi  di comunicazione
elettronica  accessibili al pubblico siano assegnati numeri e blocchi
di  numeri adeguati. Il Ministero, altresi', vigila sull'assegnazione
dei nomi a dominio e indirizzamento.
    2.  L'Autorita' stabilisce il piano nazionale di numerazione e le
procedure di assegnazione della numerazione nel rispetto dei principi
di  obiettivita',  trasparenza  e  non  discriminazione,  in  modo da
assicurare  parita' di trattamento a tutti i fornitori dei servizi di
comunicazione  elettronica  accessibili  al pubblico. In particolare,
l'Autorita'  vigila  affinche' l'operatore cui sia stato assegnato un
blocco  di  numeri  non  discrimini  altri  fornitori  di  servizi di
comunicazione  elettronica  in  relazione  alle sequenze di numeri da
utilizzare per dare accesso ai loro servizi.
    3.  L'Autorita'  pubblica  il piano nazionale di numerazione e le
sue successive modificazioni ed integrazioni, con le sole restrizioni
imposte da motivi di sicurezza nazionale.
    4.   L'Autorita'   promuove  l'armonizzazione  delle  risorse  di
numerazione  all'interno  dell'Unione europea ove cio' sia necessario
per sostenere lo sviluppo dei servizi paneuropei.
    5.  Il  Ministero  vigila  affinche'  non vi siano utilizzi della
numerazione  non  coerenti con le tipologie di servizi per i quali le
numerazioni   stesse   sono   disciplinate  dal  piano  nazionale  di
numerazione.
    6.   Il   Ministero   e   l'Autorita',   al  fine  di  assicurare
interoperabilita'   completa   e  globale  dei  servizi,  operano  in
coordinamento  con  le  organizzazioni  internazionali  che  assumono
decisioni  in  tema  di numerazione, assegnazione di nomi a dominio e
indirizzamento delle reti e dei servizi di comunicazione elettronica.
    7. Per l'espletamento delle funzioni di cui al presente articolo,
l'Istituto   superiore   delle   comunicazioni   e  delle  tecnologie
dell'informazione presta la sua collaborazione all'Autorita'.
 
      
 
                               Art. 16
                         Separazione strutturale
    1.  Le  imprese  che  detengono  diritti  esclusivi  o  speciali,
esercitati in Italia o all'estero anche a livello locale, non possono
fornire  reti  o  servizi di comunicazione elettronica accessibili al
pubblico,  se  non  attraverso  societa'  controllate o collegate, ai
sensi dell'articolo 6, comma 2.
    2.  Le  disposizioni  di  cui  al  comma  1 non si applicano alle
imprese  il  cui  fatturato  annuale  nelle  attivita'  relative alla
fornitura   di  reti  o  servizi  di  comunicazione  elettronica  nel
territorio nazionale sia inferiore a 50 milioni di euro.
    3.  Se i fornitori di reti e servizi di comunicazione elettronica
al   pubblico   non  sono  soggetti  agli  obblighi  di  redazione  e
certificazione  del  bilancio,  i  rendiconti finanziari dell'impresa
sono elaborati e presentati ad una revisione contabile indipendente e
successivamente pubblicati. La revisione e' effettuata in conformita'
alle vigenti disposizioni nazionali e comunitarie.
 
      
 
 
                           TITOLO II
  RETI E SERVIZI DI COMUNICAZIONE ELETTRONICA AD USO PUBBLICO
                            Capo I
                      Disposizioni comuni
 
                               Art. 17
      Imprese che dispongono di un significativo potere di mercato
    1.  L'Autorita'  nell'accertare,  secondo  la  procedura  di  cui
all'articolo  19, quali imprese dispongono di un significativo potere
di  mercato  ai  sensi delle disposizioni di cui ai Capi III e IV del
presente Titolo, applica le disposizioni di cui ai commi 2, 3 e 4.
    2.  Si presume che un'impresa disponga di un significativo potere
di  mercato  se,  individualmente o congiuntamente con altri, gode di
una  posizione  equivalente  ad  una posizione dominante, e dunque di
forza economica tale da consentirle di comportarsi in misura notevole
in modo indipendente dai concorrenti, dai clienti e dai consumatori.
    3.  L'Autorita',  nel  valutare  se  due  o  piu'  imprese godono
congiuntamente  di  una  posizione  dominante  sul  mercato, tiene in
massima  considerazione le Linee direttrici della Commissione europea
per  l'analisi  del mercato e la valutazione del significativo potere
di  mercato  ai  sensi  del nuovo quadro normativo comunitario per le
reti  e i servizi di comunicazione elettronica, di seguito denominate
"le linee direttrici".
    4. Se un'impresa dispone di un significativo potere su un mercato
specifico,  si  presume  che essa abbia un significativo potere in un
mercato  strettamente  connesso,  qualora  le  connessioni  tra i due
mercati siano tali da consentire che il potere detenuto in un mercato
sia  fatto  valere  nell'altro  mercato,  rafforzando  in tal modo il
potere di mercato complessivo dell'impresa in questione.
 
      
 
                               Art. 18
                Procedura per la definizione dei mercati
    1.    L'Autorita',   tenendo   in   massima   considerazione   le
Raccomandazioni  relative  ai mercati rilevanti di prodotti e servizi
del  settore  delle comunicazioni elettroniche, di seguito denominate
"le  raccomandazioni",  e  le  linee  direttrici, definisce i mercati
rilevanti  conformemente  ai principi del diritto della concorrenza e
sulla  base  delle  caratteristiche  e  della  struttura  del mercato
nazionale delle comunicazioni elettroniche. Prima di definire mercati
diversi  da  quelli  individuati  nelle  raccomandazioni, l'Autorita'
applica la procedura di cui agli articoli 11 e 12.
 
      
 
                               Art. 19
                   Procedura per l'analisi del mercato
    1.   L'Autorita'  effettua,  sentita  l'Autorita'  garante  della
concorrenza  e  del mercato, l'analisi dei mercati rilevanti, tenendo
in massima considerazione le linee direttrici.
    2. L'analisi e' effettuata:
    a)  in  prima  applicazione  del  Codice, entro centoventi giorni
dalla  data di entrata in vigore dello stesso, anche sulla base delle
rilevazioni  ed  analisi  gia'  in  possesso dell'Autorita' elaborate
conformemente alle raccomandazioni ed alle linee direttrici;
    b)  a  seguito di ogni aggiornamento delle raccomandazioni, entro
novanta giorni dalla loro pubblicazione;
    c) in ogni caso, ogni diciotto mesi.
    3.  Quando l'Autorita' e' tenuta, ai sensi degli articoli 44, 45,
66,   67,   68   e  69  a  decidere  in  merito  all'imposizione,  al
mantenimento,  alla modifica o alla revoca di obblighi a carico delle
imprese,  essa  determina,  in  base all'analisi di mercato di cui al
comma   1,   se   uno   dei   mercati  rilevanti  sia  effettivamente
concorrenziale.
    4.  L'Autorita',  se  conclude  che  un mercato e' effettivamente
concorrenziale,  non  impone  ne'  mantiene nessuno degli obblighi di
regolamentazione  specifici  di cui al comma 3. Qualora siano gia' in
vigore  obblighi  derivanti da regolamentazione settoriale, li revoca
per  le  imprese  operanti in tale mercato rilevante. La revoca degli
obblighi   e'  comunicata  alle  parti  interessate  con  un  congruo
preavviso.
    5.  Qualora  accerti,  anche mediante un'analisi dinamica, che un
mercato  rilevante  non e' effettivamente concorrenziale, l'Autorita'
individua  le  imprese  che  dispongono di un significativo potere di
mercato conformemente all'articolo 17 e contestualmente impone a tali
imprese  gli appropriati obblighi di regolamentazione di cui al comma
3,  ovvero  mantiene  in vigore o modifica tali obblighi laddove gia'
esistano.
    6.  Ai  fini delle decisioni di cui al comma 3, l'Autorita' tiene
conto    degli   obiettivi   e   dei   principi   dell'attivita'   di
regolamentazione  di cui all'articolo 13, ed in particolare di quelli
indicati  al  comma 4, lettera c), e al comma 5, lettera b), evitando
distorsioni della concorrenza.
    7.  Nel  caso di mercati transnazionali individuati con decisione
della  Commissione europea, l'Autorita' effettua l'analisi di mercato
congiuntamente  alle  Autorita' di regolamentazione degli altri Stati
membri  interessate,  tenendo  in  massima  considerazione  le  linee
direttrici,   e  si  pronuncia  di  concerto  con  queste  in  merito
all'imposizione,  al  mantenimento,  alla  modifica  o alla revoca di
obblighi di regolamentazione di cui al comma 3.
    8.  I  provvedimenti  di  cui  ai commi 4, 5, 6 e 7 sono adottati
secondo la procedura di cui agli articoli 11 e 12.
    9.  Gli  operatori di reti telefoniche pubbliche fisse, designati
come  operatori  che  detengano  una  quota  di mercato significativa
nell'ambito  della fornitura di reti telefoniche pubbliche fisse e di
servizi  ai sensi dell'allegato n. 1 parte I della direttiva 97/33/CE
o della direttiva 98/10/CE continuano ad essere considerati operatori
notificati  ai  fini del regolamento (CE) n. 2887/2000 fino a che non
sia  stata  espletata la procedura relativa all'analisi di mercato di
cui   al   presente   articolo.  Successivamente  cessano  di  essere
considerati operatori notificati ai fini del suddetto regolamento.
 
      
                  Note all'art. 19:
              - L'allegato  1, parte I - della Direttiva 97/33/CE del
          Parlamento  europeo  e  del  Consiglio  del  30 giugno 1997
          sull'interconnessione nel settore delle telecomunicazioni e
          finalizzata   a   garantire   il   servizio   universale  e
          l'interoperabilita'  attraverso l'applicazione dei principi
          di  fornitura di una rete aperta (ONP) - Gazzetta Ufficiale
          n. L 199 del 26 luglio 1997, cosi' recita:
          «Allegato  1  RETI PUBBLICHE DI TELECOMUNICAZIONE E SERVIZI
          DI  TELECOMUNICAZIONE A DISPOSIZIONE DEL PUBBLICO SPECIFICI
          (di  cui all'art. 3, paragrafo 2).     Le reti pubbliche di
          telecomunicazione e i servizi pubblici di telecomunicazione
          a  disposizione  del  pubblico  indicati  di  seguito  sono
          ritenuti di primaria importanza a livello europeo.
              Gli  organismi  che  forniscono  le  reti  pubbliche di
          telecomunicazione  e/o  i  servizi  di  telecomunicazione a
          disposizione  del  pubblico  specificati  in appresso e che
          detengono   una   quota  di  mercato  significativa  devono
          assolvere   agli   obblighi   specifici   in   materia   di
          interconnessione  e accesso di cui all'art. 4, paragrafo 2,
          e agli articoli 6 e 7.
                                   Parte 1.
          Rete telefonica pubblica fissa.
              Per  rete  telefonica pubblica fissa si intende la rete
          pubblica   di   telecomunicazione  a  commutazione  per  il
          trasferimento   tra   punti  di  terminazione  di  rete  in
          posizioni  fisse  e  informazioni  audio nella larghezza di
          banda di 3,1 kHz; detta rete supporta, tra l'altro:
                la telefonia vocale;
                le  comunicazioni  fax  del  gruppo III, in base alle
          raccomandazioni dell'UIT-T nella "serie-T";
                la trasmissione di dati nella banda vocale attraverso
          modem  ad una velocita' minima di 2 400 bit/s, in base alle
          raccomandazioni dell'UIT-T nella "serie-V".
              L'accesso al punto terminale di rete dell'utente finale
          avviene attraverso uno o piu' numeri attribuiti nell'ambito
          del piano di numerazione nazionale.
              Servizio telefonico pubblico fisso secondo la direttiva
          95/62/CE  del  Parlamento  europeo  e  del  Consiglio,  del
          13 dicembre 1995, sull'applicazione del regime di fornitura
          di una rete aperta (ONP) alla telefonia vocale.
              Per il servizio telefonico pubblico fisso si intende la
          fornitura  agli  utenti  finali  in  posizioni  fisse di un
          servizio  per  effettuare  e  ricevere chiamate nazionali e
          internazionali;  puo'  includere  l'accesso  ai  servizi di
          emergenza   (112),   la   fornitura   dei  servizi  tramite
          operatore, i servizi di informazione abbonati, la fornitura
          di  telefoni  pubblici  a  pagamento,  la  fornitura  di un
          servizio  a condizioni speciali e/o la fornitura di opzioni
          speciali  per  gli  utenti disabili o con speciali esigenze
          sociali.
              L'accesso  all'utente  finale  avviene attraverso uno o
          piu' numeri attribuiti nell'ambito del piano di numerazione
          nazionale.».
              - La  direttiva  98/10/CE  del Parlamento europeo e del
          Consiglio del 26 febbraio 1998 sull'applicazione del regime
          di fornitura di una rete aperta (ONP) alla telefonia vocale
          e  sul  servizio  universale  delle telecomunicazioni in un
          ambiente   concorrenziale,  e'  pubblicata  nella  Gazzetta
          Ufficiale Comunita' europee n. L 101.
              - Il  Regolamento  (CE) 18 dicembre 2000, n. 2887/2000:
          Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo
          all'accesso  disaggregato  alla  rete locale, e' pubblicato
          nella G.U.C.E. 30 dicembre 2000, n. L 336.
 
      
 
                               Art. 20
                             Normalizzazione
    1. Il Ministero vigila sull'uso delle norme e specifiche tecniche
pubblicate  nella  Gazzetta  Ufficiale delle Comunita' europee per la
fornitura  armonizzata  di  servizi,  di  interfacce  tecniche  e  di
funzioni  di rete, nella misura strettamente necessaria per garantire
l'interoperabilita'  dei  servizi  e migliorare la liberta' di scelta
degli utenti.
    2. Fintantoche' le norme o specifiche di cui al comma 1 non siano
adottate   dalla   Commissione   europea,   il   Ministero   promuove
l'applicazione delle norme e specifiche adottate dalle organizzazioni
europee  di  normalizzazione. In mancanza di tali norme o specifiche,
il  Ministero  promuove  l'applicazione delle norme o raccomandazioni
internazionali     adottate    dall'Unione    internazionale    delle
telecomunicazioni  (UIT),  dall'Organizzazione  internazionale per la
standardizzazione    (ISO)   o   dalla   Commissione   elettrotecnica
internazionale (IEC).
 
      
 
                               Art. 21
    Interoperabilita' dei servizi di televisione interattiva digitale
    1.  Fermo  restando  quanto  stabilito  da  norme  di  legge e di
regolamento  in  materia  di  radiodiffusione  sonora  e  televisiva,
l'Autorita',  sentito il Ministero, relativamente al libero flusso di
informazioni,   al   pluralismo   dei  mezzi  d'informazione  e  alla
diversita'  culturale,  incoraggia,  nel  rispetto delle disposizioni
dell'articolo 20, comma 1:
    a)  i  fornitori dei servizi di televisione digitale interattiva,
da  rendere  disponibile  al  pubblico  su piattaforme di televisione
digitale  interattiva,  indipendentemente dal modo di trasmissione, a
usare un'API aperta;
    b)  i  fornitori  di tutte le apparecchiature digitali televisive
avanzate  destinate  a ricevere i servizi di televisione digitale, su
piattaforme  di  televisione digitale interattiva, a rispettare l'API
aperta  in  conformita'  ai  requisiti minimi dei relativi standard o
specifiche.
    2.  Fermo  restando  quanto  disposto  all'articolo  42, comma 2,
lettera   b),   l'Autorita',   sentito  il  Ministero,  incoraggia  i
proprietari  delle  API  a  rendere  disponibile  a  condizioni eque,
ragionevoli  e  non  discriminatorie e dietro adeguata remunerazione,
tutte le informazioni necessarie a consentire ai fornitori di servizi
di  televisione  digitale  interattiva  di  fornire  tutti  i servizi
supportati dalle API in una forma pienamente funzionale.
 
      
 
                               Art. 22
                       Procedure di armonizzazione
    1.  Il  Ministero  e  l'Autorita',  nell'assolvimento  dei propri
compiti,  tengono  in massima considerazione le raccomandazioni della
Commissione   europea  concernenti  l'armonizzazione  dell'attuazione
delle disposizioni oggetto del Codice ai fini del conseguimento degli
obiettivi  di cui all'articolo 13. Qualora il Ministero o l'Autorita'
decidano  di  non conformarsi ad una raccomandazione, ne informano la
Commissione europea motivando le proprie decisioni.
 
      
 
                               Art. 23
               Risoluzione delle controversie tra imprese
    1. Qualora sorga una controversia fra imprese che forniscono reti
o  servizi  di  comunicazione  elettronica,  avente  ad  oggetto  gli
obblighi  derivanti dal Codice, l'Autorita', a richiesta di una delle
parti e fatte salve le disposizioni del comma 2, adotta quanto prima,
e comunque entro un termine di quattro mesi, una decisione vincolante
che risolve la controversia.
    2.  L'Autorita'  dichiara la propria incompetenza a risolvere una
controversia  con  decisione vincolante, qualora entrambe le parti vi
abbiano   espressamente   derogato  prevedendo  altri  mezzi  per  la
soluzione   della   controversia,  conformemente  a  quanto  disposto
dall'articolo  13.  L'Autorita' comunica immediatamente alle parti la
propria  decisione.  Se  la  controversia  non e' risolta dalle parti
entro  quattro  mesi  da  tale  comunicazione,  e  se la parte che si
ritiene  lesa  non  ha  adito  un organo giurisdizionale, l'Autorita'
adotta al piu' presto e comunque non oltre quattro mesi, su richiesta
di  una  delle  parti, una decisione vincolante diretta a dirimere la
controversia.
    3.  Nella risoluzione delle controversie l'Autorita' persegue gli
obiettivi  di  cui  all'articolo  13. Gli obblighi che possono essere
imposti  ad un'impresa dall'Autorita' nel quadro della risoluzione di
una controversia sono conformi alle disposizioni del Codice.
    4.  La  decisione  dell'Autorita'  deve  essere motivata, nonche'
pubblicata   sul   Bollettino   ufficiale   e   sul   sito   Internet
dell'Autorita' nel rispetto delle norme in materia di riservatezza ed
ha  efficacia  dalla  data  di  notifica alle parti interessate ed e'
ricorribile in via giurisdizionale.
    5.  La procedura di cui ai commi 1, 3 e 4 non preclude alle parti
la possibilita' di adire un organo giurisdizionale.
 
      
 
                               Art. 24
              Risoluzione delle controversie transnazionali
    1.  Qualora  sorga  una controversia transnazionale tra parti, di
cui  almeno  una  stabilita  in  un altro Stato membro, relativamente
all'applicazione  del  Codice,  per la quale risulti competente anche
una  Autorita'  di  regolamentazione  di  un  altro  Stato membro, si
applica la procedura di cui ai commi 2, 3 e 4.
    2.  Le  parti  possono investire della controversia le competenti
Autorita'  nazionali  di regolamentazione. Queste ultime coordinano i
loro  sforzi in modo da pervenire alla risoluzione della controversia
secondo  gli  obiettivi  indicati dall'articolo 13. Qualsiasi obbligo
imposto  ad  un'impresa  da parte dell'Autorita' al fine di risolvere
una controversia e' conforme alle disposizioni del Codice.
    3.  L'Autorita', congiuntamente all'Autorita' di regolamentazione
dell'altro Stato membro, dichiara la propria incompetenza a risolvere
una  controversia con decisione vincolante, qualora entrambe le parti
vi  abbiano  espressamente  derogato  prevedendo  altri  mezzi per la
soluzione   della   controversia,  conformemente  a  quanto  disposto
dall'articolo  13.  L'Autorita'  e  l'Autorita'  di  regolamentazione
dell'altro  Stato  membro,  comunicano  tempestivamente alle parti la
decisione.  Se  la  controversia  non  e'  risolta  dalle parti entro
quattro mesi da tale comunicazione, e se non e' stato adito un organo
giurisdizionale, l'Autorita' coordina i propri sforzi con l'Autorita'
di  regolamentazione  dell'altro  Stato  membro  per  giungere ad una
soluzione  della  controversia,  in conformita' delle disposizioni di
cui all'articolo 13.
    4.  La  procedura  di  cui  al comma 2 non preclude alle parti la
possibilita' di adire un organo giurisdizionale.
 
      
 
 
                            Capo II
                        Autorizzazioni
 
                               Art. 25
    Autorizzazione  generale per le reti e i servizi di comunicazione
                             elettronica
    1.  L'attivita'  di  fornitura di reti o servizi di comunicazione
elettronica  e'  libera  ai  sensi  dell'articolo  3,  fatte salve le
condizioni  stabilite  nel  presente  Capo e le eventuali limitazioni
introdotte da disposizioni legislative regolamentari e amministrative
che  prevedano  un regime particolare per i cittadini o le imprese di
Paesi  non  appartenenti  all'Unione  europea o allo Spazio economico
europeo,  o  che  siano giustificate da esigenze della difesa e della
sicurezza  dello  Stato e della sanita' pubblica, compatibilmente con
le  esigenze  della  tutela  dell'ambiente e della protezione civile,
poste  da  specifiche  disposizioni, ivi comprese quelle vigenti alla
data di entrata in vigore del Codice.
    2.  Le  disposizioni  del  presente  Capo  si  applicano anche ai
cittadini o imprese di Paesi non appartenenti all'Unione europea, nel
caso  in  cui  lo  Stato  di  appartenenza  applichi,  nelle  materie
disciplinate  dal  presente Titolo, condizioni di piena reciprocita'.
Rimane  salvo quanto previsto da trattati internazionali cui l'Italia
aderisce o da specifiche convenzioni.
    3.   La   fornitura   di  reti  o  di  servizi  di  comunicazione
elettronica,  fatti  salvi gli obblighi specifici di cui all'articolo
28,  comma  2,  o  i  diritti  di  uso  di  cui  all'articolo  27, e'
assoggettata   ad   un'autorizzazione  generale,  che  consegue  alla
presentazione della dichiarazione di cui al comma 4.
    4.  L'impresa interessata presenta al Ministero una dichiarazione
resa  dalla  persona fisica titolare ovvero dal legale rappresentante
della  persona  giuridica, o da soggetti da loro delegati, contenente
l'intenzione   di   iniziare  la  fornitura  di  reti  o  servizi  di
comunicazione  elettronica, unitamente alle informazioni strettamente
necessarie per consentire al Ministero di tenere un elenco aggiornato
dei  fornitori  di reti e di servizi di comunicazione elettronica, da
pubblicare sul proprio Bollettino ufficiale e sul sito Internet. Tale
dichiarazione  costituisce denuncia di inizio attivita' e deve essere
conforme  al modello di cui all'allegato n. 9. L'impresa e' abilitata
ad   iniziare   la   propria   attivita'  a  decorrere  dall'avvenuta
presentazione  della  dichiarazione e nel rispetto delle disposizioni
sui  diritti  di  uso  stabilite negli articoli 27, 28 e 29. Ai sensi
dell'articolo  19  della  legge  7  agosto  1990, n. 241 e successive
modificazioni,  il Ministero, entro e non oltre sessanta giorni dalla
presentazione della di chiarazione, verifica d'ufficio la sussistenza
dei presupposti e dei requisiti richiesti e dispone, se del caso, con
provvedimento  motivato  da  notificare  agli  interessati  entro  il
medesimo  termine,  il  divieto  di  prosecuzione  dell'attivita'. Le
imprese  titolari  di  autorizzazione  sono tenute all'iscrizione nel
registro degli operatori di comunicazione di cui all'articolo 1 della
legge 31 luglio 1997, n. 249.
    5.  La cessazione dell'esercizio di una rete o dell'offerta di un
servizio di comunicazione elettronica, puo' aver luogo in ogni tempo.
La  cessazione  deve  essere  comunicata agli utenti almeno 90 giorni
prima,  informandone  contestualmente  il  Ministero. Tale termine e'
ridotto  a  trenta  giorni  nel caso di cessazione dell'offerta di un
profilo tariffario.
    6.  Le autorizzazioni generali hanno durata non superiore a venti
anni  e  sono  rinnovabili. L'impresa interessata puo' indicare nella
dichiarazione  di cui al comma 4 un periodo inferiore. Per il rinnovo
si applica la procedura di cui al medesimo comma 4 e la presentazione
della  dichiarazione  deve  avvenire  con sessanta giorni di anticipo
rispetto alla scadenza.
    7.  La  scadenza  dell'autorizzazione generale coincide con il 31
dicembre dell'ultimo anno di validita'.
    8.  Una autorizzazione generale puo' essere ceduta a terzi, anche
parzialmente   e  sotto  qualsiasi  forma,  previa  comunicazione  al
Ministero  nella  quale siano chiaramente indicati le frequenze radio
ed  i  numeri oggetto di cessione. Il Ministero entro sessanta giorni
dalla  presentazione  della  relativa  istanza  da parte dell'impresa
cedente,  puo'  comunicare  il  proprio  diniego  fondato  sulla  non
sussistenza in capo all'impresa cessionaria dei requisiti oggettivi e
soggettivi per il rispetto delle condizioni di cui all'autorizzazione
medesima. Il termine e' interrotto per una sola volta se il Ministero
richiede  chiarimenti o documentazione ulteriore e decorre nuovamente
dalla  data  in  cui  pervengono  al  Ministero  stesso  i  richiesti
chiarimenti o documenti.
 
      
                  Note all'art. 25:
              - L'art.  19 della legge 7 agosto 1990, n. 241, recante
          :  «Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e
          di  diritto  di  accesso ai documenti amministrativi» cosi'
          recita:
              «Art.  19.  -  1. In tutti i casi in cui l'esercizio di
          un'attivita'  privata  sia  subordinato  ad autorizzazione,
          licenza, abilitazione, nulla-osta, permesso o altro atto di
          consenso   comunque   denominato,   ad   esclusione   delle
          concessioni  edilizie  e delle autorizzazioni rilasciate ai
          sensi  della  legge  1° giugno  1939,  n. 1089, della legge
          29 giugno  1939,  n.  1497,  e  del decreto-legge 27 giugno
          1985,  n.  312,  convertito, con modificazioni, dalla legge
          8 agosto   1985,   n.   431,   il   cui   rilascio  dipenda
          esclusivamente  dall'accertamento  dei  presupposti  e  dei
          requisiti  di  legge,  senza  l'esperimento di prove a cio'
          destinate     che     comportino    valutazioni    tecniche
          discrezionali,   e   non   sia   previsto  alcun  limite  o
          contingente  complessivo per il rilascio degli atti stessi,
          l'atto di consenso si intende sostituito da una denuncia di
          inizio di attivita' da parte dell'interessato alla pubblica
          amministrazione   competente,  attestante  l'esistenza  dei
          presupposti   e   dei  requisiti  di  legge,  eventualmente
          accompagnata  dall'autocertificazione  dell'esperimento  di
          prove  a cio' destinate, ove previste. In tali casi, spetta
          all'amministrazione  competente, entro e non oltre sessanta
          giorni  dalla denuncia, verificare d'ufficio la sussistenza
          dei  presupposti  e  dei  requisiti  di  legge  richiesti e
          disporre,  se  del  caso,  con  provvedimento  motivato  da
          notificare  all'interessato  entro  il medesimo termine, il
          divieto  di  prosecuzione dell'attivita' e la rimozione dei
          suoi   effetti,   salvo   che,   ove  cio'  sia  possibile,
          l'interessato  provveda a conformare alla normativa vigente
          detta   attivita'  ed  i  suoi  effetti  entro  il  termine
          prefissatogli dall'amministrazione stessa.».
              - L'art. 1 della legge 31 luglio 1997, n. 249, recante:
          «Istituzione   dell'Autorita'   per   le   garanzie   nelle
          comunicazioni e norme sui sistemi delle telecomunicazioni e
          radiotelevisivo» cosi' come modificato dal presente decreto
          e' il seguente:
              «    Art.1    (Autorita'    per   le   garanzie   nelle
          comunicazioni).  -  1.  E'  istituita  l'Autorita'  per  le
          garanzie   nelle   comunicazioni,   di  seguito  denominata
          "Autorita'",  la  quale  opera  in  piena  autonomia  e con
          indipendenza di giudizio e di valutazione.
              2.   Ferme   restando   le   attribuzioni   di  cui  al
          decreto-legge  1° dicembre  1993,  n.  487, convertito, con
          modificazioni,  dalla  legge  29 gennaio  1994,  n.  71, il
          Ministero  delle  poste e delle telecomunicazioni assume la
          denominazione di "Ministero delle comunicazioni".
              3.   Sono   organi  dell'Autorita'  il  presidente,  la
          commissione per le infrastrutture e le reti, la commissione
          per  i  servizi  e  i  prodotti  e  il  consiglio. Ciascuna
          commissione  e' organo collegiale costituito dal presidente
          dell'Autorita'  e  da  quattro  commissari. Il consiglio e'
          costituito  dal  presidente  e  da  tutti  i commissari. Il
          Senato  della  Repubblica e la Camera dei deputati eleggono
          quattro  commissari  ciascuno, i quali vengono nominati con
          decreto del Presidente della Repubblica. Ciascun senatore e
          ciascun  deputato esprime il voto indicando due nominativi,
          uno  per  la  commissione  per le infrastrutture e le reti,
          l'altro  per  la commissione per i servizi e i prodotti. In
          caso  di  morte,  di  dimissioni  o  di  impedimento  di un
          commissario,  la  Camera competente procede all'elezione di
          un nuovo commissario che resta in carica fino alla scadenza
          ordinaria   del  mandato  dei  componenti  l'Autorita'.  Al
          commissario  che  subentri  quando mancano meno di tre anni
          alla  predetta scadenza ordinaria non si applica il divieto
          di  conferma  di  cui  all'art.  2,  comma  8,  della legge
          14 novembre  1995,  n. 481. Il presidente dell'Autorita' e'
          nominato  con  decreto  del  Presidente della Repubblica su
          proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri d'intesa
          con  il  Ministro  delle comunicazioni. La designazione del
          nominativo  del  presidente  dell'Autorita'  e' previamente
          sottoposta   al   parere   delle   competenti   Commissioni
          parlamentari  ai  sensi dell'art. 2 della legge 14 novembre
          1995, n. 481.
              4. La Commissione parlamentare per l'indirizzo generale
          e  la  vigilanza  dei  servizi  radiotelevisivi verifica il
          rispetto  delle  norme  previste dagli articoli 1 e 4 della
          legge  14 aprile  1975, n. 103, dalla legge 25 giugno 1993,
          n. 206, e dall'art. 1 del decreto-legge 23 ottobre 1996, n.
          545, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 dicembre
          1996, n. 650.
              5.   Ai   componenti  dell'Autorita'  si  applicano  le
          disposizioni  di cui all'art. 2, commi 8, 9, 10 e 11, della
          legge 14 novembre 1995, n. 481.
              6. Le competenze dell'Autorita' sono cosi' individuate:
                a) la  commissione  per  le  infrastrutture e le reti
          esercita le seguenti funzioni:
                  1)  esprime parere al Ministero delle comunicazioni
          sullo  schema  del  piano  nazionale  di ripartizione delle
          frequenze  da  approvare  con  decreto  del  Ministro delle
          comunicazioni,  sentiti  gli  organismi  di  cui al comma 3
          dell'art. 3 della legge 6 agosto 1990, n. 223, indicando le
          frequenze  destinate  al  servizio di protezione civile, in
          particolare   per  quanto  riguarda  le  organizzazioni  di
          volontariato e il Corpo nazionale del soccorso alpino;
                  2)  elabora,  avvalendosi  anche  degli  organi del
          Ministero  delle  comunicazioni e sentite la concessionaria
          pubblica  e  le  associazioni  a  carattere  nazionale  dei
          titolari di emittenti o reti private nel rispetto del piano
          nazionale  di  ripartizione  delle  frequenze,  i  piani di
          assegnazione  delle frequenze, comprese quelle da assegnare
          alle  strutture  di protezione civile ai sensi dell'art. 11
          della  legge  24 febbraio  1992, n. 225, in particolare per
          quanto  riguarda  le  organizzazioni  di  volontariato e il
          Corpo  nazionale  del  soccorso  alpino,  e li approva, con
          esclusione  delle  bande  attribuite  in  uso  esclusivo al
          Ministero   della   difesa   che   provvede  alle  relative
          assegnazioni.    Per    quanto   concerne   le   bande   in
          compartecipazione    con   il   Ministero   della   difesa,
          l'Autorita'   provvede   al  previo  coordinamento  con  il
          medesimo;
                  3)   definisce,   fermo  restando  quanto  previsto
          dall'art.  15  della  legge  31 dicembre  1996,  n. 675, le
          misure   di   sicurezza   delle  comunicazioni  e  promuove
          l'intervento degli organi del Ministero delle comunicazioni
          per  l'eliminazione  delle  interferenze elettromagnetiche,
          anche  attraverso  la modificazione di impianti, sempreche'
          conformi all'equilibrio dei piani di assegnazione;
                  4)   sentito   il   parere   del   Ministero  delle
          comunicazioni  e  nel rispetto della normativa comunitaria,
          determina  gli  standard  per  i  decodificatori in modo da
          favorire la fruibilita' del servizio;
                  5)  cura  la tenuta del registro degli operatori di
          comunicazione  al quale si devono iscrivere in virtu' della
          presente legge i soggetti destinatari di concessione ovvero
          di  autorizzazione  in base alla vigente normativa da parte
          dell'Autorita'   o  delle  amministrazioni  competenti,  le
          imprese   concessionarie   di  pubblicita'  da  trasmettere
          mediante  impianti radiofonici o televisivi o da diffondere
          su   giornali   quotidiani   o  periodici,  le  imprese  di
          produzione  e  distribuzione  dei  programmi  radiofonici e
          televisivi,   nonche'   le  imprese  editrici  di  giornali
          quotidiani,  di  periodici o riviste e le agenzie di stampa
          di  carattere  nazionale,  nonche' le imprese fornitrici di
          servizi  telematici  e  di  telecomunicazioni  ivi compresa
          l'editoria   elettronica  e  digitale;  nel  registro  sono
          altresi'  censite  le infrastrutture di diffusione operanti
          nel   territorio  nazionale.  L'Autorita'  adotta  apposito
          regolamento per l'organizzazione e la tenuta del registro e
          per  la  definizione  dei  criteri  di  individuazione  dei
          soggetti  tenuti  all'iscrizione  diversi  da  quelli  gia'
          iscritti  al  registro alla data di entrata in vigore della
          presente legge;
                  6)  dalla data di entrata in vigore del regolamento
          di  cui  al  numero  5) sono abrogate tutte le disposizioni
          concernenti  la  tenuta  e  l'organizzazione  del  Registro
          nazionale  della  stampa  e  del  Registro  nazionale delle
          imprese  radiotelevisive  contenute  nella  legge  5 agosto
          1981,  n.  416,  e  successive modificazioni, e nella legge
          6 agosto  1990,  n.  223, nonche' nei regolamenti di cui al
          decreto  del Presidente della Repubblica 27 aprile 1982, n.
          268, al decreto del Presidente della Repubblica 15 febbraio
          1983,  n.  49, e al decreto del Presidente della Repubblica
          27 marzo 1992, n. 255. Gli atti relativi ai registri di cui
          al  presente  numero esistenti presso l'ufficio del Garante
          per   la   radiodiffusione  e  l'editoria  sono  trasferiti
          all'Autorita' ai fini di quanto previsto dal numero 5);
                  7) definisce criteri obiettivi e trasparenti, anche
          con     riferimento     alle     tariffe    massime,    per
          l'interconnessione  e  per l'accesso alle infrastrutture di
          telecomunicazione secondo criteri di non discriminazione;
                  8)  regola  le relazioni tra gestori e utilizzatori
          delle  infrastrutture di telecomunicazioni e verifica che i
          gestori di infrastrutture di telecomunicazioni garantiscano
          i   diritti   di   interconnessione   e   di  accesso  alle
          infrastrutture  ai  soggetti  che  gestiscono  reti  ovvero
          offrono  servizi  di  telecomunicazione;  promuove  accordi
          tecnologici  tra  gli  operatori del settore per evitare la
          proliferazione  di  impianti  tecnici  di  trasmissione sul
          territorio;
                  9)   sentite   le   parti  interessate,  dirime  le
          controversie  in  tema  di  interconnessione e accesso alle
          infrastrutture  di  telecomunicazione  entro novanta giorni
          dalla notifica della controversia;
                  10)   riceve   periodicamente   un'informativa  dai
          gestori del servizio pubblico di telecomunicazioni sui casi
          di   interruzione  del  servizio  agli  utenti,  formulando
          eventuali  indirizzi  sulle  modalita' di interruzione. Gli
          utenti  interessati  possono proporre ricorso all'Autorita'
          avverso  le interruzioni del servizio, nei casi previsti da
          un apposito regolamento definito dalla stessa Autorita';
                  11)   individua,   in  conformita'  alla  normativa
          comunitaria,  alle leggi, ai regolamenti e in particolare a
          quanto  previsto nell'art. 5, comma 5, l'ambito oggettivo e
          soggettivo  degli eventuali obblighi di servizio universale
          e   le  modalita'  di  determinazione  e  ripartizione  del
          relativo costo, e ne propone le eventuali modificazioni;
                  12)   promuove   l'interconnessione   dei   sistemi
          nazionali di telecomunicazione con quelli di altri Paesi;
                  13)  determina,  sentiti i soggetti interessati che
          ne  facciano  richiesta, i criteri di definizione dei piani
          di  numerazione  nazionale  delle  reti  e  dei  servizi di
          telecomunicazione,   basati  su  criteri  di  obiettivita',
          trasparenza, non discriminazione, equita' e tempestivita';
                  14)   interviene   nelle  controversie  tra  l'ente
          gestore  del  servizio  di  telecomunicazioni  e gli utenti
          privati;
                  15)  vigila sui tetti di radiofrequenze compatibili
          con  la  salute  umana e verifica che tali tetti, anche per
          effetto  congiunto di piu' emissioni elettromagnetiche, non
          vengano superati, anche avvalendosi degli organi periferici
          del  Ministero  delle  comunicazioni.  Il  rispetto di tali
          indici rappresenta condizione obbligatoria per le licenze o
          le  concessioni all'installazione di apparati con emissioni
          elettromagnetiche. Il Ministero dell'ambiente, d'intesa con
          il  Ministero  della  sanita'  e  con  il  Ministero  delle
          comunicazioni,  sentiti  l'Istituto  superiore di sanita' e
          l'Agenzia nazionale per la protezione dell'ambiente (ANPA),
          fissa  entro  sessanta  giorni  i  tetti di cui al presente
          numero, tenendo conto anche delle norme comunitarie;
                b) la commissione per i servizi e i prodotti:
                  1) vigila sulla conformita' alle prescrizioni della
          legge  dei  servizi  e  dei  prodotti  che  sono forniti da
          ciascun  operatore  destinatario  di  concessione ovvero di
          autorizzazione  in  base alla vigente normativa promuovendo
          l'integrazione  delle  tecnologie e dell'offerta di servizi
          di telecomunicazioni;
                  2)  emana  direttive concernenti i livelli generali
          di  qualita'  dei  servizi  e  per  l'adozione, da parte di
          ciascun   gestore,   di  una  carta  del  servizio  recante
          l'indicazione  di  standard  minimi  per  ogni  comparto di
          attivita';
                  3)  vigila  sulle  modalita'  di  distribuzione dei
          servizi e dei prodotti, inclusa la pubblicita' in qualunque
          forma  diffusa,  fatte salve le competenze attribuite dalla
          legge  a diverse autorita', e puo' emanare regolamenti, nel
          rispetto delle norme dell'Unione europea, per la disciplina
          delle  relazioni  tra  gestori  di  reti  fisse  e mobili e
          operatori che svolgono attivita' di rivendita di servizi di
          telecomunicazioni;
                  4)  assicura  il  rispetto  dei  periodi minimi che
          debbono   trascorrere   per   l'utilizzazione  delle  opere
          audiovisive  da  parte  dei diversi servizi a partire dalla
          data  di  edizione  di  ciascuna opera, in osservanza della
          normativa  vigente, tenuto conto anche di eventuali diversi
          accordi tra produttori;
                  4-bis)   svolge   i  compiti  attribuiti  dall'art.
          182-bis  della  legge  22 aprile 1941, n. 633, e successive
          modificazioni;
                  5)  in materia di pubblicita' sotto qualsiasi forma
          e  di  televendite,  emana  i  regolamenti  attuativi delle
          disposizioni  di  legge  e regola l'interazione organizzata
          tra  il  fornitore  del prodotto o servizio o il gestore di
          rete  e l'utente, che comporti acquisizione di informazioni
          dall'utente,  nonche'  l'utilizzazione  delle  informazioni
          relative agli utenti;
                  6) verifica il rispetto nel settore radiotelevisivo
          delle  norme  in materia di tutela dei minori anche tenendo
          conto   dei  codici  di  autoregolamentazione  relativi  al
          rapporto  tra  televisione e minori e degli indirizzi della
          Commissione  parlamentare  per  l'indirizzo  generale  e la
          vigilanza dei servizi radiotelevisivi;
                  7) vigila sul rispetto della tutela delle minoranze
          linguistiche  riconosciute  nell'ambito  del  settore delle
          comunicazioni di massa;
                  8) verifica il rispetto nel settore radiotelevisivo
          delle norme in materia di diritto di rettifica;
                  9)  garantisce  l'applicazione  delle  disposizioni
          vigenti    sulla    propaganda,    sulla    pubblicita'   e
          sull'informazione politica nonche' l'osservanza delle norme
          in  materia  di  equita'  di  trattamento  e  di parita' di
          accesso   nelle   pubblicazioni  e  nella  trasmissione  di
          informazione  e  di propaganda elettorale ed emana le norme
          di attuazione;
                  10)  propone  al  Ministero  delle comunicazioni lo
          schema  della  convenzione  annessa  alla  concessione  del
          servizio  pubblico  radiotelevisivo e verifica l'attuazione
          degli  obblighi  previsti  nella  suddetta convenzione e in
          tutte le altre che vengono stipulate tra concessionaria del
          servizio   pubblico   e   amministrazioni   pubbliche.   La
          Commissione  parlamentare  per  l'indirizzo  generale  e la
          vigilanza   dei   servizi  radiotelevisivi  esprime  parere
          obbligatorio   entro   trenta   giorni   sullo   schema  di
          convenzione   e   sul   contratto   di   servizio   con  la
          concessionaria  del  servizio  pubblico; inoltre, vigila in
          ordine all'attuazione delle finalita' del predetto servizio
          pubblico;
                  11)  cura  le rilevazioni degli indici di ascolto e
          di  diffusione  dei  diversi mezzi di comunicazione; vigila
          sulla  correttezza delle indagini sugli indici di ascolto e
          di  diffusione  dei diversi mezzi di comunicazione rilevati
          da  altri  soggetti, effettuando verifiche sulla congruita'
          delle  metodologie utilizzate e riscontri sulla veridicita'
          dei   dati   pubblicati,   nonche'  sui  monitoraggi  delle
          trasmissioni  televisive  e  sull'operato delle imprese che
          svolgono  le  indagini;  la  manipolazione dei dati tramite
          metodologie   consapevolmente   errate  ovvero  tramite  la
          consapevole  utilizzazione di dati falsi e' punita ai sensi
          dell'art.  476,  primo comma, del codice penale; laddove la
          rilevazione  degli indici di ascolto non risponda a criteri
          universalistici del campionamento rispetto alla popolazione
          o  ai  mezzi  interessati,  l'Autorita'  puo' provvedere ad
          effettuare le rilevazioni necessarie;
                  12)  verifica  che la pubblicazione e la diffusione
          dei  sondaggi  sui  mezzi  di  comunicazione di massa siano
          effettuate  rispettando  i  criteri contenuti nell'apposito
          regolamento che essa stessa provvede ad emanare;
                  13)  effettua  il  monitoraggio  delle trasmissioni
          radiotelevisive,   anche   avvalendosi   degli  ispettorati
          territoriali del Ministero delle comunicazioni;
                  14) applica le sanzioni previste dall'art. 31 della
          legge 6 agosto 1990, n. 223;
                  15)  favorisce  l'integrazione  delle  tecnologie e
          dell'offerta di servizi di comunicazioni;
                c) il consiglio:
                  1) segnala al Governo l'opportunita' di interventi,
          anche    legislativi,   in   relazione   alle   innovazioni
          tecnologiche   ed  all'evoluzione,  sul  piano  interno  ed
          internazionale, del settore delle comunicazioni;
                  2)    garantisce    l'applicazione    delle   norme
          legislative  sull'accesso ai mezzi e alle infrastrutture di
          comunicazione,   anche  attraverso  la  predisposizione  di
          specifici regolamenti;
                  3)   promuove   ricerche  e  studi  in  materia  di
          innovazione  tecnologica  e  di  sviluppo nel settore delle
          comunicazioni e dei servizi multimediali, anche avvalendosi
          dell'Istituto     superiore    delle    poste    e    delle
          telecomunicazioni,   che   viene  riordinato  in  "Istituto
          superiore    delle   comunicazioni   e   delle   tecnologie
          dell'informazione", ai sensi dell'art. 12, comma 1, lettera
          b), del decreto-legge 1° dicembre 1993, n. 487, convertito,
          con modificazioni, dalla legge 29 gennaio 1994, n. 71;
                  4)  adotta  i  regolamenti  di  cui  al comma 9 e i
          provvedimenti di cui ai commi 11 e 12;
                  5) adotta le disposizioni attuative del regolamento
          di  cui  all'art.  1, comma 2, del decreto-legge 23 ottobre
          1996,  n.  545,  convertito, con modificazioni, dalla legge
          23 dicembre 1996, n. 650, sui criteri e sulle modalita' per
          il  rilascio  delle licenze e delle autorizzazioni e per la
          determinazione   dei   relativi   contributi,   nonche'  il
          regolamento sui criteri e sulle modalita' di rilascio delle
          concessioni    e    delle    autoriz-zazioni   in   materia
          radiotelevisiva e per la determinazione dei relativi canoni
          e contributi;
                  6)  propone  al  Ministero  delle  comunicazioni  i
          disciplinari  per  il  rilascio  delle  concessioni e delle
          autorizzazioni  in  materia  radiotelevisiva sulla base dei
          regolamenti approvati dallo stesso consiglio;
                  7)  verifica  i  bilanci  ed  i  dati relativi alle
          attivita'  ed  alla  proprieta'  dei soggetti autorizzati o
          concessionari   del   servizio   radiotelevisivo,   secondo
          modalita' stabilite con regolamento;
                  8)  accerta  la  effettiva sussistenza di posizioni
          dominanti nel settore radiotelevisivo e comunque vietate ai
          sensi   della   presente   legge  e  adotta  i  conseguenti
          provvedimenti;
                  9)  assume le funzioni e le competenze assegnate al
          Garante  per  la  radiodiffusione  e l'editoria, escluse le
          funzioni  in  precedenza  assegnate al Garante ai sensi del
          comma  1  dell'art. 20 della legge 10 ottobre 1990, n. 287,
          che e' abrogato;
                  10)  accerta  la mancata osservanza, da parte della
          societa'   concessionaria   del   servizio  radiotelevisivo
          pubblico,   degli  indirizzi  formulati  dalla  Commissione
          parlamentare  per  l'indirizzo  generale e la vigilanza dei
          servizi radiotelevisivi ai sensi degli articoli 1 e 4 della
          legge   14 aprile   1975,   n.   103,   e   richiede   alla
          concessionaria   stessa   l'attivazione   dei  procedimenti
          disciplinari previsti dai contratti di lavoro nei confronti
          dei dirigenti responsabili;
                  11)  esprime,  entro  trenta giorni dal ricevimento
          della  relativa  documentazione,  parere  obbligatorio  sui
          provvedimenti,  riguardanti  operatori  del  settore  delle
          comunicazioni,  predisposti  dall'Autorita'  garante  della
          concorrenza e del mercato in applicazione degli articoli 2,
          3,  4 e 6 della legge 10 ottobre 1990, n. 287; decorso tale
          termine  i provvedimenti sono adottati anche in mancanza di
          detto parere;
                  12)  entro  il  30 giugno  di ogni anno presenta al
          Presidente  del  Consiglio dei Ministri per la trasmissione
          al   Parlamento   una   relazione   sull'attivita'   svolta
          dall'Autorita'  e  sui  programmi  di  lavoro; la relazione
          contiene,  fra  l'altro,  dati  e  rendiconti  relativi  ai
          settori  di  competenza,  in particolare per quanto attiene
          allo  sviluppo  tecnologico,  alle risorse, ai redditi e ai
          capitali,  alla  diffusione  potenziale  ed effettiva, agli
          ascolti  e  alle  letture  rilevate,  alla pluralita' delle
          opinioni    presenti    nel   sistema   informativo,   alle
          partecipazioni  incrociate  tra  radio, televisione, stampa
          quotidiana, stampa periodica e altri mezzi di comunicazione
          a livello nazionale e comunitario;
                  13)  autorizza  i trasferimenti di proprieta' delle
          societa'   che   esercitano   l'attivita'   radiotelevisiva
          previsti dalla legge;
                  14)  esercita  tutte  le  altre  funzioni  e poteri
          previsti  nella  legge  14 novembre  1995,  n. 481, nonche'
          tutte  le  altre  funzioni dell'Autorita' non espressamente
          attribuite alla commissione per le infrastrutture e le reti
          e alla commissione per i servizi e i prodotti.
              7.  Le  competenze  indicate  al comma 6 possono essere
          ridistribuite   con   il   regolamento   di  organizzazione
          dell'Autorita' di cui al comma 9.
              8.  La separazione contabile e amministrativa, cui sono
          tenute  le  imprese  operanti  nel  settore destinatarie di
          concessioni     o     autorizzazioni,    deve    consentire
          l'evidenziazione   dei   corrispettivi   per   l'accesso  e
          l'interconnessione       alle       infrastrutture       di
          telecomunicazione, l'evidenziazione degli oneri relativi al
          servizio    universale    e    quella   dell'attivita'   di
          installazione  e  gestione delle infrastrutture separata da
          quella   di   fornitura   del   servizio   e   la  verifica
          dell'insussistenza  di  sussidi  incrociati  e  di pratiche
          discriminatorie.   La  separazione  contabile  deve  essere
          attuata   nel  termine  previsto  dal  regolamento  di  cui
          all'art.  1, comma 2, del decreto-legge 23 ottobre 1996, n.
          545, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 dicembre
          1996,  n.  650.  Le  imprese  operanti  nel  settore  delle
          telecomunicazioni     pubblicano     entro     due     mesi
          dall'approvazione del bilancio un documento riassuntivo dei
          dati  di  bilancio,  con l'evidenziazione degli elementi di
          cui al presente comma.
              9.   L'Autorita',   entro   novanta  giorni  dal  primo
          insediamento,    adotta    un    regolamento    concernente
          l'organizzazione   e   il   funzionamento,   i  bilanci,  i
          rendiconti  e la gestione delle spese, anche in deroga alle
          disposizioni   sulla  contabilita'  generale  dello  Stato,
          nonche' il trattamento giuridico ed economico del personale
          addetto,  sulla base della disciplina contenuta nella legge
          14 novembre  1995,  n.  481,  prevedendo  le  modalita'  di
          svolgimento  dei  concorsi  e le procedure per l'immissione
          nel  ruolo  del  personale  assunto  con  contratto a tempo
          determinato  ai  sensi  del  comma 18. L'Autorita' provvede
          all'autonoma   gestione   delle   spese   per   il  proprio
          funzionamento  nei  limiti del fondo stanziato a tale scopo
          nel  bilancio  dello Stato ed iscritto in apposito capitolo
          dello  stato  di  previsione  della spesa del Ministero del
          tesoro.  L'Autorita'  adotta  regolamenti  sulle  modalita'
          operative  e comportamentali del personale, dei dirigenti e
          dei  componenti  della Autorita' attraverso l'emanazione di
          un  documento denominato Codice etico dell'Autorita' per le
          garanzie  nelle  comunicazioni.  Tutte  le  delibere  ed  i
          regolamenti   di   cui  al  presente  comma  sono  adottati
          dall'Autorita'  con  il  voto  favorevole della maggioranza
          assoluta dei suoi componenti.
              10. Qualunque soggetto, portatore di interessi pubblici
          o   privati,  nonche'  i  portatori  di  interessi  diffusi
          costituiti  in  associazioni o comitati, cui possa derivare
          un   pregiudizio   dal  provvedimento,  hanno  facolta'  di
          denunziare violazioni di norme di competenza dell'Autorita'
          e di intervenire nei procedimenti.
              11.  L'Autorita' disciplina con propri provvedimenti le
          modalita'   per  la  soluzione  non  giurisdizionale  delle
          controversie  che  possono insorgere fra utenti o categorie
          di  utenti  ed  un  soggetto  autorizzato o destinatario di
          licenze  oppure  tra  soggetti autorizzati o destinatari di
          licenze tra loro. Per le predette controversie, individuate
          con provvedimenti dell'Autorita', non puo' proporsi ricorso
          in  sede  giurisdizionale fino a che non sia stato esperito
          un  tentativo  obbligatorio  di  conciliazione  da ultimare
          entro   trenta   giorni  dalla  proposizione  del-l'istanza
          all'Autorita'.  A  tal  fine,  i  termini per agire in sede
          giurisdi-zionale   sono  sospesi  fino  alla  scadenza  del
          termine    per   la   conclusione   del   procedimento   di
          conciliazione.
              12.   I  provvedimenti  dell'Autorita'  definiscono  le
          procedure   relative   ai  criteri  minimi  adottati  dalle
          istituzioni  dell'Unione  europea  per  la regolamentazione
          delle   procedure   non   giurisdizionali   a   tutela  dei
          consumatori   e   degli   utenti.   I  criteri  individuati
          dall'Autorita'  nella  definizione delle predette procedure
          costituiscono    principi    per   la   definizione   delle
          controversie   che  le  parti  concordino  di  deferire  ad
          arbitri.
              13.  L'Autorita'  si  avvale degli organi del Ministero
          delle   comunicazioni   e   degli   organi   del  Ministero
          dell'interno  per la sicurezza e la regolarita' dei servizi
          di   telecomunicazioni   nonche'   degli   organi  e  delle
          istituzioni  di  cui puo' attualmente avvalersi, secondo le
          norme   vigenti,   il  Garante  per  la  radiodiffusione  e
          l'editoria.  Riconoscendo  le esigenze di decentramento sul
          territorio  al fine di assicurare le necessarie funzioni di
          governo,   di   garanzia   e   di   controllo  in  tema  di
          comunicazione,  sono funzionalmente organi dell'Autorita' i
          comitati   regionali  per  le  comunicazioni,  che  possono
          istituirsi    con    leggi   regionali   entro   sei   mesi
          dall'insediamento,  ai  quali  sono  altresi' attribuite le
          competenze   attualmente   svolte  dai  comitati  regionali
          radiotelevisivi.  L'Autorita',  d'intesa  con la Conferenza
          permanente  per  i  rapporti  tra lo Stato, le regioni e le
          province  autonome  di  Trento  e di Bolzano, individua gli
          indirizzi  generali  relativi  ai  requisiti  richiesti  ai
          componenti, ai criteri di incompatibilita' degli stessi, ai
          modi  organizzativi  e di finanziamento dei comitati. Entro
          il  termine  di  cui  al  secondo  periodo  e  in  caso  di
          inadempienza  le  funzioni  dei  comitati  regionali per le
          comunicazioni   sono   assicurate  dai  comitati  regionali
          radiotelevisivi   operanti.  L'Autorita'  d'intesa  con  la
          Conferenza  permanente  per  i  rapporti  tra  lo Stato, le
          regioni  e  le  province  autonome  di  Trento e di Bolzano
          adotta  un  regolamento  per  definire  le  materie  di sua
          competenza   che   possono   essere  delegate  ai  comitati
          regionali  per  le  comunicazioni.  Nell'esplicazione delle
          funzioni  l'Autorita'  puo'  richiedere  la  consulenza  di
          soggetti   o   organismi  di  riconosciuta  indipendenza  e
          competenza.  Le  comunicazioni  dirette  all'Autorita' sono
          esenti  da  bollo.  L'Autorita'  si coordina con i preposti
          organi  dei  Ministeri  della difesa e dell'interno per gli
          aspetti di comune interesse.
              14. Il reclutamento del personale di ruolo dei comitati
          regionali  per  le  comunicazioni  avviene prioritariamente
          mediante  le  procedure  di mobilita' previste dall'art. 4,
          comma   2,   del  decreto-legge  12 maggio  1995,  n.  163,
          convertito,  con modificazioni, dalla legge 11 luglio 1995,
          n. 273, per il personale in ruolo del Ministero delle poste
          e  delle  telecomunicazioni  che,  alla  data di entrata in
          vigore  della presente legge, risulti applicato al relativo
          ispettorato territoriale. Analoga priorita' e' riconosciuta
          al  personale  in  posizione  di  comando  dall'Ente  poste
          italiane  presso  gli  stessi ispettorati territoriali, nei
          limiti  della  dotazione  organica del Ministero, stabilita
          dal  decreto-legge  23 ottobre  1996, n. 540, i cui effetti
          sono  stati  fatti  salvi  dalla legge 23 dicembre 1996, n.
          650.
              15.  Con decreto del Ministro dell'interno, di concerto
          con  il  Ministro delle comunicazioni e con il Ministro del
          tesoro,  sono  determinati  le strutture, il personale ed i
          mezzi  di  cui  si  avvale  il  servizio  di  polizia delle
          telecomunicazioni, nei limiti delle dotazioni organiche del
          personale  del  Ministero dell'interno e degli stanziamenti
          iscritti  nello stato di previsione dello stesso Ministero,
          rubrica  sicurezza pubblica. Con decreto del Ministro delle
          finanze,  di  concerto con il Ministro dell'interno, con il
          Ministro  delle comunicazioni e con il Ministro del tesoro,
          sono determinati le strutture, il personale e i mezzi della
          Guardia di finanza per i compiti d'istituto nello specifico
          settore della radiodiffusione e dell'editoria.
              16. (Comma abrogato dal presente decreto).
              17.  E'  istituito  il  ruolo  organico  del  personale
          dipendente  dell'Autorita'  nel  limite di duecentosessanta
          unita'.   Alla   definitiva   determinazione  della  pianta
          organica   si   procede  con  decreto  del  Presidente  del
          Consiglio  dei  Ministri  su  proposta  del  Ministro delle
          comunicazioni  di concerto con il Ministro del tesoro e con
          il  Ministro  per  la funzione pubblica, su parere conforme
          dell'Autorita',  in  base  alla  rilevazione dei carichi di
          lavoro,   anche  mediante  il  ricorso  alle  procedure  di
          mobilita'    previste    dalla    normativa    vigente    e
          compatibilmente  con  gli stanziamenti ordinari di bilancio
          previsti per il funzionamento dell'Autorita'.
              18.  L'Autorita',  in  aggiunta  al personale di ruolo,
          puo' assumere direttamente dipendenti con contratto a tempo
          determinato,  disciplinato  dalle norme di diritto privato,
          in numero non superiore a sessanta unita', con le modalita'
          previste  dall'art.  2,  comma  30, della legge 14 novembre
          1995, n. 481.
              19.  L'Autorita' puo' avvalersi, per motivate esigenze,
          di  dipendenti  dello  Stato  o  di  altre  amministrazioni
          pubbliche  o  di  enti  pubblici  collocati in posizione di
          fuori   ruolo   nelle   forme   previste   dai   rispettivi
          ordinamenti,  ovvero  in  aspettativa ai sensi dell'art. 13
          del decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980,
          n.   382,   e   successive  modificazioni,  in  numero  non
          superiore,  complessivamente,  a  trenta  unita'  e per non
          oltre  il  20  per  cento  delle  qualifiche  dirigenziali,
          lasciando  non coperto un corrispondente numero di posti di
          ruolo. Al personale di cui al presente comma e' corrisposta
          l'indennita'   prevista   dall'art.   41  del  decreto  del
          Presidente della Repubblica 10 luglio 1991, n. 231.
              20.  In  sede  di prima attuazione della presente legge
          l'Autorita'  puo'  provvedere al reclutamento del personale
          di  ruolo,  nella misura massima del 50 per cento dei posti
          disponibili   nella   pianta  organica,  mediante  apposita
          selezione   proporzionalmente   alle   funzioni   ed   alle
          competenze  trasferite nell'ambito del personale dipendente
          dal   Ministero  delle  comunicazioni  e  dall'ufficio  del
          Garante  per  la  radiodiffusione  e  l'editoria purche' in
          possesso    delle    competenze    e   dei   requisiti   di
          professionalita' ed esperienza richiesti per l'espletamento
          delle singole funzioni.
              21.  All'Autorita'  si applicano le disposizioni di cui
          all'art.  2  della  legge  14 novembre  1995,  n.  481, non
          derogate   dalle  disposizioni  della  presente  legge.  Le
          disposizioni  del  comma  9, limitatamente alla deroga alle
          norme  sulla contabilita' generale dello Stato, nonche' dei
          commi 16 e 19 del presente articolo si applicano anche alle
          altre  Autorita' istituite dalla legge 14 novembre 1995, n.
          481, senza oneri a carico dello Stato.
              22.  Con  effetto  dalla  data di entrata in vigore del
          regolamento  di  organizzazione  previsto  dal  comma 9 del
          presente  articolo, sono abrogati i commi 1, 2, 3, 4, 5, 12
          e 13 dell'art. 6 della legge 6 agosto 1990, n. 223, nonche'
          il  secondo comma dell'art. 8 della legge 5 agosto 1981, n.
          416.  Con  effetto  dalla  data  di entrata in vigore delle
          norme  di  cui  ai commi 11 e 12 del presente articolo sono
          abrogati  i  commi  7  e 8 dell'art. 6 della legge 6 agosto
          1990, n. 223. E' abrogata altresi' ogni norma incompatibile
          con  le  disposizioni  della presente legge. Dalla data del
          suo  insediamento  l'Autorita'  subentra  nei  procedimenti
          amministrativi  e  giurisdizionali  e nella titolarita' dei
          rapporti  attivi  e  passivi facenti capo al Garante per la
          radiodiffusione e l'editoria.
              23.  Entro  novanta  giorni  dalla  data  di entrata in
          vigore della presente legge, su proposta del Ministro delle
          comunicazioni,  sono  emanati  uno  o  piu' regolamenti, ai
          sensi dell'art. 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n.
          400,  per  individuare le competenze trasferite, coordinare
          le  funzioni  dell'Autorita'  con  quelle  delle  pubbliche
          amministrazioni    interessate    dal    trasferimento   di
          competenze,  riorganizzare o sopprimere gli uffici di dette
          amministrazioni  e rivedere le relative piante organiche. A
          decorrere  dalla  data di entrata in vigore dei regolamenti
          sono  abrogate  le disposizioni legislative e regolamentari
          che  disciplinano  gli  uffici  soppressi  o riorganizzati,
          indicate nei regolamenti stessi.
              24.   Presso   il   Ministero  delle  comunicazioni  e'
          istituito un Forum permanente per le comunicazioni composto
          oltre  che  da  rappresentanti  dello  stesso  Ministero da
          esperti  di  riconosciuta  competenza  e  da  operatori del
          settore. Il Forum per le comunicazioni ha compiti di studio
          e  di  proposta  nel  settore della multimedialita' e delle
          nuove  tecnologie  della  comunicazione.  L'istituzione del
          Forum  non  comporta  oneri  finanziari  aggiuntivi  per lo
          Stato.
              25.  Fino  all'entrata  in  funzione  dell'Autorita' il
          Ministero delle comunicazioni svolge le funzioni attribuite
          all'Autorita' dalla presente legge, salvo quelle attribuite
          al  Garante  per  la radiodiffusione e l'editoria, anche ai
          fini  di  quanto previsto dall'art. 1-bis del decreto-legge
          31 maggio  1994,  n.  332,  convertito,  con modificazioni,
          dalla legge 30 luglio 1994, n. 474.
              26.  I  ricorsi  avverso i provvedimenti dell'Autorita'
          rientrano   nella   giurisdizione   esclusiva  del  giudice
          amministrativo.  La competenza di primo grado e' attribuita
          in    via    esclusiva   ed   inderogabile   al   tribunale
          amministrativo regionale del Lazio.
              27.  Il  tribunale  amministrativo regionale del Lazio,
          chiamato  a  pronunciarsi  sulla  domanda di sospensione di
          provvedimenti del-l'Autorita', puo' definire immediatamente
          il   giudizio   nel   merito,   con  motivazione  in  forma
          abbreviata.  Le  medesime disposizioni si applicano davanti
          al  Consiglio  di  Stato  in caso di domanda di sospensione
          della  sentenza appellata. Tutti i termini processuali sono
          ridotti  della  meta'  ed  il dispositivo della sentenza e'
          pubblicato  entro  sette giorni dalla data dell'udienza con
          deposito  in  cancelleria.  Nel  caso  di  concessione  del
          provvedimento   cautelare,  l'udienza  di  discussione  del
          merito  della  causa  deve  essere celebrata entro sessanta
          giorni.   Con   la   sentenza  che  definisce  il  giudizio
          amministrativo  il  giudice  pronuncia specificamente sulle
          spese  del  processo  cautelare. Le parti interessate hanno
          facolta' di proporre appello contro la sentenza pronunciata
          dal  tribunale  amministrativo  regionale  del Lazio subito
          dopo  la  pubblicazione  del  dispositivo,  con riserva dei
          motivi,  che  dovranno  essere proposti entro trenta giorni
          dalla  notificazione  della  sentenza.  Anche  in  caso  di
          appello   immediato   si  applica  l'art.  33  della  legge
          6 dicembre 1971, n. 1034.
              28.   E'  istituito  presso  l'Autorita'  un  Consiglio
          nazionale degli utenti, composto da esperti designati dalle
          associazioni  rappresentative  delle  varie categorie degli
          utenti  dei  servizi di telecomunicazioni e radiotelevisivi
          fra persone particolarmente qualificate in campo giuridico,
          sociologico,    psicologico,    pedagogico,   educativo   e
          massmediale,  che  si  sono distinte nella affermazione dei
          diritti  e della dignita' della persona o delle particolari
          esigenze di tutela dei minori. Il Consiglio nazionale degli
          utenti  esprime pareri e formula proposte all'Autorita', al
          Parlamento  e al Governo e a tutti gli organismi pubblici e
          privati,  che  hanno  competenza  in  materia audiovisiva o
          svolgono  attivita' in questi settori su tutte le questioni
          concernenti  la  salvaguardia  dei  diritti  e le legittime
          esigenze  dei cittadini, quali soggetti attivi del processo
          comunicativo,  promuovendo altresi' iniziative di confronto
          e  di  dibattito  su  detti  temi.  Con proprio regolamento
          l'Autorita'   detta   i   criteri   per   la  designazione,
          l'organizzazione e il funzionamento del Consiglio nazionale
          degli  utenti  e  fissa  il  numero dei suoi componenti, il
          quale  non  deve  essere  superiore a undici. I pareri e le
          proposte  che  attengono  alla  tutela  dei  diritti di cui
          all'art.  1, comma 1, della legge 31 dicembre 1996, n. 675,
          sono  trasmessi  al  Garante  per  la  protezione  dei dati
          personali.
              29.   I  soggetti  che  nelle  comunicazioni  richieste
          dall'Autorita' espongono dati contabili o fatti concernenti
          l'esercizio  della  propria  attivita'  non  rispondenti al
          vero,  sono  puniti con le pene previste dall'art. 2621 del
          codice civile.
              30. I soggetti che non provvedono, nei termini e con le
          modalita' prescritti, alla comunicazione dei documenti, dei
          dati  e  delle notizie richiesti dall'Autorita' sono puniti
          con  la  sanzione  amministrativa  pecuniaria  da  lire  un
          milione  a  lire  duecento  milioni  irrogata  dalla stessa
          Autorita'.
              31.  I  soggetti che non ottemperano agli ordini e alle
          diffide  dell'Autorita',  impartiti ai sensi della presente
          legge,   sono   puniti   con   la  sanzione  amministrativa
          pecuniaria   da  lire  venti  milioni  a  lire  cinquecento
          milioni.   Se   l'inottemperanza   riguarda   provvedimenti
          adottati  in  ordine  alla  violazione  delle  norme  sulle
          posizioni   dominanti,   si   applica  a  ciascun  soggetto
          interessato  una  sanzione  amministrativa  pecuniaria  non
          inferiore al 2 per cento e non superiore al 5 per cento del
          fatturato  realizzato  dallo  stesso  soggetto  nell'ultimo
          esercizio  chiuso  anteriormente  alla  notificazione della
          contestazione.   Le   sanzioni   amministrative  pecuniarie
          previste dal presente comma sono irrogate dall'Autorita'.
              32.  Nei  casi  previsti  dai  commi 29, 30 e 31, se la
          violazione  e'  di  particolare  gravita' o reiterata, puo'
          essere  disposta  nei  confronti  del titolare di licenza o
          autorizzazione   o   concessione   anche   la   sospensione
          dell'attivita',  per  un periodo non superiore ai sei mesi,
          ovvero la revoca.».
 
      
 
                               Art. 26
    Elenco minimo dei diritti derivanti dall'autorizzazione generale
    1.  Le  imprese  autorizzate  ai  sensi dell'articolo 25 hanno il
diritto di:
    a)  fornire  reti  e  servizi  di  comunicazione  elettronica  al
pubblico;
    b)  richiedere le specifiche autorizzazioni, ovvero presentare le
occorrenti  dichiarazioni,  per  esercitare  il diritto di installare
infrastrutture, in conformita' agli articoli 86, 87 e 88.
    2.  Allorche'  tali  imprese intendano fornire al pubblico reti o
servizi  di  comunicazione elettronica, l'autorizzazione generale da'
loro inoltre il diritto di:
    a)  negoziare l'interconnessione con altri fornitori di reti e di
servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico titolari
di un'autorizzazione generale, e ove applicabile ottenere l'accesso o
l'interconnessione  alle reti in qualunque luogo dell'Unione europea,
alle condizioni del Capo III del presente Titolo;
    b)   poter  essere  designate  quali  fornitori  di  una  o  piu'
prestazioni  che  rientrano  negli obblighi di servizio universale in
tutto  il  territorio nazionale o in una parte di esso, conformemente
alle disposizioni del Capo IV del presente Titolo.
 
      
 
                               Art. 27
            Diritti di uso delle frequenze radio e dei numeri
    1.  Ogni  qualvolta cio' sia possibile e sempre che il rischio di
interferenze  dannose  sia  trascurabile  secondo le disposizioni del
piano   nazionale   di  ripartizione  delle  frequenze,  l'uso  delle
frequenze  radio  non  e'  subordinato  alla  concessione  di diritti
individuali di uso.
    2.  Qualora  l'utilizzo delle frequenze radio non sia subordinato
alla  concessione  di  diritti  individuali  di  uso,  il  diritto di
utilizzarle   deriva   dall'autorizzazione  generale  e  le  relative
condizioni di uso sono in essa stabilite.
    3.   Qualora  sia  necessario  concedere  diritti  di  uso  delle
frequenze  radio e dei numeri, il Ministero attribuisce tali diritti,
a  richiesta,  ad ogni impresa che fornisca o utilizzi reti o servizi
di  comunicazione elettronica in forza di un'autorizzazione generale,
nel  rispetto  degli  articoli 28, 29 e 33, comma 1, lettera c), e di
ogni  altra  disposizione  che  garantisca  l'uso  efficiente di tali
risorse  in  conformita' delle disposizioni contenute nel Capo II del
Titolo I.
    4.  I  diritti  individuali  di  uso  delle frequenze radio e dei
numeri vengono rilasciati per una durata adeguata al tipo di servizio
e comunque non eccedente la durata dell'autorizzazione generale.
    5.  Fatti  salvi  criteri  e  procedure  specifici previsti dalla
normativa  vigente  in materia di concessione di diritti di uso delle
frequenze  radio  ai  fornitori di servizi di contenuto radiofonico o
televisivo,  i  diritti  di  uso  sono  concessi  mediante  procedure
pubbliche,   trasparenti   e  non  discriminatorie.  Nel  caso  delle
frequenze  radio  il  Ministero,  nel concedere i diritti, precisa se
essi  siano trasferibili su iniziativa del detentore degli stessi e a
quali condizioni, conformemente all'articolo 14.
    6.  Il  numero  dei  diritti di uso da concedere per le frequenze
radio  puo'  essere  limitato  solo  quando  cio'  sia necessario per
garantire  l'uso  efficiente  delle  frequenze  stesse in conformita'
all'articolo 29 e all'articolo 14, comma 1.
    7.  Alle  procedure di selezione competitiva o comparativa per la
concessione  di  diritti  individuali di uso delle frequenze radio si
applicano le disposizioni dell'articolo 29.
    8.  Il  Ministero adotta, comunica e rende pubbliche le decisioni
in  materia  di  diritti  di  uso,  non  appena  ricevuta  la domanda
completa, entro tre settimane nel caso dei numeri assegnati per scopi
specifici nell'ambito del piano nazionale di numerazione ed entro sei
settimane   nel  caso  delle  frequenze  radio  assegnate  per  scopi
specifici  nell'ambito  del  piano  nazionale  di  ripartizione delle
frequenze. Tale limite non pregiudica quanto previsto negli eventuali
accordi internazionali applicabili al caso in specie relativamente al
coordinamento   internazionale  delle  frequenze  e  delle  posizioni
orbitali   dei  satelliti.  Se  la  domanda  risulta  incompleta,  il
Ministero,   entro   i   termini  sopra  indicati,  invita  l'impresa
interessata   ad  integrarla.  I  termini  vengono  sospesi  fino  al
recepimento  delle  integrazioni,  che debbono pervenire al Ministero
entro   e   non  oltre  dieci  giorni  dalla  richiesta.  Il  mancato
ricevimento  nei  termini  delle  integrazioni  richieste costituisce
rinuncia alla richiesta di uso delle frequenze radio e dei numeri.
    9.  Qualora  l'Autorita' decida, previa consultazione delle parti
interessate  ai  sensi  dell'articolo  11,  che  i diritti di uso dei
numeri  ai quali potrebbe attribuirsi un valore economico eccezionale
debbano essere concessi mediante procedure di selezione competitiva o
comparativa, le decisioni devono essere comunicate e pubblicate entro
cinque settimane.
 
      
 
                               Art. 28
    Condizioni apposte all'autorizzazione generale, ai diritti di uso
                 delle frequenze radio e dei numeri
    1.  L'autorizzazione  generale per la fornitura di reti o servizi
di  comunicazione elettronica, i diritti di uso delle frequenze radio
e  dei  numeri possono essere assoggettati esclusivamente al rispetto
delle  condizioni  elencate,  rispettivamente,  nelle  parti A, B e C
dell'allegato  n.  1.  Tali  condizioni  devono essere obiettivamente
giustificate   rispetto   alla  rete  o  al  servizio  in  questione,
proporzionate,  trasparenti  e  non discriminatorie. L'autorizzazione
generale  e'  sempre  sottoposta  alla condizione n. 11 della parte A
dell'allegato n. 1.
    2. Gli obblighi specifici prescritti ai fornitori di servizi e di
reti di comunicazione elettronica ai sensi degli articoli 42, commi 2
e  3,  43,  45,  66,  67,  68  e  69  o alle imprese designate per la
fornitura  del  servizio universale, prescritti ai sensi del Capo IV,
sezione  II,  del  presente  Titolo,  sono separati, sotto il profilo
giuridico,  dai diritti e dagli obblighi previsti dall'autorizzazione
generale.  Per  garantire la trasparenza nei confronti delle imprese,
nell'autorizzazione   generale   e'  fatta  menzione  degli  obblighi
specifici prescritti alle singole imprese.
    3.   L'autorizzazione   generale   contiene  solo  le  condizioni
specifiche  indicate nella parte A dell'allegato n. 1 e non riproduce
le  condizioni  che  sono  imposte  alle  imprese  in virtu' di altre
disposizioni normative.
    4.  Nel  concedere  i  diritti di uso delle frequenze radio o dei
numeri   il   Ministero   applica   le   sole   condizioni  elencate,
rispettivamente, nelle parti B e C dell'allegato n. 1.
 
      
 
                               Art. 29
    Procedura  per limitare il numero dei diritti di uso da concedere
                       per le frequenze radio
    1. Quando debba valutare l'opportunita' di limitare il numero dei
diritti di uso da concedere per le frequenze radio, l'Autorita':
    a)  tiene  adeguatamente  conto  dell'esigenza  di  ottimizzare i
vantaggi per gli utenti e di favorire lo sviluppo della concorrenza e
la  sostenibilita'  degli  investimenti  rispetto  alle  esigenze del
mercato,   anche  in  applicazione  del  principio  di  effettivo  ed
efficiente  utilizzo  dello  spettro  radio  di cui agli articoli 14,
comma 1, e 27, comma 6;
    b)  concede a tutte le parti interessate, compresi gli utenti e i
consumatori,   l'opportunita'   di   esprimere   la  loro  posizione,
conformemente all'articolo 11;
    c)  pubblica  qualsiasi decisione relativa alla concessione di un
numero  limitato  di  diritti  individuali  di  uso,  indicandone  le
ragioni;
    d) stabilisce procedure basate su criteri di selezione obiettivi,
trasparenti, proporzionati e non discriminatori;
    e)   riesamina  tali  limitazioni  a  scadenze  ragionevoli  o  a
ragionevole richiesta degli operatori interessati.
    2.  L'Autorita',  qualora  ritenga  possibile concedere ulteriori
diritti  individuali  di  uso  delle  frequenze  radio, rende nota la
decisione  ed  il  Ministero  invita  a  presentare  domanda  per  la
concessione di tali diritti.
    3.  Qualora sia necessario concedere in numero limitato i diritti
individuali  di  uso  delle  frequenze  radio,  il Ministero invita a
presentare  domanda  per  la  concessione  dei  diritti  di  uso e ne
effettua l'assegnazione in base a procedure stabilite dall'Autorita'.
Tali  criteri  di  selezione devono tenere in adeguata considerazione
gli obiettivi di cui all'articolo 13.
    4.  Qualora  sia  necessario  ricorrere  a procedure di selezione
competitiva o comparativa, il Ministero, su richiesta dell'Autorita',
proroga  il  periodo massimo di sei settimane di cui all'articolo 27,
comma  8,  nella  misura  necessaria per garantire che tali procedure
siano eque, ragionevoli, pubbliche e trasparenti per tutti i soggetti
interessati, senza superare, in ogni caso, il termine di otto mesi.
    5.  I  termini  di  cui  al  comma 4 non pregiudicano l'eventuale
applicabilita'  di  accordi  internazionali  in  materia di uso delle
frequenze  radio  e  di  coordinamento  delle  posizioni orbitali dei
satelliti.
    6.  Il  presente  articolo  non  pregiudica  il trasferimento dei
diritti di uso delle frequenze radio in conformita' all'articolo 14.
    7. In caso di procedure di selezione competitiva o comparativa di
particolare  rilevanza  nazionale,  l'Autorita'  puo'  sottoporre  al
Ministro   delle  comunicazioni  la  proposta,  da  trasmettere  alla
Presidenza del Consiglio dei Ministri, di costituzione di un Comitato
di   Ministri  incaricato  di  coordinare  la  procedura  stessa,  in
particolare per quanto attiene al bando ed al disciplinare di gara.
 
      
 
                               Art. 30
             Assegnazione armonizzata delle frequenze radio
    1.  Qualora l'uso delle frequenze radio sia stato armonizzato, le
condizioni  e  le  procedure di accesso siano state concordate, e gli
operatori cui assegnare le frequenze radio siano stati selezionati ai
sensi  degli accordi internazionali e delle disposizioni comunitarie,
i  diritti  individuali  di  uso  delle frequenze radio sono concessi
secondo  le  modalita'  stabilite  da  tali accordi e disposizioni. A
condizione  che  nel  caso di una procedura di selezione comune siano
stati  soddisfatti tutti i requisiti nazionali relativi al diritto di
uso delle frequenze radio in questione, non possono essere prescritte
altre  condizioni,  ne' criteri o procedure supplementari che possano
limitare,    alterare    o   ritardare   la   corretta   applicazione
dell'assegnazione comune di tali frequenze radio.
 
      
 
                               Art. 31
    Dichiarazioni  intese  ad  agevolare  l'esercizio  del diritto di
     installare infrastrutture e dei diritti di interconnessione
    1.  Su  richiesta  di  un  operatore, il Ministero, allo scopo di
agevolare  l'esercizio  dei  diritti di installare infrastrutture, di
negoziare    l'interconnessione    o    di   ottenere   l'accesso   e
l'interconnessione  nei  confronti  di  altre  autorita'  o  di altri
operatori, rilascia nel termine di una settimana una dichiarazione da
cui risulti che l'operatore stesso ha presentato una dichiarazione ai
sensi  dell'articolo  25, comma 4, indicando le condizioni alle quali
una  impresa che fornisce reti o servizi di comunicazione elettronica
in  forza di autorizzazione generale e' legittimata a richiedere tali
diritti.
 
      
 
                               Art. 32
    Osservanza  delle  condizioni  dell'autorizzazione  generale, dei
              diritti di uso e degli obblighi specifici
    1. Le imprese che forniscono le reti o i servizi di comunicazione
elettronica  contemplati  dall'autorizzazione  generale  o  che  sono
titolari  dei  diritti  di  uso di frequenze radio o di numeri devono
comunicare,  in  conformita'  all'articolo  33,  rispettivamente,  al
Ministero  le  informazioni  necessarie  per  verificare  l'effettiva
osservanza   delle  condizioni  dell'autorizzazione  generale  o  dei
diritti  di  uso  ed  all'Autorita'  le  informazioni  necessarie per
l'effettiva  osservanza  degli obblighi specifici di cui all'articolo
28, comma 2.
    2.  Se il Ministero accerta l'inosservanza da parte di un'impresa
di  una  o  piu'  condizioni  poste  dall'autorizzazione  generale  o
relative ai diritti di uso, ovvero l'Autorita' accerta l'inosservanza
degli  obblighi  specifici  di  cui  all'articolo  28,  comma  2,  la
contestazione  dell'infrazione  accertata  e' notificata all'impresa,
con  l'intimazione  di  porre  fine  all'infrazione, ripristinando la
situazione   precedente,  entro  un  mese  e  l'invito  a  presentare
eventuali  memorie  difensive.  Il  termine  di  un  mese puo' essere
abbreviato  in ragione della reiterazione dell'infrazione o della sua
gravita'.   L'impresa  puo'  chiedere  il  differimento  del  termine
indicato, motivandolo adeguatamente.
    3.  Se  entro  il  termine  di  cui al comma 2 l'impresa non pone
rimedio   all'infrazione   accertata,   ripristinando  la  situazione
precedente,  il Ministero e l'Autorita', nell'ambito delle rispettive
competenze  di  cui  allo  stesso comma 2, adottano misure adeguate e
proporzionate  per assicurare l'osservanza delle condizioni di cui al
comma  1.  Tali  misure  e  le  relative  motivazioni sono notificate
all'impresa  entro  una  settimana dalla loro adozione e prevedono un
termine  ragionevole  entro  il  quale  l'impresa  deve rispettare le
misure stesse.
    4.  Qualora  vi  siano  violazioni  gravi o reiterate piu' di due
volte  nel  quinquennio  delle  condizioni  poste dall'autorizzazione
generale,  o  relative ai diritti di uso o agli obblighi specifici di
cui all'articolo 28, comma 2, e le misure volte ad assicurare il loro
rispetto,  di cui al comma 3 del presente articolo, si siano rivelate
inefficaci,  il Ministero e l'Autorita', nell'ambito delle rispettive
competenze  di  cui  al  comma  2,  possono  impedire a un'impresa di
continuare  a  fornire  in  tutto  o  in  parte  reti  o  servizi  di
comunicazione elettronica, sospendendo o revocando i diritti di uso.
    5.  Ferme restando le disposizioni dei commi 2, 3 e 4, qualora il
Ministero  e  l'Autorita', nell'ambito delle rispettive competenze di
cui  al  comma  2,  abbiano  prova  della violazione delle condizioni
dell'autorizzazione  generale,  dei  diritti  di uso o degli obblighi
specifici  di  cui  all'articolo  28,  comma 2, tale da comportare un
rischio  grave  e  immediato per la sicurezza pubblica, l'incolumita'
pubblica  o  la  salute  pubblica, o da ostacolare la prevenzione, la
ricerca,  l'accertamento  ed  il  perseguimento  di reati o da creare
gravi  problemi economici od operativi ad altri fornitori o utenti di
reti  o  di  servizi  di  comunicazione elettronica, possono adottare
misure provvisorie urgenti per porre rimedio alla situazione prima di
adottare  una  decisione definitiva, dando all'impresa interessata la
possibilita'  di  esprimere  osservazioni  e di proporre le soluzioni
opportune.  Ove  necessario,  il Ministero e l'Autorita', nell'ambito
delle rispettive competenze, confermano le misure provvisorie.
    6.  Le  imprese  hanno  diritto  di  ricorrere  contro  le misure
adottate  ai sensi del presente articolo, secondo la procedura di cui
all'articolo 9.
 
      
 
                               Art. 33
    Informazioni  richieste ai fini dell'autorizzazione generale, dei
              diritti di uso e degli obblighi specifici
    1.  Ai  fini  dell'autorizzazione generale, della concessione dei
diritti  di  uso  o  dell'imposizione degli obblighi specifici di cui
all'articolo  28,  comma  2,  il  Ministero e l'Autorita' non possono
imporre  alle  imprese  di  fornire  alcuna informazione salvo quelle
proporzionate e oggettivamente giustificate:
    a) per verificare, sistematicamente o caso per caso, l'osservanza
delle  condizioni 1 e 2 della parte A, della condizione 6 della parte
B   e  della  condizione  7  della  parte  C  dell'allegato  n.  1  e
l'osservanza degli obblighi indicati all'articolo 28, comma 2;
    b)  per  verificare  caso  per caso l'osservanza delle condizioni
indicate  all'allegato  n.  1,  a  seguito  di denuncia, o in caso di
verifica avviata di propria iniziativa dal Ministero e dall'Autorita'
nell'ambito  delle  rispettive  competenze,  o  quando il Ministero o
l'Autorita'   abbiano  comunque  motivo  di  ritenere  che  una  data
condizione non sia stata rispettata;
    c)   per   predisporre  procedure  e  valutare  le  richieste  di
concessione dei diritti di uso;
    d)  per  pubblicare  prospetti  comparativi  sulla qualita' e sui
prezzi dei servizi a vantaggio dei consumatori;
    e) per fini statistici specifici;
    f)  per  consentire  all'Autorita'  di  effettuare un'analisi del
mercato  ai  sensi  delle  disposizioni  di  cui ai Capi III e IV del
presente Titolo.
    2.  Nessuna delle informazioni di cui alle lettere a), b), d), e)
e   f)   del   comma   1  puo'  essere  richiesta  prima  dell'inizio
dell'attivita', ne' come condizione necessaria per la stessa.
    3.   Quando   il   Ministero  o  l'Autorita',  nell'ambito  delle
rispettive  competenze, richiedono informazioni alle imprese ai sensi
del  comma 1, gli stessi sono tenuti ad informare queste ultime circa
l'uso che intendono farne.
 
      
 
                               Art. 34
                         Diritti amministrativi
    1.  Oltre  ai  contributi  di cui all'articolo 35, possono essere
imposti   alle  imprese  che  forniscono  reti  o  servizi  ai  sensi
dell'autorizzazione generale o alle quali sono stati concessi diritti
di  uso,  diritti  amministrativi che coprano complessivamente i soli
costi  amministrativi  sostenuti  per  la  gestione,  il  controllo e
l'applicazione  del regime di autorizzazione generale, dei diritti di
uso  e  degli obblighi specifici di cui all'articolo 28, comma 2, ivi
compresi  i costi di cooperazione internazionale, di armonizzazione e
di  standardizzazione,  di  analisi  di  mercato, di sorveglianza del
rispetto  delle disposizioni e di altri controlli di mercato, nonche'
di  preparazione  e  di  applicazione  del  diritto  derivato e delle
decisioni  amministrative,  ed in particolare di decisioni in materia
di  accesso e interconnessione. I diritti amministrativi sono imposti
alle  singole  imprese in modo proporzionato, obiettivo e trasparente
che   minimizzi   i  costi  amministrativi  aggiuntivi  e  gli  oneri
accessori.
    2.  La  misura  dei  diritti  amministrativi di cui al comma 1 e'
riportata nell'allegato n. 10.
 
      
 
                               Art. 35
    Contributi  per  la concessione di diritti di uso e di diritti di
                      installare infrastrutture
    1.  I  contributi  per  la  concessione  di  diritti di uso delle
frequenze  radio  o  dei numeri sono fissati dal Ministero sulla base
dei criteri stabiliti dall'Autorita'.
    2.  In sede di prima applicazione si applicano i contributi nella
misura prevista dall'allegato n. 10.
    3.  Per  i  contributi  relativi alla concessione dei diritti per
l'installazione,  su  aree  pubbliche,  di  infrastrutture di reti di
comunicazione  elettronica,  si  applicano  le disposizioni di cui al
comma 2 dell'articolo 93.
    4.  I  contributi  sono trasparenti, obiettivamente giustificati,
proporzionati  allo  scopo,  non discriminatori e tengono conto degli
obiettivi di cui all'articolo 13.
 
      
 
                               Art. 36
                  Modifica dei diritti e degli obblighi
    1.  I  diritti,  le  condizioni  e  le  procedure  relativi  alle
autorizzazioni   generali,   ai  diritti  di  uso  o  ai  diritti  di
installazione  delle infrastrutture possono essere modificati solo in
casi  obiettivamente  giustificati  e  in  misura  proporzionata.  Il
Ministero  comunica  l'intenzione  di  procedere  alle  modifiche  ai
soggetti  interessati,  compresi gli utenti e i consumatori, ai quali
e'  concesso un periodo di tempo sufficiente per esprimere la propria
posizione  al  riguardo.  Tale  periodo, tranne casi eccezionali, non
puo' essere inferiore a quattro settimane.
    2.  I diritti di passaggio non possono essere limitati o revocati
prima  della  scadenza  del periodo per il quale sono stati concessi.
Limitazioni   e   revoche   sono   ammesse   in  casi  eccezionali  e
adeguatamente motivati e previo congruo indennizzo.
 
      
 
                               Art. 37
                    Pubblicazione delle informazioni
    1.  Le informazioni pertinenti su diritti, condizioni, procedure,
riscossione  di diritti amministrativi e contributi e sulle decisioni
attinenti  alle  autorizzazioni  generali  e  ai  diritti di uso sono
pubblicate,  a  seconda  dei  casi,  nella  Gazzetta  Ufficiale della
Repubblica  italiana  ovvero  sui  Bollettini  ufficiali  e  sui siti
Internet delle autorita' competenti e sono debitamente aggiornate, in
modo da consentire a tutti gli interessati di accedervi facilmente.
 
      
 
                               Art. 38
                Concessioni e autorizzazioni preesistenti
    1.   Le   licenze   individuali   e  le  autorizzazioni  generali
preesistenti in materia di reti e servizi di telecomunicazioni ad uso
pubblico continuano ad essere valide fino alla loro naturale scadenza
e  ad  esse  si  applicano, salvo quanto disposto dai commi 2 e 3, le
disposizioni del Codice.
    2.  Qualora  l'applicazione  della disposizione di cui al comma 1
implichi  una limitazione dei diritti o un ampliamento degli obblighi
stabiliti  nelle  autorizzazioni  preesistenti, il Ministero, sentita
l'Autorita',  puo'  prorogare  i diritti e gli obblighi originari non
oltre  nove  mesi  dalla  data  di  entrata  in  vigore del Codice, a
condizione  di  non  ledere  i diritti di cui godono altre imprese in
forza   della   normativa   comunitaria.   Il  Ministero  informa  la
Commissione europea della concessione di tale proroga, indicandone le
ragioni.
    3.  Qualora  il  Ministero  dimostri  che  la soppressione di una
condizione  per  l'autorizzazione  riguardante  l'accesso  a  reti di
comunicazione  elettronica, precedente alla data di entrata in vigore
del  Codice,  crei  eccessive  difficolta'  per  le imprese che hanno
beneficiato  di  un  diritto di accesso a un'altra rete, e qualora le
stesse   non   abbiano   negoziato   nuovi  accordi  secondo  termini
commerciali  ragionevoli  prima  della  data di entrata in vigore del
Codice,  il  Ministero  puo'  sottoporre  alla Commissione europea la
richiesta  di  una proroga temporanea, specificandone le condizioni e
il periodo.
    4.   Restano   ferme  le  norme  speciali  sulle  concessioni  ed
autorizzazioni  preesistenti  in  materia di radiodiffusione sonora e
televisiva.
 
      
 
                               Art. 39
                             Sperimentazione
    1.  Fatti  salvi  i criteri e le procedure specifiche previsti da
norme  di  legge e di regolamento in materia di sperimentazione della
radiodiffusione sonora e televisiva terrestre in tecnica digitale, la
sperimentazione  di  reti  o  servizi di comunicazione elettronica e'
subordinata   a   dichiarazione   preventiva.  L'impresa  interessata
presenta al Ministero una dichiarazione della persona fisica titolare
o  del legale rappresentante della persona giuridica o di soggetti da
loro    delegati,   contenente   l'intenzione   di   effettuare   una
sperimentazione  di  reti  o  servizi  di  comunicazione elettronica,
conformemente  al modello riportato nell'allegato n. 12. L'impresa e'
abilitata  ad  iniziare  la sperimentazione a decorrere dall'avvenuta
presentazione  della  dichiarazione.  Ai sensi dell'articolo 19 della
legge 7 agosto 1990, n. 241 e successive modificazioni, il Ministero,
entro   e   non   oltre   trenta  giorni  dalla  presentazione  della
dichiarazione,  verifica  d'ufficio  la sussistenza dei presupposti e
dei  requisiti  richiesti  e  dispone, se del caso, con provvedimento
motivato da notificare agli interessati entro il medesimo termine, il
divieto di prosecuzione dell'attivita'.
    2. La dichiarazione di cui al comma 1:
    a)  non  prefigura  alcun  titolo  per  il  conseguimento  di una
successiva  autorizzazione generale per l'offerta al pubblico, a fini
commerciali,  della  rete  o  servizio  di  comunicazione elettronica
oggetto di sperimentazione;
    b) non riveste carattere di esclusivita' ne' in relazione al tipo
di  rete  o  servizio,  ne' in relazione all'area o alla tipologia di
utenza interessate;
    c)  puo'  prevedere,  a  causa della limitatezza delle risorse di
spettro  radio  disponibili  per  le  reti o servizi di comunicazione
elettronica,   l'espletamento  della  sperimentazione  in  regime  di
condivisione di frequenze.
    3. La dichiarazione di cui al comma 1 deve indicare:
    a) l'eventuale richiesta di concessione di diritti individuali di
uso delle frequenze radio e dei numeri necessari;
    b) la durata della sperimentazione, limitata nel tempo e comunque
non  superiore  a sei mesi, a partire dal giorno indicato per l'avvio
della stessa;
    c)  l'estensione  dell'area operativa, le modalita' di esercizio,
la  tipologia,  la consistenza dell'utenza ammessa che, comunque, non
puo'  superare  le  tremila  unita',  e il carattere sperimentale del
servizio;
    d)  l'eventuale  previsione di oneri economici per gli utenti che
aderiscono alla sperimentazione;
    e)  l'obbligo di comunicare all'utente la natura sperimentale del
servizio e l'eventuale sua qualita' ridotta;
    f)  l'obbligo  di  comunicare  al  Ministero  i  risultati  della
sperimentazione al termine della stessa.
    4.  Se  la  sperimentazione  prevede  la  concessione  di diritti
individuali  di  uso delle frequenze radio o dei numeri, il Ministero
li  concede,  entro due settimane dal ricevimento della dichiarazione
nel  caso  di  numeri  assegnati  per scopi specifici nell'ambito del
piano  nazionale  di numerazione, ed entro quattro settimane nel caso
delle  frequenze  radio assegnate per scopi specifici nell'ambito del
piano  nazionale di ripartizione delle frequenze. Se la dichiarazione
risulta  incompleta,  il  Ministero,  entro i termini sopra indicati,
invita l'impresa interessata ad integrarla. I termini vengono sospesi
fino  al  recepimento  delle  integrazioni  che  debbono pervenire al
Ministero  entro e non oltre dieci giorni dalla richiesta. Il mancato
ricevimento  nei  termini  delle  integrazioni  richieste costituisce
rinuncia alla sperimentazione.
    5.  Per  il rinnovo della sperimentazione si applica la procedura
di  cui  al  comma 1 e la presentazione della richiesta deve avvenire
con sessanta giorni d'anticipo rispetto alla scadenza.
 
      
                  Nota all'art. 39:
              - Per  l'art.  19  della  legge  7 agosto 1990, n. 241,
          recante:   «Nuove   norme   in   materia   di  procedimento
          amministrativo   e  di  diritto  di  accesso  ai  documenti
          amministrativi» si vedano le note all'art. 25.
 
      
 
 
                           Capo III
                  ACCESSO ED INTERCONNESSIONE
                           Sezione I
                     Disposizioni generali
 
                               Art. 40
    Quadro di riferimento generale per l'accesso e l'interconnessione
    1.  Gli  operatori  possono  negoziare  tra  loro  accordi  sulle
disposizioni   tecniche   e   commerciali   relative   all'accesso  e
all'interconnessione. L'operatore costituito in un altro Stato membro
che  richiede l'accesso o l'interconnessione nel territorio nazionale
non  necessita di un'autorizzazione ad operare in Italia, qualora non
vi  fornisca  servizi  o  non vi gestisca una rete. L'Autorita' anche
mediante  l'adozione di specifici provvedimenti garantisce che non vi
siano   restrizioni   che   impediscano   alle   imprese  accordi  di
interconnessione e di accesso.
 
      
 
                               Art. 41
                   Diritti ed obblighi degli operatori
    1.  Gli  operatori  di  reti  pubbliche di comunicazione hanno il
diritto   e,   se   richiesto   da   altri   operatori   titolari  di
un'autorizzazione  dello stesso tipo, l'obbligo di negoziare tra loro
l'interconnessione   ai   fini   della   fornitura   di   servizi  di
comunicazione  elettronica  accessibili  al  pubblico,  allo scopo di
garantire  la  fornitura  e  l'interoperabilita' dei servizi in tutta
l'Unione    europea.    Gli    operatori    offrono    l'accesso    e
l'interconnessione  ad  altri operatori nei termini e alle condizioni
conformi agli obblighi imposti dall'Autorita' ai sensi degli articoli
42,  43, 44 e 45, e nel rispetto dei principi di cui all'articolo 13,
comma 5, lettera b).
    2.  Le reti pubbliche di comunicazione elettronica realizzate per
distribuire servizi di televisione digitale devono essere in grado di
distribuire servizi e programmi televisivi in formato panoramico. Gli
operatori di rete che ricevono e redistribuiscono servizi e programmi
televisivi  in  formato  panoramico  mantengono il formato panoramico
dell'immagine.
    3.  Fatto  salvo  l'articolo  33,  gli  operatori  che  ottengono
informazioni da un altro operatore prima, durante o dopo il negoziato
sugli  accordi in materia di accesso o di interconnessione utilizzano
tali  informazioni  esclusivamente  per  i  fini  per  cui sono state
fornite   e  osservano  in  qualsiasi  circostanza  gli  obblighi  di
riservatezza   delle   informazioni   trasmesse   o  memorizzate.  Le
informazioni   ricevute  non  sono  comunicate  ad  altre  parti,  in
particolare   ad   altre  unita'  organizzative,  ad  altre  societa'
consociate  o  partner  commerciali,  per  i  quali  esse  potrebbero
rappresentare un vantaggio concorrenziale.
 
      
 
                               Art. 42
    Poteri  e  competenze  dell'Autorita'  in materia di accesso e di
                          interconnessione
    1.  Nel  perseguire  gli  obiettivi  stabiliti  dall'articolo 13,
l'Autorita'  incoraggia  e  garantisce  forme  adeguate  di  accesso,
interconnessione  e  interoperabilita'  dei  servizi,  esercitando le
proprie competenze in modo da promuovere l'efficienza economica e una
concorrenza  sostenibile  e  recare  il massimo vantaggio agli utenti
finali.
    2.  Fatte  salve  le  misure  che  potrebbero essere adottate nei
confronti  degli  operatori  che detengono un significativo potere di
mercato ai sensi dell'articolo 45, l'Autorita' puo' imporre:
    a) l'obbligo agli operatori che controllano l'accesso agli utenti
finali,  compreso,  in  casi  giustificati,  e  qualora  non sia gia'
previsto,  l'obbligo di interconnessione delle rispettive reti, nella
misura  necessaria  a garantire l'interconnessione da punto a punto e
valutati i servizi intermedi gia' resi disponibili;
    b)  l'obbligo  agli  operatori  di garantire l'accesso alle altre
risorse  di  cui  all'allegato  n.  2,  parte  II, a condizioni eque,
ragionevoli   e   non  discriminatorie,  nella  misura  necessaria  a
garantire  l'accesso  degli  utenti  finali  ai servizi radiofonici e
televisivi digitali indicati nell'allegato n. 2.
    3.  Nell'imporre ad un operatore l'obbligo di concedere l'accesso
ai sensi dell'articolo 49 e qualora cio' sia necessario per garantire
il  funzionamento  normale  della rete, l'Autorita' puo' stabilire le
condizioni  tecniche  od  operative che devono essere soddisfatte dal
fornitore  di  servizi o dai beneficiari dell'accesso, ai sensi della
normativa    comunitaria.    Le   condizioni   che   si   riferiscono
all'attuazione   di   norme   o  specifiche  tecniche  sono  conformi
all'articolo 20.
    4. Gli obblighi e le condizioni imposti ai sensi dei commi 1, 2 e
3  sono  obiettivi, trasparenti, proporzionati e non discriminatori e
sono applicati conformemente alla procedura di cui agli articoli 11 e
12.
    5.  Ove  giustificato, l'Autorita' puo' intervenire in materia di
accesso  e  interconnessione,  se  necessario  di  propria iniziativa
ovvero, in mancanza di accordo tra gli operatori, su richiesta di una
delle parti interessate. In questi casi l'Autorita' agisce al fine di
garantire  il conseguimento degli obiettivi previsti all'articolo 13,
sulla  base  delle  disposizioni  del  presente  Capo  e  secondo  le
procedure di cui agli articoli 11, 12, 23 e 24.
    Sezione II
    Obblighi degli operatori e procedure di riesame del mercato
 
      
 
                               Art. 43
            Sistemi di accesso condizionato ed altre risorse
    1.  All'accesso  condizionato ai servizi televisivi e radiofonici
digitali trasmessi ai telespettatori e agli ascoltatori si applicano,
a  prescindere  dai  mezzi  di  trasmissione,  le  condizioni  di cui
all'allegato n. 2, parte I.
    2.  In  deroga  alle  disposizioni di cui al comma 1, l'Autorita'
puo'  riesaminare  le  condizioni  applicate  in  virtu' del presente
articolo   attraverso   un'analisi   di  mercato  conformemente  alle
disposizioni   dell'articolo   19   per   determinare  se  mantenere,
modificare  o  revocare  le  condizioni  indicate.  Qualora,  in base
all'analisi di mercato, l'Autorita' verifica che uno o piu' operatori
di servizi di accesso condizionato non dispongono di un significativo
potere  di mercato sul mercato pertinente, puo' modificare o revocare
le  condizioni per tali imprese conformemente alla procedura prevista
agli  articoli  11  e  12, solo se non risultino pregiudicati da tale
modifica o revoca:
    a)  l'accesso  per  gli  utenti  finali a programmi radiofonici e
televisivi  e  a  canali e servizi di diffusione specificati ai sensi
dell'articolo 81;
    b) le prospettive di un'effettiva concorrenza nei mercati per:
    1)  i  servizi digitali di radiodiffusione sonora e televisiva al
dettaglio;
    2) i sistemi di accesso condizionato ed altre risorse correlate.
    3.  La  modifica  o  la  revoca degli obblighi e' comunicata alle
parti interessate con un congruo preavviso.
 
      
 
                               Art. 44
    Riesame  degli  obblighi  precedenti  in  materia di accesso e di
                          interconnessione
    1. Gli obblighi vigenti alla data di entrata in vigore del Codice
in  materia  di accesso e di interconnessione, imposti agli operatori
che   forniscono   reti   o   servizi  di  comunicazione  elettronica
accessibili al pubblico, restano in vigore fintantoche' tali obblighi
non siano stati riesaminati e non sia stata adottata una decisione ai
sensi  del  comma  2.  Fino  a  tale  data  conservano  efficacia  le
deliberazioni  adottate  dall'Autorita',  relativamente  ai  suddetti
obblighi, sulla base della normativa previgente.
    2.  Conformemente  alle  disposizioni  di  cui  all'articolo  19,
l'Autorita'   effettua   un'analisi   del  mercato  per  decidere  se
mantenere,  modificare  o revocare gli obblighi di cui al comma 1. La
modifica  o  la  revoca  degli  obblighi  e'  comunicata  alle  parti
interessate con un congruo preavviso.
 
      
 
                               Art. 45
              Imposizione, modifica o revoca degli obblighi
    1.  Qualora,  in esito all'analisi del mercato realizzata a norma
dell'articolo  19,  un'impresa  sia  designata  come detentrice di un
significativo  potere di mercato in un mercato specifico, l'Autorita'
impone,  in  funzione  delle  circostanze, gli obblighi previsti agli
articoli 46, 47, 48, 49 e 50.
    2.  L'Autorita'  non impone gli obblighi di cui agli articoli 46,
47,  48,  49  e  50  agli  operatori  che non sono stati designati in
conformita' al comma 1, fatte salve:
    a) le disposizioni degli articoli 42, commi 1, 2 e 3, e 43;
    b) le disposizioni degli articoli 16 e 87, la condizione 7 di cui
alla   parte   B   dell'allegato  n.  1,  quale  applicata  ai  sensi
dell'articolo   28,  comma  1,  gli  articoli  77,  78,  e  80  e  le
disposizioni  della  normativa  nazionale e comunitaria in materia di
trattamento  dei dati personali e della tutela della vita privata che
contemplano  obblighi  per  le  imprese  diverse  da  quelle  cui  e'
riconosciuto un significativo potere di mercato;
    c) l'esigenza di ottemperare ad impegni internazionali.
    3. In circostanze eccezionali l'Autorita', quando intende imporre
agli  operatori aventi un significativo potere di mercato obblighi in
materia  di  accesso  e  di interconnessione diversi da quelli di cui
agli  articoli  46, 47, 48, 49 e 50, ne fa richiesta alla Commissione
europea,  la  quale  adotta  una  decisione  che  autorizza  o  vieta
l'adozione dei provvedimenti.
    4.  Gli  obblighi  imposti  ai  sensi  del presente articolo sono
basati   sulla   natura   delle  questioni  oggetto  di  istruttoria,
proporzionati  e  giustificati  alla  luce  degli  obiettivi  di  cui
all'articolo  13  e  sono  imposti solo previa consultazione ai sensi
degli articoli 11 e 12.
    5.  Nei  casi di cui al comma 2, lettera a), l'Autorita' notifica
alla  Commissione europea le proprie decisioni di imporre, modificare
o  revocare  gli  obblighi  nei  confronti  dei soggetti del mercato,
conformemente alle procedure stabilite dall' articolo 12.
 
      
 
                               Art. 46
                         Obbligo di trasparenza
    1.  Ai  sensi dell'articolo 45, l'Autorita' puo' imporre obblighi
di  trasparenza  in  relazione  all'interconnessione  e  all'accesso,
prescrivendo   agli   operatori   di  rendere  pubbliche  determinate
informazioni  quali  informazioni  di carattere contabile, specifiche
tecniche,  caratteristiche  della  rete,  termini e condizioni per la
fornitura e per l'uso, prezzi.
    2.  In  particolare,  l'Autorita'  puo'  esigere  che,  quando un
operatore e' assoggettato ad obblighi di non discriminazione ai sensi
dell'articolo 47 pubblichi un'offerta di riferimento sufficientemente
disaggregata  per  garantire che gli operatori non debbano pagare per
risorse non necessarie ai fini del servizio richiesto e in cui figuri
una  descrizione  delle  offerte suddivisa per componenti in funzione
delle   esigenze   del   mercato,  corredata  dei  relativi  termini,
condizioni  e  prezzi.  L'Autorita'  con  provvedimento motivato puo'
imporre  modifiche  alle  offerte  di riferimento in attuazione degli
obblighi previsti dal presente Capo.
    3.  L'Autorita'  puo' precisare quali informazioni pubblicare, il
grado  di  dettaglio  richiesto e le modalita' di pubblicazione delle
medesime.
    4.  In  deroga  al  comma  3,  se  un  operatore e' soggetto agli
obblighi  di  cui  all'articolo  49 relativi all'accesso disaggregato
alla  rete locale a coppia elicoidale metallica, l'Autorita' provvede
alla pubblicazione di un'offerta di riferimento contenente almeno gli
elementi riportati nell'allegato n. 3.
 
      
 
                               Art. 47
                     Obbligo di non discriminazione
    1.  Ai  sensi dell'articolo 45, l'Autorita' puo' imporre obblighi
di   non   discriminazione   in   relazione   all'interconnessione  e
all'accesso.
    2.   Gli   obblighi   di  non  discriminazione  garantiscono,  in
particolare,  che  l'operatore  applichi  condizioni  equivalenti  in
circostanze  equivalenti nei confronti di altri operatori che offrono
servizi  equivalenti,  e  inoltre che esso fornisca a terzi servizi e
informazioni  garantendo condizioni e un livello di qualita' identici
a  quelli  che  assicura  per  i propri servizi o per i servizi delle
proprie societa' consociate o dei propri partner commerciali.
 
      
 
                               Art. 48
                    Obbligo di separazione contabile
    1.  Ai  sensi dell'articolo 45 e limitatamente al mercato oggetto
di   notifica,  l'Autorita'  puo'  imporre  obblighi  di  separazione
contabile   in   relazione   a   particolari   attivita'  nell'ambito
dell'interconnessione  e  dell'accesso.  In  particolare, l'Autorita'
puo'   obbligare   un'impresa   verticalmente   integrata  a  rendere
trasparenti i propri prezzi all'ingrosso e i prezzi dei trasferimenti
interni, segnatamente per garantire l'osservanza di un obbligo di non
discriminazione ai sensi dell'articolo 47 o, se del caso, per evitare
sovvenzioni   incrociate  abusive.  L'Autorita'  puo'  specificare  i
formati e la metodologia contabile da usare.
    2.   Fatto   salvo  l'articolo  10,  per  agevolare  la  verifica
dell'osservanza    degli   obblighi   di   trasparenza   e   di   non
discriminazione,  l'Autorita'  puo'  richiedere che siano prodotte le
scritture   contabili,   compresi   i   dati  relativi  alle  entrate
provenienti  da  terzi. L'Autorita' puo' pubblicare tali informazioni
in  quanto utili per un mercato aperto e concorrenziale, nel rispetto
della  vigente  normativa  nazionale e comunitaria sulla riservatezza
delle informazioni commerciali.
 
      
 
                               Art. 49
    Obblighi in materia di accesso e di uso di determinate risorse di
                                rete
    1.  Ai  sensi  dell'articolo  45,  l'Autorita'  puo' imporre agli
operatori   di   accogliere   richieste  ragionevoli  di  accesso  ed
autorizzare   l'uso   di  determinati  elementi  di  rete  e  risorse
correlate,  in  particolare  qualora  verifichi  che  il  rifiuto  di
concedere  l'accesso  o  la  previsione  di  termini e condizioni non
ragionevoli di effetto equivalente ostacolerebbero lo sviluppo di una
concorrenza sostenibile sul mercato al dettaglio e sarebbero contrari
agli   interessi  dell'utente  finale.  Agli  operatori  puo'  essere
imposto, tra l'altro:
    a)  di concedere agli operatori un accesso a determinati elementi
e risorse di rete, compreso l'accesso disaggregato alla rete locale;
    b)  di  negoziare in buona fede con gli operatori che chiedono un
accesso;
    c)   di   non  revocare  l'accesso  alle  risorse  consentito  in
precedenza;
    d)   di  garantire  determinati  servizi  all'ingrosso  necessari
affinche' terze parti possano formulare offerte;
    e)   di   concedere  un  accesso  alle  interfacce  tecniche,  ai
protocolli    e    ad    altre    tecnologie    indispensabili    per
l'interoperabilita'  dei  servizi  o  dei  servizi  di  reti  private
virtuali;
    f)   di  consentire  la  coubicazione  o  la  condivisione  degli
impianti, inclusi condotti, edifici o piloni;
    g)  di  fornire  determinati servizi necessari per garantire agli
utenti  l'interoperabilita'  dei  servizi  da  punto a punto, tra cui
risorse  per  servizi  di  reti intelligenti o servizi di roaming tra
operatori di reti mobili;
    h)  di  garantire  l'accesso ai sistemi di supporto operativo o a
sistemi  software analoghi necessari per garantire eque condizioni di
concorrenza nella fornitura dei servizi;
    i) di interconnettere reti o risorse di rete.
    2.  L'Autorita'  puo'  associare agli obblighi di cui al comma 1,
condizioni di equita', ragionevolezza, tempestivita'.
    3.  Nel valutare l'opportunita' di imporre gli obblighi di cui al
comma  1,  e  soprattutto  nel  considerare  se  tali  obblighi siano
proporzionati  agli  obiettivi definiti nell'articolo 13, l'Autorita'
tiene conto, in particolare, dei seguenti fattori:
    a)    fattibilita'    tecnica    ed    economica    dell'uso    o
dell'installazione  di  risorse  concorrenti,  a  fronte del ritmo di
evoluzione  del  mercato,  tenuto  conto  della  natura e del tipo di
interconnessione e di accesso in questione;
    b)  fattibilita' della fornitura dell'accesso proposto, alla luce
della capacita' disponibile;
    c)  investimenti iniziali del proprietario della risorsa, tenendo
conto dei rischi connessi a tali investimenti;
    d) necessita' di tutelare la concorrenza a lungo termine;
    e) eventuali diritti di proprieta' intellettuale applicabili;
    f) fornitura di servizi paneuropei.
 
      
 
                               Art. 50
    Obblighi in materia di controllo dei prezzi e di contabilita' dei
                                costi
    1.   Ai   sensi   dell'articolo   45,  per  determinati  tipi  di
interconnessione  e  di  accesso l'Autorita' puo' imporre obblighi in
materia  di  recupero  dei  costi  e  controlli  dei  prezzi, tra cui
l'obbligo che i prezzi siano orientati ai costi, nonche' l'obbligo di
disporre  di  un sistema di contabilita' dei costi, qualora l'analisi
del mercato riveli che l'assenza di un'effettiva concorrenza comporta
che  l'operatore  interessato potrebbe mantenere prezzi ad un livello
eccessivamente  elevato  o  comprimerli  a  danno dell'utenza finale.
L'Autorita'  tiene conto degli investimenti effettuati dall'operatore
e  gli  consente  un'equa  remunerazione  del  capitale investito, di
volume  congruo,  in  considerazione  dei  rischi  connessi  e  degli
investimenti per lo sviluppo di reti e servizi innovativi.
    2.  L'Autorita' provvede affinche' tutti i meccanismi di recupero
dei  costi  o  metodi  di  determinazione dei prezzi resi obbligatori
servano  a  promuovere  l'efficienza  e la concorrenza sostenibile ed
ottimizzino  i  vantaggi  per  i consumatori. Al riguardo l'Autorita'
puo' anche tener conto dei prezzi applicati in mercati concorrenziali
comparabili.
    3.  Qualora  un  operatore  abbia l'obbligo di orientare i propri
prezzi  ai  costi,  ha l'onere della prova che il prezzo applicato si
basa  sui  costi,  maggiorati  di  un ragionevole margine di profitto
sugli   investimenti.   Per  determinare  i  costi  di  un'efficiente
fornitura  di servizi, l'Autorita' puo' approntare una metodologia di
contabilita'  dei costi indipendente da quella usata dagli operatori.
L'Autorita'  puo'  esigere  che un operatore giustifichi pienamente i
propri prezzi e, ove necessario, li adegui.
    4. L'Autorita' provvede affinche', qualora sia imposto un sistema
di  contabilita'  dei costi a sostegno di una misura di controllo dei
prezzi,  sia  pubblicata una descrizione, che illustri quanto meno le
categorie  principali  di  costi  e  le  regole di ripartizione degli
stessi.  La  conformita'  al  sistema  di  contabilita'  dei costi e'
verificata  da  un  organismo  indipendente  dalle parti interessate,
avente   specifiche   competenze,   incaricato   dall'Autorita'.   E'
pubblicata annualmente una dichiarazione di conformita' al sistema. I
costi  relativi  alle verifiche rientrano tra quelli coperti ai sensi
dall'articolo 34.
 
      
 
                               Art. 51
           Pubblicazione delle informazioni e relativo accesso
    1.  L'Autorita'  pubblica  gli  obblighi  specifici  imposti  nei
confronti delle imprese conformemente al presente Capo, precisando il
prodotto  o  servizio  specifico  e i mercati geografici interessati.
L'Autorita'  provvede  inoltre  a  pubblicare,  secondo  le  medesime
modalita', informazioni aggiornate in forma atta a consentire a tutte
le  parti  interessate  di  accedervi  agevolmente, a meno che non si
tratti  di  informazioni  riservate  e,  in  particolare,  di segreti
aziendali.
    2.  L'Autorita' trasmette alla Commissione europea copia di tutte
le informazioni pubblicate.
 
      
 
                               Art. 52
                              Notificazione
    1.  L'Autorita'  notifica alla Commissione europea l'elenco degli
operatori  che  ritiene dispongano di significativo potere di mercato
ai  fini  del  presente  Capo,  nonche' gli obblighi imposti nei loro
confronti.  Qualsiasi  modifica  degli obblighi imposti nei confronti
degli  operatori e qualsiasi modifica tra gli operatori soggetti alle
disposizioni  del  presente  Capo  e'  notificata  senza indugio alla
Commissione europea.
 
      
 
 
                            Capo IV
SERVIZIO UNIVERSALE E DIRITTI DEGLI UTENTI IN MATERIA DI RETI E
            DI SERVIZI DI COMUNICAZIONE ELETTRONICA
                           Sezione I
Obblighi di servizio universale, compresi gli obblighi di natura
                            sociale
 
                               Art. 53
                 Disponibilita' del servizio universale
    1.  Sul territorio nazionale i servizi elencati nel presente Capo
sono  messi  a  disposizione di tutti gli utenti finali ad un livello
qualitativo  stabilito,  a prescindere dall'ubicazione geografica dei
medesimi. Il Ministero vigila sull'applicazione del presente comma.
    2.  L'Autorita'  determina il metodo piu' efficace e adeguato per
garantire   la   fornitura  del  servizio  universale  ad  un  prezzo
accessibile,  nel rispetto dei principi di obiettivita', trasparenza,
non   discriminazione   e  proporzionalita'.  L'Autorita'  limita  le
distorsioni  del  mercato,  in  particolare la fornitura di servizi a
prezzi  o  ad altre condizioni che divergano dalle normali condizioni
commerciali, tutelando nel contempo l'interesse pubblico.
 
      
 
                               Art. 54
    Fornitura dell'accesso agli utenti finali da una postazione fissa
    1.  Qualsiasi  richiesta ragionevole di connessione in postazione
fissa  alla  rete  telefonica  pubblica  e  di accesso da parte degli
utenti  finali  ai  servizi  telefonici  accessibili  al  pubblico in
postazione  fissa  e'  soddisfatta  quanto  meno  da un operatore. Il
Ministero vigila sull'applicazione del presente comma.
    2.  La  connessione  consente  agli utenti finali di effettuare e
ricevere  chiamate  telefoniche  locali, nazionali ed internazionali,
facsimile  e  trasmissione di dati, nel rispetto delle norme tecniche
stabilite  nelle  Raccomandazioni  dell'UIT-T,  e deve essere tale da
consentire un efficace accesso ad Internet.
 
      
 
                               Art. 55
               Elenco abbonati e servizi di consultazione
    1. Sono accessibili agli utenti finali e, per la lettera b) anche
agli utenti dei telefoni pubblici a pagamento:
    a)  almeno  un  elenco  completo  relativo  alla  rete  urbana di
appartenenza  in  una  forma,  cartacea, elettronica o in entrambe le
forme,  approvata  dall'Autorita' e aggiornato a scadenze regolari ed
almeno una volta l'anno;
    b) almeno un servizio completo di consultazione degli elenchi.
    2. Il Ministero vigila sull'applicazione del comma 1.
    3.  In  considerazione  dell'esistenza  sul  mercato  di  diverse
offerte  in termini di disponibilita', qualita' e prezzo accessibile,
dalla  data  di  entrata  in  vigore  del  Codice,  e fintantoche' il
Ministero non riscontri il venir meno di tali condizioni, al servizio
di  consultazione degli elenchi di cui al comma 1, lettera b), non si
applicano  gli  obblighi  di  fornitura  del  servizio universale. Il
Ministero  verifica  il  permanere delle predette condizioni, sentiti
gli operatori interessati, con cadenza semestrale.
    4.  Gli  elenchi  di  cui  al comma 1 comprendono, fatte salve le
disposizioni  in  materia di protezione dei dati personale, tutti gli
abbonati ai servizi telefonici accessibili al pubblico.
    5.  L'Autorita' assicura che le imprese che forniscono servizi di
cui  al  comma  1  applichino il principio di non discriminazione nel
trattamento  e nella presentazione delle informazioni loro comunicate
da altre imprese.
    6.  Con  regolamento  adottato ai sensi dell'articolo 17, comma 1
della legge 23 agosto 1988 n. 400, entro sessanta giorni dall'entrata
in vigore del Codice, su proposta del Ministro delle comunicazioni di
concerto  con  i  Ministri  della  giustizia  e  dell'interno, previa
consultazione  ai  sensi  dell'articolo  11,  sono  disciplinati  gli
obblighi e le modalita' di comunicazione al Ministero, da parte delle
imprese,  delle  attivazioni in materia di portabilita' del numero di
cui all'articolo 80.
    7.  Ogni  impresa  e' tenuta a rendere disponibili, anche per via
telematica, al centro di elaborazione dati del Ministero dell'interno
gli  elenchi di tutti i propri abbonati e di tutti gli acquirenti del
traffico  prepagato  della telefonia mobile, che sono identificati al
momento  dell'attivazione  del  servizio.  L'autorita' giudiziaria ha
facolta'  di  accedere  per  fini di giustizia ai predetti elenchi in
possesso del centro di elaborazione dati del Ministero dell'interno.
 
      
                  Nota all'art. 55:
              - L'art.  17,  comma  1, della legge 23 agosto 1988, n.
          400,  recante:  «Disciplina  dell'attivita'  di  Governo  e
          ordinamento  della  Presidenza  del Consiglio dei Ministri»
          cosi' recita:
              «Art. 17 (Regolamenti). - 1. Con decreto del Presidente
          della  Repubblica,  previa  deliberazione del Consiglio dei
          Ministri, sentito il parere del Consiglio di Stato che deve
          pronunziarsi  entro novanta giorni dalla richiesta, possono
          essere emanati regolamenti per disciplinare:
                a) l'esecuzione    delle    leggi   e   dei   decreti
          legislativi;
                b) l'attuazione  e  l'integrazione  delle leggi e dei
          decreti  legislativi  recanti  norme  di principio, esclusi
          quelli   relativi   a  materie  riservate  alla  competenza
          regionale;
                c) le materie in cui manchi la disciplina da parte di
          leggi  o  di  atti aventi forza di legge, sempre che non si
          tratti di materie comunque riservate alla legge;
                d) l'organizzazione   ed   il   funzionamento   delle
          amministrazioni  pubbliche  secondo le disposizioni dettate
          dalla legge;
                (omissis).».
 
      
 
                               Art. 56
                      Telefoni pubblici a pagamento
    1.   Nel   rispetto   delle   disposizioni   emanate  in  materia
dall'Autorita', le imprese mettono a disposizione telefoni pubblici a
pagamento  per soddisfare le esigenze ragionevoli degli utenti finali
in  termini  di  copertura  geografica,  numero  di apparecchi e loro
accessibilita'  per  gli  utenti  disabili,  nonche'  di qualita' del
servizio.  Il  Ministero  vigila sull'applicazione delle disposizioni
del presente comma.
    2.  Il  Ministero, entro sessanta giorni dalla data di entrata in
vigore  del  Codice, previa consultazione dei soggetti interessati ai
sensi  dell'articolo  83,  individua  le localizzazioni nelle quali i
servizi  di  cui  al  comma  1  o  servizi  analoghi  sono ampiamente
disponibili  e  per  le  quali pertanto non possono essere prescritti
obblighi ai fini di cui allo stesso comma 1.
    3.  Le  chiamate  d'emergenza  dai  telefoni pubblici a pagamento
utilizzando il numero di emergenza unico europeo '112' o altri numeri
di  emergenza  nazionali, sono effettuate gratuitamente e senza dover
utilizzare   alcun   mezzo   di   pagamento.   Il   Ministero  vigila
sull'applicazione del presente comma.
 
      
 
                               Art. 57
             Misure speciali destinate agli utenti disabili
    1.  L'Autorita'  adotta,  ove  opportuno,  misure  specifiche per
garantire  che gli utenti finali disabili fruiscano di un accesso, ad
un prezzo accessibile, ai servizi telefonici accessibili al pubblico,
compresi  i  servizi di emergenza ed i servizi relativi agli elenchi,
che sia equivalente a quello degli altri utenti finali.
    2.  L'Autorita'  puo'  adottare misure specifiche per far si' che
gli  utenti  finali  disabili  possano  scegliere tra le imprese ed i
fornitori  dei  servizi  che siano a disposizione della maggior parte
degli utenti finali.
 
      
 
                               Art. 58
                       Designazione delle imprese
    1.   L'Autorita'  puo'  designare  una  o  piu'  imprese  perche'
garantiscano  la  fornitura  del  servizio universale, quale definito
agli  articoli  54, 55, 56, 57 e 59, comma 2, in modo tale da coprire
l'intero   territorio  nazionale.  L'Autorita'  puo'  designare  piu'
imprese  o  gruppi  di  imprese  per  fornire  i diversi elementi del
servizio  universale  o  per  coprire differenti parti del territorio
nazionale.
    2.  Nel  designare  le  imprese  titolari di obblighi di servizio
universale  in  tutto  il  territorio  nazionale  o in parte di esso,
l'Autorita'  applica  un sistema di designazione efficace, obiettivo,
trasparente e non discriminatorio in cui nessuna impresa e' esclusa a
priori.  Il  sistema  di  designazione  garantisce  che  il  servizio
universale  sia fornito secondo criteri di economicita' e consente di
determinare   il   costo   netto   degli  obblighi  che  ne  derivano
conformemente all'articolo 62.
    3.  Sino alla designazione di cui al comma 1, la societa' Telecom
Italia   continua   ad  essere  incaricata  di  fornire  il  servizio
universale quale definito agli articoli 54, 55, 56, 57 e 59, comma 2,
sull'intero territorio nazionale.
 
      
 
                               Art. 59
                      Accessibilita' delle tariffe
    1.  L'Autorita' vigila sull'evoluzione e il livello delle tariffe
al  dettaglio dei servizi che, in base agli articoli 54, 55, 56 e 57,
sono  soggetti  agli  obblighi di servizio universale e forniti dalle
imprese designate, con particolare riguardo ai prezzi al consumo e al
reddito dei consumatori.
    2. L'Autorita' puo' prescrivere che le imprese designate ai sensi
dell'articolo   58   propongano  ai  consumatori  opzioni  o  formule
tariffarie   diverse   da   quelle  proposte  in  normali  condizioni
commerciali,  in  particolare per garantire che i consumatori a basso
reddito   o  con  esigenze  sociali  particolari  non  siano  esclusi
dall'accesso   e  dall'uso  dei  servizi  telefonici  accessibili  al
pubblico.
    3.  L'Autorita'  puo' prescrivere alle imprese designate soggette
agli  obblighi  di  cui  agli  articoli  54, 55, 56 e 57 di applicare
tariffe  comuni,  comprese  le  perequazioni  tariffarie, in tutto il
territorio, ovvero di rispettare limiti tariffari.
    4. L'Autorita' provvede affinche', quando un'impresa designata e'
tenuta  a  proporre  opzioni  tariffarie  speciali,  tariffe  comuni,
comprese  le  perequazioni  tariffarie  geografiche,  o  a rispettare
limiti  tariffari, le condizioni siano pienamente trasparenti e siano
pubblicate   ed   applicate   nel   rispetto  del  principio  di  non
discriminazione.  L'Autorita' puo' esigere la modifica o la revoca di
determinate formule tariffarie.
 
      
 
                               Art. 60
                          Controllo delle spese
    1. Le imprese designate ai sensi dell'articolo 58, nel fornire le
prestazioni  e  i  servizi  aggiuntivi  rispetto a quelli di cui agli
articoli  54,  55,  56, 57 e 59, comma 2, definiscono le condizioni e
modalita'  di fornitura in modo tale che l'abbonato non sia costretto
a  pagare prestazioni o servizi che non sono necessari o che non sono
indispensabili per il servizio richiesto.
    2.  Le  imprese  designate  soggette agli obblighi previsti dagli
articoli  54,  55,  57  e  59, comma 2, forniscono le prestazioni e i
servizi  specifici di cui all'allegato n. 4, parte A, di modo che gli
abbonati  possano  sorvegliare  e  controllare  le  proprie  spese ed
evitare una cessazione ingiustificata del servizio.
    3.  L'Autorita'  vigila sui provvedimenti di cui ai commi 1 e 2 e
puo'  disporre  che  qualora  le  prestazioni  di cui al comma 2 sono
ampiamente  disponibili,  non  si  da'  luogo  all'imposizione  degli
obblighi di fornitura ivi prescritti.
 
      
 
                               Art. 61
          Qualita' del servizio fornito dalle imprese designate
    1.  L'Autorita'  provvede  affinche'  tutte  le imprese designate
soggette  agli  obblighi previsti dagli articoli 54, 55, 56, 57 e 59,
comma  2,  pubblichino informazioni adeguate ed aggiornate sulla loro
efficienza  nella  fornitura  del  servizio universale, basandosi sui
parametri di qualita' del servizio, sulle definizioni e sui metodi di
misura  stabiliti nell'allegato n. 6. Le informazioni pubblicate sono
comunicate anche all'Autorita'.
    2.  L'Autorita'  puo'  inoltre specificare, previa definizione di
parametri  idonei,  norme  supplementari di qualita' del servizio per
valutare  l'efficienza delle imprese nella fornitura dei servizi agli
utenti   finali  disabili  e  ai  consumatori  disabili.  L'Autorita'
provvede  affinche'  le informazioni sull'efficienza delle imprese in
relazione  a detti parametri siano anch'esse pubblicate e messe a sua
disposizione.
    3.  L'Autorita' specifica, con appositi provvedimenti, contenuto,
forma  e  modalita'  di  pubblicazione delle informazioni, in modo da
garantire  che  gli  utenti  finali e i consumatori abbiano accesso a
informazioni complete, comparabili e di facile impiego.
    4.   L'Autorita'  fissa  obiettivi  qualitativi  per  le  imprese
assoggettate  ad  obblighi  di  servizio  universale  almeno ai sensi
dell'articolo 54. Nel fissare tali obiettivi, l'Autorita' tiene conto
del  parere  dei  soggetti  interessati, applicando in particolare le
modalita' stabilite all'articolo 83.
    5.  L'Autorita' controlla il rispetto degli obiettivi qualitativi
da parte delle imprese designate.
    6. L'Autorita' adotta, a fronte di perdurante inadempimento degli
obiettivi  qualitativi  da  parte  dell'impresa,  misure specifiche a
norma  del  Capo II del presente Titolo. L'Autorita' puo' esigere una
verifica   indipendente   o   una   valutazione   dei  dati  relativi
all'efficienza,  a  spese  dell'impresa  interessata,  allo  scopo di
garantire   l'esattezza   e   la  comparabilita'  dei  dati  messi  a
disposizione   dalle   imprese   soggette  ad  obblighi  di  servizio
universale.
 
      
 
                               Art. 62
         Calcolo del costo degli obblighi di servizio universale
    1.  Qualora  l'Autorita'  ritenga  che  la fornitura del servizio
universale  di cui agli articoli da 53 a 60 possa comportare un onere
ingiustificato  per  le  imprese  designate  a fornire tale servizio,
prevede  il  calcolo  dei  costi netti di tale fornitura. A tal fine,
l'Autorita' puo':
    a)  procedere al calcolo del costo netto delle singole componenti
dell'obbligo  del  servizio universale, tenendo conto degli eventuali
vantaggi commerciali derivanti all'impresa designata per la fornitura
del   servizio   universale,   in   base   alle  modalita'  stabilite
nell'allegato n. 11;
    b)   utilizzare  i  costi  netti  della  fornitura  del  servizio
universale  individuati  in  base  a  un meccanismo di determinazione
conforme all'articolo 58, comma 2.
    2. I conti ovvero le altre informazioni su cui si basa il calcolo
del costo netto degli obblighi di servizio universale di cui al comma
1,  lettera  a),  sono  sottoposti  alla  verifica  di  un  organismo
indipendente  dalle  parti interessate, avente specifiche competenze,
incaricato  dall'Autorita'.  I risultati del calcolo e le conclusioni
finali  della  verifica  sono  messi  a disposizione del pubblico sul
Bollettino  ufficiale  e  sul  sito  Internet dell'Autorita'. I costi
derivanti  dalla verifica del servizio universale sono ricompresi nel
fondo  per  il  finanziamento  del  costo  netto  degli  obblighi del
servizio   universale,   istituito   presso   il  Ministero,  di  cui
all'allegato n. 11.
 
      
 
                               Art. 63
           Finanziamento degli obblighi di servizio universale
    1.  Qualora,  sulla  base  del  calcolo  del  costo  netto di cui
all'articolo  62,  l'Autorita'  riscontri che un'impresa designata e'
soggetta  ad  un  onere ingiustificato, previa richiesta dell'impresa
stessa,   ripartisce  il  costo  netto  degli  obblighi  di  servizio
universale  tra  i  fornitori  di  reti  e  servizi  di comunicazione
elettronica utilizzando il fondo per il finanziamento del costo netto
degli   obblighi   del   servizio  universale,  istituito  presso  il
Ministero, di cui all'allegato n. 11.
    2.  Puo'  essere  finanziato  unicamente  il  costo  netto  degli
obblighi  di  cui  agli  articoli da 53 a 60, calcolato conformemente
all'articolo  62. Le disposizioni di cui agli articoli 1, 3, 4, 5 e 6
dell'allegato  n.  11, possono essere modificate, all'occorrenza, con
provvedimento dell'Autorita', sentito il Ministero.
    3.  Il  sistema  di  ripartizione  dei  costi  deve  rispettare i
principi   di   trasparenza,  minima  distorsione  del  mercato,  non
discriminazione  e  proporzionalita',  in conformita' all'articolo 2,
commi  5,  6 e 7, dell'allegato n. 11. Ogni anno, l'Autorita', tenuto
conto   delle  condizioni  di  concorrenzialita'  del  mercato,  puo'
valutare  l'opportunita'  di  introdurre  un  meccanismo di esenzione
dalla  contribuzione  al  fondo  per  le  imprese  che  non  superano
determinati  livelli  di  fatturato  e  per quelle nuove entranti nel
settore, tenendo conto della loro situazione finanziaria.
    4.  Gli eventuali contributi relativi alla ripartizione del costo
degli  obblighi  di  servizio  universale  sono scorporati e definiti
separatamente  per ciascuna impresa. Tali contributi non sono imposti
alle imprese che non forniscono servizi nel territorio nazionale.
 
      
 
                               Art. 64
                               Trasparenza
    1.  Qualora  sia  istituito  un sistema di ripartizione del costo
netto  degli  obblighi di servizio universale, l'Autorita' pubblica i
principi  di  ripartizione  dei  costi  di  cui all'articolo 63 ed il
sistema applicato.
    2.  L'Autorita',  nel  rispetto  della  normativa  comunitaria  e
nazionale  sulla  riservatezza,  pubblica  una  relazione annuale che
indichi il costo degli obblighi di servizio universale, quale risulta
dai   calcoli  effettuati,  i  contributi  versati  da  ogni  impresa
interessata  e  gli  eventuali  vantaggi  commerciali  di cui abbiano
beneficiato  l'impresa  o le imprese designate per la prestazione del
servizio universale.
 
      
 
                               Art. 65
    Riesame  dell'ambito  di  applicazione degli obblighi di servizio
                             universale
    1.  Il  Ministero, sentita l'Autorita', procede periodicamente al
riesame  dell'ambito  di  applicazione  degli  obblighi  di  servizio
universale  di  cui  al  presente Capo, al fine di individuare, sulla
base  degli  orientamenti  della  Commissione europea e delle diverse
offerte  presenti sul mercato nazionale in termini di disponibilita',
qualita'  e  prezzo accessibile, a quali servizi, e in che misura, si
applichino  le  disposizioni  di  cui  all'articolo 58. Il riesame e'
effettuato  per la prima volta entro un anno dalla data di entrata in
vigore del Codice, e successivamente ogni due anni.
    Sezione II
    Controlli  sugli  obblighi  delle  imprese  che  dispongono di un
significativo potere di mercato su mercati specifici
 
      
 
                               Art. 66
                    Verifica e riesame degli obblighi
    1.  Fintantoche'  non  sia  effettuato  un riesame e adottata una
decisione  ai  sensi della procedura di cui al comma 2, restano fermi
gli obblighi preesistenti relativi:
    a)  alle  tariffe  al  dettaglio  per  la fornitura di servizi di
accesso e per l'uso della rete telefonica pubblica;
    b) alla selezione o preselezione del vettore;
    c) alle linee affittate.
    2.   L'Autorita',  secondo  la  procedura  e  i  termini  di  cui
all'articolo  19,  provvede ad effettuare un'analisi del mercato, per
decidere  se mantenere, modificare o abolire gli obblighi relativi ai
mercati al dettaglio. Le misure adottate sono soggette alla procedura
di  cui  all'articolo  12.  Fino  all'effettuazione  di tale analisi,
conservano   efficacia   le  deliberazioni  adottate  dall'Autorita',
relativamente  ai  predetti  obblighi,  sulla  base  della  normativa
previgente.
 
      
 
                               Art. 67
              Controlli normativi sui servizi al dettaglio
    1.   L'Autorita',   qualora  in  esito  all'analisi  del  mercato
realizzata  a  norma  dell'articolo  66,  comma  2,  accerti  che  un
determinato   mercato   al   dettaglio   identificato   conformemente
all'articolo  18  non  e' effettivamente concorrenziale e giunga alla
conclusione  che  gli  obblighi  previsti  dal  Capo III del presente
Titolo   o  dall'articolo  69  non  portino  al  conseguimento  degli
obiettivi  di  cui  all'articolo 13, impone i necessari obblighi alle
imprese  identificate come imprese che dispongono di un significativo
potere   di  mercato  su  un  dato  mercato  al  dettaglio  ai  sensi
dell'articolo 17.
    2.  Gli  obblighi  di cui al comma 1 si basano sulla natura della
restrizione  della  concorrenza  accertata  e  sono  proporzionati  e
giustificati  alla  luce degli obiettivi di cui all'articolo 13. Tali
obblighi   possono   includere   prescrizioni  affinche'  le  imprese
identificate   non   applichino  prezzi  eccessivi,  non  impediscano
l'ingresso  sul  mercato  ne' limitino la concorrenza fissando prezzi
predatori,  non  privilegino ingiustamente determinati utenti finali,
non  accorpino  in  modo  indebito  i  servizi  offerti.  Qualora  le
pertinenti  misure relative alla vendita all'ingrosso, alla selezione
e   alla  preselezione  del  vettore  non  consentano  di  realizzare
l'obiettivo  di  garantire  una  concorrenza  effettiva e l'interesse
pubblico,   l'Autorita',   nell'esercizio   del   proprio  potere  di
sorveglianza   sui   prezzi,  puo'  prescrivere  a  tali  imprese  di
rispettare  determinati  massimali  per  i  prezzi  al  dettaglio, di
controllare  le  singole tariffe o di orientare le proprie tariffe ai
costi o ai prezzi su mercati comparabili.
    3.  L'Autorita',  a  richiesta, comunica alla Commissione europea
informazioni  in  merito  alle  modalita' di controllo sui servizi al
dettaglio  e,  se  del  caso,  ai  sistemi  di contabilita' dei costi
impiegati da tali imprese.
    4.  L'Autorita'  provvede  affinche'  ogni  impresa,  soggetta  a
regolamentazione  delle  tariffe  al  dettaglio o ad altri pertinenti
controlli  al  dettaglio,  applichi i necessari e adeguati sistemi di
contabilita'  dei  costi.  L'Autorita' puo' specificare la forma e il
metodo   contabile  da  utilizzare.  La  conformita'  al  sistema  di
contabilita'  dei  costi  e'  verificata da un organismo indipendente
dalle  parti  interessate,  avente  specifiche competenze, incaricato
dall'Autorita'.   L'Autorita'   provvede   affinche'  ogni  anno  sia
pubblicata una dichiarazione di conformita'.
    5.   Fatti   salvi  l'articolo  59,  comma  2  e  l'articolo  60,
l'Autorita' non applica i meccanismi di controllo al dettaglio di cui
al  comma  1  in mercati geografici o tipologie di utenza per i quali
abbia  accertato  l'esistenza  di  una  concorrenza  effettiva, anche
mediante l'analisi dinamica di cui all'articolo 19, comma 5.
 
      
 
                               Art. 68
            Controlli sull'insieme minimo di linee affittate
    1.   L'Autorita'   qualora,   in  esito  all'analisi  di  mercato
realizzata  a norma dell'articolo 66, comma 2, accerti che il mercato
per  la  fornitura  di parte o della totalita' dell'insieme minimo di
linee  affittate  non  e' effettivamente concorrenziale, individua le
imprese  aventi significativo potere di mercato in tale mercato nella
totalita'  o  in  parte  del  territorio  nazionale,  in  conformita'
all'articolo 17. L'Autorita' impone a dette imprese obblighi relativi
alla  fornitura dell'insieme minimo di linee affittate, come indicato
nell'elenco  di  norme  pubblicate  sulla  Gazzetta  ufficiale  delle
Comunita'  europee  di  cui  all'articolo  20,  nonche' le condizioni
indicate  nell'allegato  n. 8 per detta fornitura in relazione a tali
specifici mercati delle linee affittate.
    2.   L'Autorita',   qualora   in  esito  all'analisi  di  mercato
realizzata  a norma dell'articolo 66, comma 2, accerti che un mercato
rilevante  per la fornitura dell'insieme minimo di linee affittate e'
effettivamente  concorrenziale, revoca gli obblighi di cui al comma 1
relativi a tale specifico mercato.
    3.   L'insieme   minimo   di   linee   affittate  e  le  relative
caratteristiche   armonizzate,   nonche'  le  norme  correlate,  sono
pubblicate   nella   Gazzetta   ufficiale   delle  Comunita'  europee
nell'ambito dell'elenco di norme di cui all'articolo 20.
 
      
 
                               Art. 69
            Selezione del vettore e preselezione del vettore
    1.  L'Autorita'  prescrive  alle  imprese  che  dispongono  di un
significativo potere di mercato per la fornitura di collegamenti alla
rete   telefonica   pubblica   in   postazione   fissa   e   relativa
utilizzazione,  a  norma  dell'articolo 66, comma 2, di consentire ai
propri  abbonati  di  accedere  ai  servizi  di  qualsiasi  fornitore
interconnesso di servizi telefonici accessibili al pubblico:
    a)  digitando,  per ogni singola chiamata, un codice di selezione
del vettore;
    b)  applicando un sistema di preselezione, con la possibilita' di
annullare  la  preselezione,  per  ogni singola chiamata digitando un
codice di selezione del vettore.
    2.  Le  richieste  degli  utenti relative all'attivazione di tali
opzioni in altre reti o secondo altre modalita' sono esaminate con la
procedura di analisi del mercato stabilita dall'articolo 19 e attuate
conformemente all'articolo 49.
    3.   L'Autorita'  provvede  affinche'  i  prezzi  dell'accesso  e
dell'interconnessione  correlata alle opzioni di cui al comma 1 siano
orientati  ai  costi  e  gli  eventuali addebiti per gli abbonati non
disincentivino il ricorso a tali possibilita'.
    Sezione III
    Diritti degli utenti finali
 
      
 
                               Art. 70
                                Contratti
    1. I consumatori, qualora si abbonano a servizi che forniscono la
connessione  o l'accesso alla rete telefonica pubblica, hanno diritto
di  stipulare  contratti  con una o piu' imprese che forniscono detti
servizi. Il contratto indica almeno:
    a) la denominazione e l'indirizzo del fornitore del servizio;
    b) i servizi forniti, i livelli di qualita' dei servizi offerti e
il tempo necessario per l'allacciamento iniziale;
    c) i tipi di servizi di manutenzione offerti;
    d)  il dettaglio dei prezzi e delle tariffe, nonche' le modalita'
secondo  le  quali possono essere ottenute informazioni aggiornate in
merito  a  tutte  le  tariffe  applicabili  e  a  tutti  i  costi  di
manutenzione;
    e)  la  durata  del  contratto,  le  condizioni  di  rinnovo e di
cessazione dei servizi e del contratto;
    f)   le   disposizioni  relative  all'indennizzo  e  al  rimborso
applicabili  qualora  non  sia  raggiunto  il livello di qualita' del
servizio previsto dal contratto;
    g)  il  modo  in  cui  possono  essere  avviati i procedimenti di
risoluzione delle controversie ai sensi dell'articolo 84.
    2.  L'Autorita'  vigila  sull'applicazione  di quanto disposto ai
fini  di  cui  al  comma  1  e  puo' estendere gli obblighi di cui al
medesimo  comma  affinche'  sussistano  anche  nei confronti di altri
utenti finali.
    3.  I  contratti stipulati tra consumatori e fornitori di servizi
di  comunicazione  elettronica diversi dai fornitori di connessione o
accesso   alla   rete   telefonica   pubblica   devono  contenere  le
informazioni  elencate  nel  comma 1. L'Autorita' puo' estendere tale
obbligo  affinche'  sussista  anche  nei  confronti  di  altri utenti
finali.
    4. Gli abbonati hanno il diritto di recedere dal contratto, senza
penali,  all'atto  della  notifica  di  proposte  di  modifiche delle
condizioni  contrattuali.  Gli  abbonati  sono informati con adeguato
preavviso,  non  inferiore  a  un mese, di tali eventuali modifiche e
sono  informati  nel  contempo  del  loro  diritto  di  recedere  dal
contratto, senza penali, qualora non accettino le nuove condizioni.
    5.  L'utente  finale  che  utilizzi,  o  dia  modo  ad  altri  di
utilizzare  il  servizio  per  effettuare  comunicazioni  o attivita'
contro  la  morale o l'ordine pubblico o arrecare molestia o disturbo
alla  quiete privata, decade dal contratto di fornitura del servizio,
fatta salva ogni altra responsabilita' prevista dalle leggi vigenti.
    6.  Rimane  ferma l'applicazione delle norme e delle disposizioni
in materia di tutela dei consumatori.
 
      
 
                               Art. 71
             Trasparenza e pubblicazione delle informazioni
    1. L'Autorita' assicura che informazioni trasparenti e aggiornate
in  merito ai prezzi e alle tariffe, nonche' alle condizioni generali
vigenti  in  materia  di  accesso  e  di  uso  dei servizi telefonici
accessibili  al pubblico, siano rese disponibili agli utenti finali e
ai consumatori, conformemente alle disposizioni dell'allegato n. 5.
    2.   L'Autorita'   promuove  la  fornitura  di  informazioni  che
consentano  agli  utenti  finali,  ove opportuno, e ai consumatori di
valutare  autonomamente  il  costo  di  modalita' di uso alternative,
anche mediante guide interattive.
 
      
 
                               Art. 72
                          Qualita' del servizio
    1.  L'Autorita',  dopo  aver  effettuato  la consultazione di cui
all'articolo  83, puo' prescrivere alle imprese fornitrici di servizi
di comunicazione elettronica accessibili al pubblico di pubblicare, a
uso  degli  utenti  finali,  informazioni  comparabili,  adeguate  ed
aggiornate  sulla  qualita' dei servizi offerti. Le informazioni sono
comunicate,    a   richiesta,   anche   all'Autorita'   prima   della
pubblicazione.
    2.  L'Autorita' precisa, tra l'altro, i parametri di qualita' del
servizio  da  misurare, nonche' il contenuto, la forma e le modalita'
della  pubblicazione,  per  garantire  che  gli utenti finali abbiano
accesso   ad   informazioni   complete,   comparabili   e  di  facile
consultazione,  anche  utilizzando  i  parametri,  le definizioni e i
metodi di misura indicati nell'allegato n. 6.
 
      
 
                               Art. 73
                          Integrita' della rete
    1.  Il  Ministero  stabilisce  le misure necessarie per garantire
l'integrita' della rete telefonica pubblica in postazioni fisse e, in
caso  di  incidenti  gravi  di  rete  o  nei casi di forza maggiore o
calamita'  naturali, la disponibilita' della rete telefonica pubblica
e  dei  servizi  telefonici  pubblici in postazione fissa. Le imprese
fornitrici   di   servizi   telefonici  accessibili  al  pubblico  in
postazione  fissa  devono  adottare  tutte  le  misure necessarie per
garantire l'accesso ininterrotto ai servizi di emergenza.
 
      
 
                               Art. 74
    Interoperabilita'  delle  apparecchiature di televisione digitale
                             di consumo
    1.     L'Autorita'     vigila     sull'interoperabilita'    delle
apparecchiature  di  televisione  digitale  di  consumo,  secondo  le
disposizioni  di  cui  all'allegato  n. 7, e, se del caso, sentito il
Ministero, definisce le misure necessarie per garantirla.
 
      
 
                               Art. 75
    Servizi  di  assistenza  mediante  operatore  e  di consultazione
                               elenchi
    1. L'Autorita' provvede affinche' sia rispettato il diritto degli
abbonati  ai  servizi  telefonici  accessibili  al pubblico ad essere
inseriti negli elenchi di cui all'articolo 55, comma 1, lettera a).
    2. L'Autorita' provvede affinche' le imprese che assegnano numeri
agli  abbonati  soddisfino qualsiasi richiesta ragionevole di rendere
disponibili  le  informazioni  necessarie, ai fini della fornitura di
elenchi  e  di  servizi di consultazione, in una forma concordata e a
condizioni eque, oggettive, orientate ai costi e non discriminatorie.
    3. L'Autorita' provvede affinche' sia rispettato il diritto degli
utenti  finali collegati alla rete telefonica pubblica all'accesso ai
servizi   di   assistenza   mediante   operatore   e  ai  servizi  di
consultazione elenchi, a norma dell'articolo 55, comma 1, lettera b).
    4.  Gli  utenti  finali degli altri Stati membri hanno diritto di
accedere direttamente ai servizi di consultazione elenchi abbonati di
cui all'articolo 55.
    5.  I commi 1, 2, 3 e 4 si applicano, fatte salve le disposizioni
in  materia di protezione dei dati personali e della vita privata nel
settore delle comunicazioni.
 
      
 
                               Art. 76
    Numeri di emergenza nazionali e numero di emergenza unico europeo
    1.  Il  Ministero  provvede  affinche',  oltre ad altri eventuali
numeri  di  emergenza  nazionali,  indicati  nel  piano  nazionale di
numerazione,  gli  utenti finali di servizi telefonici accessibili al
pubblico,  ed  in  particolare  gli  utenti  di  telefoni  pubblici a
pagamento,  possano  chiamare  gratuitamente  i  servizi  di soccorso
digitando  il numero di emergenza unico europeo '112'. Le chiamate al
numero  di  emergenza  unico  europeo  '112' devono ricevere adeguata
risposta ed essere trattate nel modo piu' conforme alla struttura dei
servizi  di  soccorso  e  in  maniera compatibile con le possibilita'
tecnologiche  delle  reti.  I  numeri  di  emergenza  nazionali  sono
stabiliti  con  decreto  del  Presidente  del Consiglio dei ministri,
sentita  l'Autorita' in merito alla disponibilita' dei numeri, e sono
recepiti  dall'Autorita'  nel piano nazionale di numerazione; in sede
di prima applicazione sono confermati i numeri di emergenza stabiliti
dall'Autorita' con la deliberazione 9/03/CIR.
    2.  Il  Ministero provvede affinche', per ogni chiamata al numero
di  emergenza  unico  europeo  '112',  gli  operatori  esercenti reti
telefoniche   pubbliche   mettano   a  disposizione  delle  autorita'
incaricate  dei  servizi  di  soccorso  e di protezione civile, nella
misura  in  cui  sia tecnicamente fattibile, le informazioni relative
all'ubicazione del chiamante.
    3.  Il  Ministero  assicura  che  i cittadini siano adeguatamente
informati  in  merito all'esistenza e all'uso del numero di emergenza
unico europeo '112'.
 
      
                  Nota all'art. 76:
              - La   delibera   n.  9/03/CIR  dell'Autorita'  per  le
          garanzie  nelle  comunicazioni  reca: «Piano di numerazione
          nel settore delle telecomunicazioni e disciplina attuativa»
          ed  e' pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
          italiana n. 177 del 1° agosto 2003.
 
      
 
                               Art. 77
                   Prefissi telefonici internazionali
    1.  Il  prefisso  '00'  costituisce  il  prefisso  internazionale
normalizzato.  L'Autorita'  puo'  introdurre  o  mantenere  in vigore
disposizioni   specifiche  relative  alle  chiamate  telefoniche  tra
localita'  contigue  situate sui due versanti della frontiera tra due
Stati  membri. Gli utenti finali di servizi telefonici accessibili al
pubblico  ubicati  in  tali  localita'  sono  adeguatamente informati
dell'esistenza di tali disposizioni.
    2.  L'Autorita'  provvede  affinche' gli operatori esercenti reti
telefoniche  pubbliche  gestiscano qualsiasi chiamata effettuata da o
verso  lo  spazio  di  numerazione telefonica europeo, fatta salva la
loro  esigenza  di  recuperare  il  costo dell'inoltro della chiamata
sulla loro rete.
 
      
 
                               Art. 78
                          Numeri non geografici
    1.  L'Autorita'  provvede  affinche'  gli  utenti finali di altri
Stati  membri abbiano la possibilita' di accedere, se tecnicamente ed
economicamente  fattibile,  a  numeri  non  geografici attribuiti sul
territorio  nazionale,  salvo  il  caso  in  cui  l'abbonato chiamato
scelga,  per  ragioni commerciali, di limitare l'accesso ai chiamanti
situati in determin